Renzi e Dem esultano su jobs act. Per le opposizioni è solo un flop

Renzi e Dem esultano su jobs act. Per le opposizioni è solo un flop
31 agosto 2017

Matteo Renzi esulta. Gli ultimi dati Istat sul lavoro, rivendica il segretario del Pd, certificano il successo del jobs act. Anche il presidente del Consiglio, Paolo Gentiloni, sottolinea i dati “record” sull’occupazione, attribuendo il risultato al jobs act. “Gli italiani occupati superano 23 milioni, un record”, scrive il premier su twitter, “ancora molto da fare contro disoccupazione ma effetti positivi da jobs act e ripresa”. Ed e’ tutto il partito di largo del Nazareno a commentare positivamente gli effetti della riforma targata Pd. Ma per le opposizioni, al contrario, i dati certificano proprio il flop del jobs act.  Matteo Renzi esulta. Gli ultimi dati Istat sul lavoro, rivendica il segretario del Pd, certificano il successo del jobs act. Anche il presidente del Consiglio, Paolo Gentiloni, sottolinea i dati “record” sull’occupazione, attribuendo il risultato al jobs act. “Gli italiani occupati superano 23 milioni, un record”, scrive il premier su twitter, “ancora molto da fare contro disoccupazione ma effetti positivi da jobs act e ripresa”. Ed e’ tutto il partito di largo del Nazareno a commentare positivamente gli effetti della riforma targata Pd. Ma per le opposizioni, al contrario, i dati certificano proprio il flop del jobs act. Ad aprire le ‘danze’ e’ Renzi in persona, che di prima mattina twitta: “Dati Istat: +918mila posti lavoro da febbraio 2014 (inizio millegiorni) a oggi. Il milione di posti di lavoro lo fa il Jobs Act, adesso avanti”.

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A ruota arrivano i commenti dei vari esponenti dem, dal portavoce della segreteria Matteo Richetti, secondo il quale “i governi del Pd stanno rilanciando il Paese, di certo non ci accontentiamo”, all’ex vice segretaria Deborah Serracchiani, che promette: “Ora dobbiamo consolidare la ripresa dell’economia” fino all’attuale numero due del Pd Maurizio Martina, che esorta: “Ora non fermiamoci, bisogna insistere sui giovani”. Nella maggioranza anche Alternativa popolare esprime soddisfazione per i risultati ottenuti. Il capogruppo alla Camera Maurizio Lupi indica la rotta delle prossime politiche economiche: “I fatti che nessuno puo’ smentire sono che oltre a una ripresa del Pil, della produzione e della fiducia nelle imprese, ci sono anche dati positivi sul lavoro. Allora, piu’ che di polemiche e’ il momento di consolidare quanto di positivo sta avvenendo, con una legge di bilancio coraggiosa che non disperda risorse in mille direzioni ma che sostenga le imprese e le famiglie, i due veri pilastri di questo Paese”. Condivide l’ottimismo della coalizione di governo Pier Ferdinando Casini: “I dati dell’Istat dimostrano la bonta’ delle politiche messe in atto da maggioranza e governo. Al di la’ delle dispute ideologiche e delle legittime considerazioni di parte, i risultati delle riforme nel settore del lavoro sono innegabili: il jobs act voluto da Renzi ha prodotto un numero di occupati che non si vedeva da 10 anni e un crollo delle persone inattive”. L’esultanza di governo e maggioranza, pero’, non convince affatto le opposizioni: per il capogruppo di Forza Italia alla Camera, Renato Brunetta, i dati Istat certificano al contrario proprio il fallimento delle riforme dei governi Pd.

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“L’occupazione cresce e ritorna ai livelli del 2008: buona notizia. Peccato sia l’effetto dei contratti a termine, che il famigerato Jobs Act di Renzi e Poletti doveva eliminare. Per il resto abbiamo l’effetto delle pensioni sugli ultra cinquanta. In crisi nera la fascia dei 35-50enni e le donne. Aumenta il tasso di disoccupazione, aumenta parallelamente il tasso di disoccupazione giovanile. Situazione che fotografa alla perfezione il disastro della sinistra al governo”, attacca il parlamentare azzurro, secondo il quale “servono altre politiche per il mercato del lavoro, non una nuova ondata di incentivi temporanei oppure irresponsabili pensioni di garanzia che gravano sul bilancio pubblico, distruggono il sistema previdenziale e del lavoro e non risolvono strutturalmente problema occupazione”. Non sono da meno i 5 Stelle: “Non c’e’ niente da fare, i numeri vanno interpretati con onesta’ e professionalita’”, e’ l’affondo. “Oggi e’ il giorno della verita’: crescono gli occupati, cala nettamente il numero di chi non cerca lavoro, ma la disoccupazione giovanile risale al 35,5%”, afferma Laura Castelli. E questo succede, spiega la pentastellata, “perche’ il Pd si e’ concentrato a creare precariato, e neanche per i giovani, ma per quella fascia d’eta’ piu’ grande che, se precaria, mette a repentaglio tutta la propria famiglia, trascinandola in una situazione di poverta’”. Insomma, per la grillina non c’e’ da “gongolare: Caro governo voi siete quelli dei bonus e non quelli che creano lavoro. Non siete in grado di farlo”.

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