Il reddito di cittadinanza sarà tracciabile. Castelli: “Permetterà di osservare il consumatore”

Il reddito di cittadinanza sarà tracciabile. Castelli: “Permetterà di osservare il consumatore”
Il viceministro all'Economia, Laura Castelli
2 ottobre 2018

Per far sì che il reddito di cittadinanza abbia “successo” ed evitare quello che sostengono i detrattori della misura, cavallo di battaglia dei Cinque Stelle, cioè che possa diventare tra l’altro un incentivo al lavoro sommerso, il governo giallo-verde farà leva anche “sull’osservazione del contribuente” con “l’incrocio dei dati”, l’invio della “Guardia di finanza” in caso di eventuali “consumi anomali” e di fronte a chi fa il furbo scatterà la restituzione del maltolto e anche il “penale”. Lo ha anticipato la viceministra all’Economia, Laura Castelli, interpellata da Askanews, dopo che il ministro Giovanni Tria ha spiegato a ‘Il Sole24 Ore’ che la Guardia di Finanza sta mettendo a punto un piano specifico di controllo.

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“Ci sarà una attenzione, non è una piccola cifra” (per il reddito di cittadinanza si dovranno trovare 10 miliardi, n.d.r.), ci sarà “la lungimiranza di mettere insieme più banche dati che abbiano ciascuna un pezzo della vita del contribuente”, “dell’Inps, dei centri per l’impiego, dei centri di formazione, dei Comuni, tutti insieme per creare un’unica banca dati”, ha spiegato Castelli. “Intanto – ha puntualizzato la viceministra Castelli sul piano specifico annunciato da Tria – il ministero dell’Economia con la Guardia di finanza ha dei rapporti costanti; quindi stiamo parlando di cose che già stanno nell’alveo delle normali attività. Si tratta di verificare che non ci siano contributi per il reddito di cittadinanza dati a persone che magari hanno patrimoni nascosti e questo è verificabile attraverso un circuito trasparente, come per esempio tutto un sistema che permette di verificare dove spendi e quanto spendi”.

Motivo per il quale, ha ribadito la viceministro, il reddito di cittadinanza sarà tracciabile grazie a “tutta una parte digitale sul reddito di cittadinanza che permetterà di osservare il consumatore” e “questo aiuta perché al primo consumo anomalo gli mandi la Gdf”. Oggi “c’è già un sistema di controllo che permette di osservare se l’Isee viene utilizzato per servizi particolari, con gli incroci delle banche dati, i conti correnti con le anagrafi tributarie, con il catasto”. Con il reddito di cittadinanza “faremo particolare attenzione una volta che verrà erogato il reddito per verificare che chi percepisce il contributo non sia” tra chi nasconde redditi o un lavoro.

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“Non stiamo parlando di strumenti nuovi” ma della “consapevolezza” che “si determinerà il successo di questa misura se si riesce a fare una buona osservazione del contribuente”, se si riesce ad assicurare che “lo percepisce chi ne ha effettiva necessità”. Se sarà chiaro a tutti che chi imbroglia non si vedrà solo togliere il contributo ma scatterà “anche il penale e quindi stiamo parlando di sanzioni che vanno oltre la restituzione della somma”, ha sottolineato. “Il passaggio del ministro – ha proseguito Castelli – era per dire che siccome ci accusano di dare una misura a chi poi la usa per stare sul divano, una maggiore cura sarà fatta, con un protocollo nelle more normali di quello che è il rapporto tra il ministero e la guardia di finanza, per verificare che non ci siano appropriazioni indebite di un contributo. La lungimiranza di mettere insieme più banche dati che hanno ognuno un pezzo della vita del contribuente serve a questo. Oltretutto – ha concluso – in un paese che fa difficoltà a mettere insieme le banche dati, uno dei problemi più grossi, che anche Cottarelli sottolineò per tanti anni, è quello di accelerare il processo di fusione delle banche dati”.

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