Stop uso ascolti Berlusconi-‘olgettine’

Stop uso ascolti Berlusconi-‘olgettine’
31 marzo 2016

No della giunta per le elezioni e le immunita’ del Senato all’uso delle intercettazioni delle telefonate tra Silvio Berlusconi e due delle ‘olgettine’, Iris Berardi (foto,dx) e Barbara Guerra. La proposta e’ stata bocciata con 6 voti a favore, 9 voti contrari e 5 astenuti. Il presidente e relatore del caso Dario Stefano, come prassi, non ha partecipato al voto. 21 erano i presenti. La giunta ha votato una proposta riformulata del relatore che chiedeva inizialmente disco verde all’utilizzo di 5 su 11 delle telefonate su cui pendeva la richiesta di autorizzazione delle magistratura. La riformulazione e’ avvenuta, secondo quanto si apprende, sulla base del principio di casualita’ che deve riguardare l’ascolto indiretto dalle telefonate di un parlamentare, sempre da quanto si apprende, avanzata dal Pd Claudio Moscardelli e si e’ concentrata su tre delle telefonate in questione: due sull’ utenza di Guerra una su quella di Berardi. I 6 voti a favore sono stati tutti del Pd, tranne quello del senatore Felice Casson che ha votato in dissenso e contro la proposta insieme a 3 esponenti dei 5 Stelle che, con il senatore dem, ritenenevano fosse necessario autorizzare l’ascolto di tutte le telefonate. Si sono astenuti il senatore Psi Buemi, i senatori di Ap e anche il senatore di Gal Ferrara, sempre secondo quanto riferito. L’astensione in Senato vale come voto contrario. Contro hanno votato: Forza Italia, Lega e l’ex M5s Fucsi. Ora il presidente e relatore del caso Dario Stefano dovra’ nominare un nuovo relatore fra i senatori che ha hanno bocciato la proposta messa ai voti. L”istruttoria’ dunque dovra’ ricominciare di fatto da capo. Nel centrosinistra chiosano: ‘M5s ha salvato Berlusconi’.

“Quale relatore ho fatto di tutto, anche al di là delle mie più strette convinzioni personali, affinché in Giunta prevalesse una soluzione condivisa, ma il mio sforzo è stato vano anche per le divisioni all’interno degli stessi gruppo”. Lo dice il presidente della Giunta per le immunità del Senato Dario Stefano al termine della seduta dedicata all’esame della richiesta di autorizzazione all’uso delle intercettazioni tra il Cav e le Olgettine. “Se la Procura di Milano chiede l’autorizzazione per utilizzare 11 intercettazioni telefoniche indirette contro Berlusconi nell’ambito del procedimento per corruzione in atti giudiziari, mi sembrava ragionevole proporre l’assenso solo per le prime 5 – racconta Stefano – in considerazione di un criterio oggettivo sulla tempistica che mantenesse però salvo il principio della casualità”. “Con uno sforzo di mediazione – prosegue – ho acceduto alla richiesta di un senatore del Pd di limitare la proposta favorevole esclusivamente per le prime due, sulle due utenze della Guerra, e per la prima, su quella della Berardi, ma è stata respinta anche per le astensioni e i voti in dissenso”. “E poi – sottolinea – per il voto contrario del centrodestra e di FI che pretendevano un no a tutto”. “Ora – conclude Stefano – le regole mi impongono di lasciare l’incarico di relatore. Mi riservo di nominarne un altro, ma prima convocherò un Ufficio di presidenza. E’ bene che si sappia che, bocciando la mia proposta di mediazione (più che di convinzione), intanto il procedimento penale viene ulteriormente rallentato e chissà quando ora si potrà dare una risposta alla magistratura”.

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