Patron con la pistola in campo, sospeso campionato calcio

Patron con la pistola in campo, sospeso campionato calcio
Ivan Savvidis, presidente del Paok, squadra di calcio greca
12 marzo 2018

Il campionato greco viene sospeso ancora una volta a tempo indeterminato. L’annuncio arriva dal vice ministro dello Sport, Georgios Vassiliadis, il giorno dopo quanto accaduto durante la partita fra Paok Salonicco e Aek Atene. La gara e’ stata interrotta nel finale quando Ivan Savvidis, presidente del Paok, e’ entrato in campo per protestare contro l’annullamento di un gol per fuorigioco all’89’, sullo 0-0. Il dirigente, fra gli uomini piu’ ricchi di Grecia ed ex parlamentare russo (e’ di origini georgiane) aveva una pistola nella fondina e i calciatori dell’Aek, temendo per la propria sicurezza, sono rientrati negli spogliatoi e hanno preferito non fare ritorno in campo. “Abbiamo deciso di interrompere il campionato e non ripartira’ fino a quando non ci sara’ una struttura chiara, concordata da tutti, per andare avanti sotto certe condizioni e con determinate regole”, ha fatto sapere Vassiliadis. La polizia di Salonicco ha spiccato un mandato d’arresto nei confronti di Savvidis anche se il suo entourage, contattato dal quotidiano russo “Sport Express”, sottolinea che “non ha minacciato nessuno con la pistola, la porta con se’ in quanto ha il porto d’armi, non e’ qualcosa di proibito”.

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La partita fra Paok e Aek era uno scontro diretto per il titolo: la formazione ateniese e’ al comando con 55 punti, a +2 sull’Olympiacos e a +5 sul Paok. Non c’e’ nemmeno chiarezza sul risultato finale visto che sul sito della Lega ellenica compare il risultato di 0-0 mentre al Paok sostengono che alla fine l’arbitro abbia convalidato la rete, archiviando la gara col successo della squadra di casa. Non e’ la prima volta che il calcio greco deve fare i conti con la violenza. Gia’ nel 2015 il governo di Atene aveva optato per la sospensione del campionato dopo le brutte scene nel derby fra Olympiacos e Panathinaikos e la successiva rissa fra i dirigenti delle due squadre in un incontro avvenuto due giorni dopo mentre nel marzo 2016 era stata interrotta la coppa nazionale dopo i gravi incidenti tra tifosi scoppiati nel corso della semifinale tra il Paok e l’Olympiacos. Qualche mese dopo, a novembre, una nuova sospensione di tutti le competizioni nazionali dopo l’incendio scoppiato nell’abitazione di Giorgos Bikas, presidente della Commissione arbitrale nazionale, e per il quale si sospettava un’origine dolosa.

LUCESCU JR TECNICO PAOK “STO COL MIO PRESIDENTE”

“Chiedetevi perché un uomo ha reagito così, non fermatevi a giudicare il gesto…”. Parla in esclusiva a TuttoMercatoWeb e prende le difese del suo presidente Ivan Savvidis, l’allenatore del PAOK Razvan Lucescu, figlio dell’ex Inter e Shakhtar Mircea. “È un gesto estremo, il presidente ha investito tanti soldi nel calcio greco. Dovremmo essere primi in classifica e invece ci remano tutti contro… non è una bella situazione”. Il gesto però non è stato dei migliori… “Non analizzo il gesto, ma sono al cento percento con il mio presidente. Ieri abbiamo fatto gol, così abbiamo festeggiato. E quando abbiamo festeggiato si è scatenata una confusione incredibile attorno all’arbitro, sembrava ci volessero annullare il gol. Ed è intervenuto il presidente. Ma quel gesto è un’azione disperata per attirare l’attenzione. Tutto parte da due settimane fa, quando contro di noi l’Olympiacos ha fatto una sceneggiata incredibile perché i nostri tifosi hanno fatto festa con i rotoli di carta che scendevano in campo. Un’atmosfera stupenda… ma la carta ha toccato l’allenatore avversario e apriti cielo: ha fatto la scena come se lo avessero ammazzato, ci hanno dato la sconfitta a tavolino e inizialmente anche tre punti di penalizzazione.

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