4200 scaleup Ict, Italia in ritardo

4200 scaleup Ict, Italia in ritardo
7 giugno 2017

Le scaleup europee nel settore Ict sono 4.200 in 45 Paesi. Hanno raccolto 58 miliardi di dollari in finanziamenti, pari allo 0,33% del Pil continentale. L’ecosistema e’ giovane e in espansione, con il 67% delle scaleup (societa’ con un prodotto definito e in grado di raccogliere almeno un milione di dollari) fondato dopo il 2010. Sono i risultati emersi dallo Startup Europe Partnership Report, presentato da Alberto Onetti, presidente di Mind the Bridge e coordinatore di Sep, al Parlamento Europeo.

– IL DOMINIO GB I dati medi non rendono del tutto la realta’, caratterizzata da un dominio del Regno Unito. Con l’Italia all’11esimo posto per raccolta complessiva. La Gran Bretagna, infatti, ospita 1412 scaleup (pari al 34% del totale) e ha attirato il 35% dei fondi totali. Dati che accrescono le preoccupazioni per la Brexit. Senza l’ecosistema Gb, il numero mercato delle scaleup europee perderebbe 35,4 miliardi (un terzo del totale), “con un impatto consistente – afferma Onetti – sul settore fintech”.

– GERMANIA E FRANCIA SUL PODIO Alle spalle del Regno Unito (a debita distanza) ci sono Germania, Francia e Svezia. Le scaleup tedesche sono un terzo di quelle britanniche (442) ma sono state capaci di raccogliere 10,1 miliardi (meta’ della cifra Gb). La Francia ha un numero di imprese innovative maggiore (513) ma investimenti piu’ contenuti (6,6 miliardi). Da soli, i tre principali mercati europei concentrano quasi due terzi dei capitali complessivi. Ai piedi del podio c’e’ la Svezia, soprattutto grazie all’effetto Spotify. La piattaforma di musica online ha chiuso round per 2,1 miliardi di dollari. Le altre 278 scaleup del Paese si dividono i restanti 3,2 miliardi.

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– LE 86 OLTRE I 100 MILIONI La concentrazione non e’ solo geografica. C’e’ un ristretto gruppo di 86 imprese (che Sep definisce “Scalers”) capaci di raccogliere piu’ di 100 milioni. Per un terzo sono britanniche, rappresentano appena il 2% della platea ma il 43% dei capitali (25 miliardi). Con quattro “super scalers” che vanno oltre il miliardo in round: Markit (Gb), Delivery Hero e Zalando (Germania) e Spotify (Svezia).

– ITALIA LONTANA I numeri italiani sono ancora distanti, con poco meno di un miliardo di investimenti e 135 scaleup. Davanti ci sono altri 10 Paesi, molti dei quali con PIL inferiore e meno abitanti (Spagna, Olanda, Danimarca, Irlanda, Finlandia e Svizzera). A conti fatti, quindi, l’Italia sarebbe ancora ancora piu’ indietro in graduatorie basate sul rapporto tra investimenti e prodotto interno lordo o tra numero di scaleup per abitanti.

– I SETTORI TRAINANTI Secondo i dati del Sep Report, sono tre i settori trainanti: e-commerce, fintech e hospitality (cioe’ turismo e accoglienza). Il trio accentra una scaleup su cinque e un terzo dei capitali (18,1 miliardi). Il fintech spicca in UK, il gaming spinge i Paesi nordici, l’e-commerce la Germania. Nel Sud Europa (Spagna, Grecia e Italia) prevalgono invece il fashion (con il 14% dei capitali ottenuti) e la tecnologia mobile (13%).

-SCALEUP LONTANE DALLA BORSA “Le scaleup europee non si adattano (ancora) al mercato dei capitali”, afferma il report. Solo il 2% si e’ quotato in Borsa, raccogliendo in sede di Ipo circa il 15% dei capitali continentali. Il Sep sottolinea che il 45% delle Offerte pubbliche iniziali oltre i 100 milioni ha sede negli Stati Uniti. Tradotto: quando vanno in Borsa, le scaleup Usa raccolgono sei volte tanto i capitali ottenuti da quelle europee. Un dato che il report definisce “un problema, perche’ le Ipo oltre a offrire aumenti di capitale offrono opportunita’ per i fondi di venture capital. Senza exit, il motore del capitale di rischio rischia di incepparsi”.

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