Fiamme Gialle sui distributori, Arera taglia le tariffe: la risposta del governo al caro-energia
Con il barile in rialzo di oltre il 12% in una sola seduta, il governo attiva controlli su tutta la filiera petrolifera nazionale; l’autorità regolatoria dispone in via eccezionale una riduzione del 15% sulla componente CRVI del trasporto del metano valida fino a settembre 2027.
Petrolio in impennata sui mercati globali, carburanti sotto sorveglianza in Italia e bollette nel mirino dell’autorità regolatoria: il governo ha attivato un presidio straordinario della Guardia di Finanza sulla rete dei distributori, mentre l’Arera interviene con un taglio tariffario per contenere i costi del gas nel prossimo inverno. La giornata ha sancito il passaggio da una fase di allerta a una di intervento diretto.
Il petrolio torna ai massimi del 2022
I numeri parlano da soli. A New York il barile di greggio Wti ha guadagnato oltre il 12% in una sola seduta, toccando un picco di 92,61 dollari, livello non registrato dal 2022. Il Brent ha raggiunto 94,64 dollari, sui massimi dal 2023. La causa immediata è da ricercare nell’escalation delle tensioni in Medio Oriente, che ha innescato una corsa agli acquisti sui mercati dei futures. I prezzi dei carburanti in Italia restano ancora al di sotto dei picchi dell’immediato dopoguerra russo in Ucraina, ma il Wti — che sta rincarando con maggiore velocità — è tornato a valori analoghi alla fase più acuta di quella crisi. Eventuali ulteriori rincari dipenderanno dalla durata e dall’intensità del conflitto in corso.
Urso convoca la commissione, scattano le segnalazioni
Il ministro delle Imprese e del Made in Italy, Adolfo Urso, ha presieduto questa mattina a Palazzo Piacentini una riunione straordinaria della Commissione di allerta rapida, convocata dal Garante per la sorveglianza dei prezzi — il cosiddetto “Mister Prezzi” del Ministero — con la partecipazione delle autorità competenti in materia di energia, carburanti e impatto sull’inflazione. Urso ha confermato che “sono stati segnalati alcuni casi” di possibili speculazioni da parte di singole stazioni di servizio. “Il governo ha allertato tutti coloro che hanno le competenze, sia per monitorare, sia per eventualmente reagire contrastando i fenomeni speculativi”, ha dichiarato.
Nel pomeriggio, in accordo con il ministro dell’Economia Giancarlo Giorgetti, è stato varato un piano operativo immediato. La Guardia di Finanza è già al lavoro su una ventina di segnalazioni pervenute da Mister Prezzi. “Al momento, sulla rete dei distributori italiani non risultano diffusi fenomeni speculativi”, ha precisato Urso, aggiungendo che l’attenzione si sta spostando sui passaggi a monte della filiera. “Siamo in campo con questa ‘operazione trasparenza’, insieme a tutti i soggetti a vario titolo coinvolti.”
Le categorie: speculazione a monte, non alla pompa
Non tutte le voci convergono sulla responsabilità dei gestori. La Figisc-Confcommercio ha preso le distanze dalla narrativa del “benzinaio furbetto”: il rialzo, sostiene l’associazione, non origina dalla rete distributiva nazionale ma “dai mercati finanziari globali”, dove i “premi di rischio” sui futures e gli strumenti di copertura delle raffinerie determinano il prezzo finale. “Individuare i responsabili nei gestori è fuorviante”, si legge nella nota diffusa dall’associazione.
Sul fronte agricolo, il presidente di Confagricoltura Massimiliano Giansanti ha espresso preoccupazione per “l’escalation improvvisa dei prezzi dei combustibili e dei prodotti energetici, nonché dei fertilizzanti, che hanno raggiunto punte ingiustificate di oltre il 30%”. Il rincaro, sottolinea, si abbatte sull’avvio della campagna produttiva autunnale con effetti diretti sui costi di coltivazione e, a cascata, sui prezzi alimentari. I carburanti pesano per il 4% sui consumi delle famiglie, l’energia per il 9,8%, il carrello della spesa per il 20%.
Il trasporto su gomma chiede il taglio delle accise
Assotir ha chiesto al governo misure urgenti, a partire dalla “riduzione temporanea e proporzionale delle accise, l’unico intervento in grado di generare benefici reali per le imprese”. Il segretario generale dell’associazione, Claudio Donati, ha avvertito che in uno scenario deterioratosi così rapidamente “molte imprese riceverebbero eventuali rimborsi fuori tempo massimo”. La richiesta si inserisce in un dibattito già noto: il taglio delle accise è storicamente lo strumento più diretto per alleggerire il peso dei rincari alla pompa, ma comporta un costo immediato per le casse dello Stato.
L’Arera taglia del 15% la componente tariffaria sul gas
In serata è arrivata la mossa dell’Autorità di Regolazione per Energia Reti e Ambiente. L’Arera ha disposto in via straordinaria un taglio del 15% alla componente tariffaria denominata “CRVI”, relativa al trasporto del gas naturale. Il provvedimento sarà valido dal 1° ottobre 2026 al 30 settembre 2027 e riguarderà sia i clienti domestici sia quelli non domestici.
La misura — adottata “in considerazione delle persistenti tensioni geopolitiche che interessano il mercato energetico internazionale e del conseguente rischio di incrementi dei prezzi all’ingrosso del gas naturale” — riduce il valore della componente CRVI da 0,721 a 0,613 euro centesimi per standard metro cubo. L’intervento è definito di natura “eccezionale” e mira a mitigare l’impatto sulle bollette invernali prima che i rincari sui mercati all’ingrosso si traducano integralmente in costi per i consumatori finali.
Il Garante per la sorveglianza dei prezzi ha infine annunciato che la Commissione di allerta rapida si riunirà con cadenza settimanale, ogni venerdì, fino al superamento della fase critica. L’obiettivo dichiarato: garantire trasparenza e tutela dei consumatori in un quadro che, almeno per ora, resta ad alta volatilità.
