Pregliasco: “Italia Viva? Sconta l’impopolarità di Renzi inviso all’85% degli italiani”

Pregliasco: “Italia Viva? Sconta l’impopolarità di Renzi inviso all’85% degli italiani”
Lorenzo Prigliasco
3 ottobre 2019

 L’Italia non è un Paese per giovani. L’Istat, puntualmente, ci comunica che la popolazione degli anziani è in continua crescita. E nonostante ciò, la politica invece di procurare lavoro alle nuove generazioni, pensa di portarle alle urne. E così, in questi giorni non si fa altro che parlare di abbassare a sedici anni, l’età minima per andare a votare. Per Lorenzo Pregliasco, “è solo un tema affascinante”. Come dire, parliamo di lana caprina dato, come dice lo stesso fondatore di YouTrend e Agenzia Quorum, si tratta di un potenziale di “un milione e cento elettori su cinquanta milioni di aventi diritto al voto dai diciotto anni in su”.

C’è tanta passione su questo voto per i sedicenni?

“Stiamo parlando di un potenziale elettorato che potrebbe valere un due per cento. Quindi, una percentuale che non potrebbe modificare in modo significativo l’esito elettorale. E a maggior ragione, se si pensa che questo milione di potenziali elettori, se andasse tutto alle urne, il suo voto si distribuirebbe in setto-otto partiti, producendo ancor di più percentuali infinitesimali. Aggiungo…”.

Prego…

“Va detto che i sedicenni che protestano per difendere l’ambiente sono una micro minoranza dei sedicenni italiani. Infatti, la maggior parte di loro non era in piazza nei giorni scorsi. In sostanza, è solo un tema affascinante, quello del voto ai 16-17enni”.

Si può fare, invece, una considerazione sulle intenzioni di voto di questo potenziale giovane elettorato?

“Possiamo dire, dato che in merito non ci sono dati, che in passato la fascia di età 18-24 anni, era molto indirizzata al MoVimento 5 Stelle. Ma oggi, invece, non è più così, “l’appeal” dei 5stelle sui giovani non è forte come nella prima fase del movimento. Al di là di questo, come detto, non possiamo analizzare altri dati”.

Passiamo alla “realtà”. Molti sostengono, visti i recenti sondaggi, che il partito di Matteo Renzi, Italia Viva, non decolla.

“Di certo è prematura fare qualsiasi analisi. Anche perché non c’è un tempo determinato per le prossime elezioni Politiche. Alle Regionali in Umbria, tra l’altro, Iv non si presenterà, e quindi non possiamo avere una reale controprova. Tuttavia, a me non stupisce che il dato di Italia Viva oscilli tra il 3-5 per cento. E non mi stupisce perché dai nostri sondaggi emerge che l’85 per cento degli italiani non ha fiducia in Renzi. Quindi, il tetto per il suo partito è rappresentato dall’impopolarità di Renzi stesso. Giudizio, tra l’altro, peggiorato negli ultimi mesi. La sua, è una leadership impopolare, più che di qualunque altro leader politico italiano”.

E la Lega?

“Dai nostri ultimi sondaggi, la Lega segna una particolare stabilità. La nostra super-media dava la settimana scorsa il Carroccio al 32,2 per cento e ora siamo, più o meno, lì. Certo, non essendo più al governo, viene meno l’agenda su cui dettare i temi politici”.

Mentre, lo stato di “salute” dei 5 stelle?

“I sondaggi vedono il M5s in discesa. Sono cresciuti con la crisi di governo, ma adesso sono in calo. Tra l’altro, nei prossimi mesi, l’elettorato 5stelle potrebbe faticare a riscontrare dei motivi per cui votare il movimento, in quanto non è più un partito di rottura del sistema, non è più un partito che è altro all’establishment. Uno senario già percepito con il governo gialloverde, ma che ora verrà accentuato con il governo giallorosso”.

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