Trenta, condivisione oneri Nato includa ogni tipo di contributo

Trenta, condivisione oneri Nato includa ogni tipo di contributo
Il ministro della Difesa, Elisabetta Trenta con la collega tedesca Ursula von der Leyen
7 giugno 2018

Rispetto degli impegni, ma anche attenzione maggiore al Mediterraneo e più sostegno all’Italia e agli altri paesi del Sud Europa confrontati con il traffico dei migranti e la minaccia terroristica; una condivisione degli oneri che tenga pienamente conto dei contributi in termini di asset messi a dell’Alleanza e di partecipazione alle sue missioni, e non solo di spesa; e infine l’annuncio di una strategia nazionale per la sicurezza digitale, o “difesa cibernetica”.

Sono i contenuti, a quanto si apprende, degli interventi del neo ministro della Difesa Elisabetta Trenta, durante la discussione sulle missioni Nato al tavolo della riunione ministeriale dell’Alleanza atlantica, nella sua prima sessione oggi a Bruxelles. L’Italia “rispetta e onora sempre gli impegni presi”, ma per quel che ha dato finora e che vogliamo continuare a dare, è arrivato il momento “anche di ricevere”; è “una questione di solidarietà”, ha esordito Trenta, aggiungendo poi la richiesta “che si rafforzi la volontà di una Nato più attenta al Mediterraneo”, per sostenere l’Italia e anche l’Ue sulle “principali sfide che ci troviamo di fronte: lotta al terrorismo e lotta al traffico di esseri umani”. Sempre riguardo al Mediterraneo, il ministro Trenta ha auspicato che si possano superare i ritardi nella realizzazione dell’Hub regionale per il Sud della Nato, e ha detto che una politica più a sostegno dei propri partner, nella regione mediterranea, rafforzerebbe l’Alleanza stessa offrendo una cornice di sicurezza più solida.

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Sul “burden sharing” (la condivisione degli oneri, riguardante costi, capacità, contribuzione, o le 3 “C”: “costs, capability, contribution”) il ministro ha chiesto che la valutazione del rispetto degli impegni presi dagli Stati alleati di aumentare il loro sostegno alll’Alleanza sia “complessiva e non selettiva”. Perché ad esempio, ha sottolineato, l’Italia dà tantissimo sulla “contribution”, ovvero la partecipazione alle missioni e la disponibilità delle basi. Per questo, Trenta ha chiesto che sia data una “adeguata rappresentazione dello sforzo contributivo” da parte di ciascun Paese. Sempre riguardo al Mediterraneo, il ministro Trenta ha auspicato che si possano superare i ritardi nella realizzazione dell’Hub regionale per il Sud della Nato, e ha detto che una politica più a sostegno dei propri partner, nella regione mediterranea, rafforzerebbe l’Alleanza stessa offrendo una cornice di sicurezza più solida. Infine, sempre a quanto si apprende, il ministro (che non ha incontrato la stampa), ha parlato della Difesa Cibernetica (“Cyber Defense”), precisando che l’Italia, in particolare con l’attuale governo, vuole impostare la propria strategia nazionale nel comparto. askanews

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