Via libera a ddl anticorruzione, Daspo e agenti “coperti”

Via libera a ddl anticorruzione, Daspo e agenti “coperti”
7 settembre 2018

Sono il Daspo da appalti a pubblici uffici e gli agenti sotto copertura i punti ‘caldi’ del ddl anticorruzione varato dal Consiglio dei Ministri. Un provvedimento rivendicato con forza dal Movimento 5 Stelle, presentato dal ministro della Giustizia Alfonso Bonafede e sostenuto dal vice premier Luigi Di Maio assieme al presidente Giuseppe Conte. Il Daspo anticorrotti prevede una sanzione da 5 a 7 anni di interdizione dai pubblici uffici per i corruttori e il divieto di partecipare agli appalti della Pa per chi ha riveduto condanne fino a 2 anni. Per le pene superiori a 2 anni il divieto diventa a vita.

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Mentre gli agenti sotto copertura per stanare casi di corruzione ai danni della Pa recepiscono una convenzione Onu firmata dall’Italia gia’ nel 2003 ha ricordato il Guardasigilli. Agevolazioni invece per chi confessa volontariamente fatti non ancora oggetto di indagine, reati commessi non piu’ di 6 mesi prima o restituisce entro quella data fondi ricevuti tramite corruzione. Chi si appropria di denaro non suo nei casi piu’ gravi sara’ indagato d’ufficio, senza che sia necessaria denuncia da parte della vittima. Mentre sul traffico di influenze la legge le unifica vere o presunte che siano assorbendo il millantato credito tra il traffico illecito di influenze.

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Il premier Giuseppe Conte a Palazzo Chigi ha parlato di “riforma strutturale” commentando l’approvazione del ddl anticorruzione e di provvedimento tra quelli capaci di far “ripartire la leva economica del Paese con un ambiente favorevole alla crescita economica e sociale”. Esulta il Movimento 5 Stelle che con il vice premier Luigi Di Maio ha parlato di un ddl equiparabile ad una “manovra economica” con norme richieste da “tutte le imprese soprattutto negli appalti pubblici”. Il capo politico del Movimento ha sottolineato che il provvedimento contiene anche lo stop ai finanziamenti anonimi a partiti e fondazioni legate alla politica.

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Mentre il ministro della Giustizia Alfonso Bonafede ha ricordato che ora la corruzione “e’ equiparata ai reati di mafia e terrorismo”. Critiche sul provvedimento le opposizioni, per Forza Italia parla il deputato Paolo Sisto: “Non si combatte la corruzione violando i principi costituzionali. Il provvedimento varato dal Consiglio dei ministri e’ inutile, perche’ si limita ai soliti aumenti di pena, e dannoso, perche’ richiama il peggio delle norme di Mani pulite e delle terapie degli anni di piombo contro i brigatisti”. Per il Pd Walter Verini: “Da quello che abbiamo ascoltato, la prima impressione e’ che si tratti di uno spot, con aspetti, purtroppo, di dubbia costituzionalita’ ed efficacia”.

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