“Carlo è un patrimonio”: la Rai tentenna sul bis di Conti a Sanremo 2027

Carlo Conti - (video) - IlFogliettone.it

Carlo Conti

Carlo Conti confermato anche per il 2027? La Rai temporeggia ma non chiude. “In questo momento ci concentriamo solo sul Festival 2026 perché è importante farlo bene”, ha dichiarato Williams Di Liberatore, Direttore Intrattenimento Prime Time della Rai, a margine delle riprese dello spot promozionale in piazza di Spagna. “Carlo è un diamante per l’azienda, un patrimonio, ma sul futuro ci penseremo alla fine di questa edizione”. Parole che lasciano aperta ogni ipotesi, ma che confermano la stima incondizionata dell’azienda verso il conduttore toscano.

Di Liberatore ha parlato con i giornalisti mentre Conti girava l’ultimo spot della campagna “Tutti cantano Sanremo” nel cuore di Roma, assediato da fotografi e curiosi. Centinaia di romani si sono radunati ai piedi della Scalinata di Trinità dei Monti per il flashmob sulle note di “Con te partirò”. Il conduttore, però, non ha voluto anticipare nulla sulla kermesse in programma dal 24 febbraio: “Oggi niente annunci, soltanto il grande spot”. Poi, ironico: “Certamente, altrimenti proveremo con Roma non far la stupida”.

Il Festival come patrimonio nazionale, nessun timore per la Ruota

La concorrenza della Ruota della Fortuna su Canale 5? Di Liberatore non ci pensa nemmeno. “Il Festival di Sanremo è organizzato dalla Rai ma è il Festival degli italiani, fa parte del nostro patrimonio. Siamo cresciuti col Festival e chi non lo protegge non protegge la nostra storia”. Una dichiarazione che suona come un appello all’unità nazionale, oltre che come risposta alle voci su possibili contromosse Mediaset. “Non mi aspetto una concorrenza. Il Festival ha una sua forza; certo la Ruota è un buon prodotto che ha un suo pubblico molto affezionato, ma davanti al Festival ci si riunisce, come attorno a un focolare”.

Parole che rivendicano il ruolo centrale della manifestazione nel tessuto culturale del Paese. Di Liberatore non nasconde però alcune incognite. “Carlo sta dando il massimo e si misurerà con se stesso, sul record dello scorso anno. È un Festival che viene in un periodo diverso, a fine febbraio, dopo le Olimpiadi, quindi un grande evento. Obiettivamente ci potrebbero essere delle incognite”. Una cautela che non è scaramanzia ma realismo: il confronto con gli ascolti record dell’edizione precedente è inevitabile.

Conta il percepito, non solo gli ascolti televisivi

Mettere le mani avanti sugli ascolti? “No, è la composizione che cambia”, precisa il direttore. “Al Festival di Sanremo conta molto il dato degli ascolti, ma anche il percepito. Tutti ci interroghiamo sul fatto che sia stato un buon Festival. Io spero vivamente che soprattutto in termini di percepito sia un buon Festival e credo che Carlo Conti stia facendo un ottimo lavoro”.

Una strategia comunicativa che sposta l’attenzione dalla mera battaglia degli share alla qualità complessiva della manifestazione, al suo impatto sull’opinione pubblica. Un modo per difendersi da eventuali delusioni numeriche, ma anche per riportare al centro il valore artistico e culturale della kermesse. Conti, dal canto suo, continua a lavorare nel riserbo più assoluto, lasciando che siano le immagini a parlare: quelle girate oggi in una piazza di Spagna gremita, con la capitale che si prepara a cantare ancora una volta Sanremo.