Ciclone Harry, il governo stanzia oltre 1,1 miliardi di euro per ricostruire le zone devastate
Meloni predispone un doppio binario normativo, con percorso ordinario per le coste e iter straordinario per lo smottamento che ha travolto Niscemi. Presidenti di regione come commissari delegati, moratoria fiscale e cinque milioni specifici per il comparto balneare.
Il Consiglio dei ministri ha stanziato oltre un miliardo e cento milioni di euro a favore delle regioni meridionali colpite dal Ciclone Harry — Sicilia, Sardegna e Calabria — aggiungendosi ai cento milioni già deliberati nelle settimane precedenti. Separatamente, sono stati destinati centocinquanta milioni per fronteggiare la frana di Niscemi. La decisione è maturata dopo la relazione del ministro per la Protezione civile, Nello Musumeci, e si è tradotta in due distinti decreti legge, ciascuno con una propria architettura giuridica e una propria catena di comando.
Il doppio binario non è una scelta casuale. Le emergenze, per natura e gravità, sono state valutate come strutturalmente diverse: da un lato, il danno diffuso e disperso lungo le coste e nelle aree interne delle tre regioni; dall’altro, la crisi puntuale e irreversibile di Niscemi, dove intere famiglie hanno perduto la propria abitazione per sempre. Due fotografie distinte esigono due risposte distinte.
Presidenti di regione come commissari delegati
Per le conseguenze del Ciclone Harry, il governo ha scelto la via dell’ordinamento regionale. I presidenti di Sicilia, Sardegna e Calabria, in quanto commissari delegati, saranno responsabili di disporre gli interventi a sostegno delle famiglie e delle imprese colpite dalle mareggiate e dall’ondata di maltempo nelle aree interne, nonché del ripristino delle infrastrutture danneggiate. È un modello collaudato, che assegna alle regioni la regia operativa e allo Stato la garanzia finanziaria.
Il provvedimento contempla anche la sospensione dei termini in materia di tributi e contributi, semplificazioni in campo ambientale, sostegno al reddito per i lavoratori dipendenti del settore privato e per gli autonomi. Non sono stati trascurati il comparto delle imprese esportatrici e le attività produttive legate al turismo: il ministro Daniela Santanchè ha annunciato cinque milioni di euro riservati specificamente al settore, con attenzione prioritaria a quello balneare, duramente provato dalle mareggiate. Sul fronte delle utenze, l’Arera ha disposto la sospensione per sei mesi del pagamento delle bollette dei servizi essenziali a favore della popolazione colpita.
Niscemi: un commissario straordinario per la ricostruzione
Per la frana di Niscemi si è imboccata una strada diversa. La nomina di un commissario straordinario nella persona di Fabio Ciciliano, capo dipartimento della Protezione civile, risponde alla necessità di concentrare poteri decisionali in un’unica figura, capace di agire con rapidità e senza i vincoli procedurali ordinari. Ciciliano avrà un duplice mandato: erogare alle famiglie che hanno abbandonato definitivamente la propria casa il contributo per l’acquisto di una nuova abitazione; eseguire i lavori necessari sulla parete franosa per mettere in sicurezza il versante.
Le risorse sono tecnicamente disponibili da subito, ma la loro erogazione effettiva dipenderà dai provvedimenti attuativi che la Protezione civile è chiamata a predisporre. È il tradizionale collo di bottiglia del sistema italiano: lo stanziamento arriva, la spesa segue con i suoi tempi.
La voce delle istituzioni regionali
Il presidente della Regione Siciliana, Renato Schifani, ha accolto le delibere del Consiglio dei ministri con apprezzamento, sottolineando in una nota ufficiale la sinergia istituzionale tra Roma e Palermo. Schifani ha ricordato che la presidente del Consiglio, Giorgia Meloni, lo aveva anticipato lunedì scorso, prima della sua visita in Sicilia, circa l’intenzione del governo di intervenire con nuovi fondi.
Ha poi reso noto che la Regione ha già destinato autonomamente seicentottanta milioni di euro di risorse proprie per l’emergenza e la ricostruzione, e che a Palazzo d’Orleans è operativa una cabina di regia settimanale composta da assessori e dirigenti generali dei dipartimenti coinvolti. Il linguaggio del presidente è quello della collaborazione leale tra livelli istituzionali. Resta da vedere, nei prossimi mesi, se la macchina amministrativa riuscirà a tradurre in cantieri aperti e famiglie rialloggiate la somma considerevole messa in campo.
