Morti 80 bimbi in ospedale per blackout. Verso “emergenza nazionale”

Morti 80 bimbi in ospedale per blackout. Verso “emergenza nazionale”
11 marzo 2019

Almeno 80 morti in un reparto neonatale a causa del blackout in Venezuela. Il drammatico annuncio arriva dal senatore repubblicano Marco Rubio. La crisi in Venezuela, per l’esponente repubblicano, ha preso una piega “catastrofica nelle ultime 72 ore di blackout e la prospettiva di fame e carestia e’ ora per molti una realta’”. Rubio ha lanciato l’allarme: “Se ingenti aiuti non saranno consegnati presto, il timore e’ che ci sia una catastrofe senza precedenti”. Poi il drammatico annuncio: “Secondo alcune informazioni almeno 80 sono i morti nel reparto neonatale dell’ospedale universitario di Maracaibo, Zulia, da quando e’ iniziato il blackout giovedi’”.

Altre vittime a causa del blackout li comunica la Coalizione delle organizzazioni per la sanita’ e la vita (Codevida), Ong che si occupa di questioni sanitarie. Quindici pazienti con malattie renali sono morti per l’impossibilita’ di sottoporsi a dialisi in Venezuela. Nove decessi sono stati registrati nello Stato di Zulia, due in quello di Trujillo e quattro all’ospedale Perez Carreno di Caracas. Per il presidente Nicolas Maduro, i recenti blackout sono stati provocati da cyber attacchi ed il governo sta lavorando per risolvere il problema. Maduro ha affermato che la “Rete elettrica nazionale è stata presa di mira da diversi cyber attacchi, che hanno provocato la sua interruzione ed impedito diversi tentativi di riconnettere la rete nazionale”. “Comunque stiamo facendo grandi sforzi e, nelle prossime ore, ripristineremo in modo stabili e definitivo le forniture elettriche”, ha detto ancora Maduro che già nei giorni scorsi aveva accusato le potenze straniere come responsabili delle interruzioni di energia elettrica. Mentre l’opposizione punta il dito contro l’incapacità, la cattiva gestione e la corruzione del governo Maduro.

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Le reti elettriche venezuelane sono crollate il 7 marzo dopo un guasto a El Guri’, una centrale idroelettrica situata nello stato di Bolivar che fornisce l’80 per cento della capacita’ nazionale, in seguito ad un attacco informatico al sistema di controllo automatizzato della centrale. Il blackout iniziato giovedi’ ha interessato tutti i 23 stati del paese. Commentando il blackout, il ministro dell’Energia Luis Motta Domi’nguez ha parlato di “guerra elettrica” e di un atto di sabotaggio. “Questo e’ un attacco al governo, un attacco al popolo. Ci sono comunita’ che in meno di 15 minuti sono uscite in strada per protestare (…). La gente generalmente aspetta fino a che non viene ristabilito il servizio. Questo conferma che si e’ trattato di un’azione pianificata”, ha detto il ministro.

Intanto,  Juan Guaido’, il presidente del Parlamento venezuelano che ha assunto i poteri dell’esecutivo, chiedera’ nelle prossime ora lo stato di “emergenza nazionale” per il paese in una sessione speciale del Parlamento. Una richiesta – riporta la Cnn – dettata dal blackout che continua a lasciare al buio completo 16 stati del Venezuela, mentre altri sei hanno solo parzialmente l’energia elettrica. Secondo Guaido’, il blackout e’ costato finora al settore privato 400 milioni di dollari.

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