2 Giugno, Mattarella: “La Repubblica è nata libera, no ai nuovi monopoli digitali”
Oltre cinquemila rappresentanti delle Forze Armate e dei Corpi dello Stato hanno sfilato a Roma per l’ottantesimo anniversario della Repubblica. Il Presidente Sergio Mattarella ha richiamato il valore della Costituzione come “casa comune”, aprendo una riflessione complessa che spazia dal multilateralismo internazionale alla gestione geopolitica delle nuove tecnologie.
La sfilata e le assenze in tribuna
La tradizionale rivista militare ai Fori Imperiali è stata aperta dalla deposizione di una corona d’alloro all’Altare della Patria. L’evento, articolato in dodici settori tematici, ha visto la partecipazione di 66 Bandiere di Guerra e 18 bande musicali. Accanto al consenso della piazza per i reparti storici come la Brigata Sassari e i Bersaglieri, la cronaca registra una coda polemica per le assenze sulle tribune delle autorità.
Tra le file del governo si è notata l’assenza del vicepremier Matteo Salvini, mentre sul fronte delle opposizioni mancavano Giuseppe Conte ed Elly Schlein. Il ministro degli Esteri, Antonio Tajani, ha definito un “peccato” tali defezioni, mentre il presidente del Senato, Ignazio La Russa, ha ridimensionato il caso parlando di una percezione visiva parziale della platea. Le condizioni meteorologiche avverse hanno invece costretto gli organizzatori ad annullare l’aviolancio del Tricolore previsto dal cielo.
Il valore del suffragio universale
Nel messaggio inviato al capo di Stato Maggiore della Difesa, Luciano Portolano, il Presidente Mattarella ha ricordato il significato profondo del 2 giugno 1946. Quella data segnò un atto di libertà senza precedents, fondato sul suffragio universale che vide donne e uomini decidere insieme il superamento della dittatura e delle macerie belliche.
La presidente del Consiglio, Giorgia Meloni, presente in tribuna, ha sottolineato come la ricorrenza racconti il cammino collettivo degli italiani attraverso generazioni di sacrificio e solidarietà. Sulla stessa linea il ministro della Difesa, Guido Crosetto, che ha evidenziato il ruolo silente ma costante delle forze militari nella tutela dei diritti democratici e nella costruzione di una difesa moderna volta a garantire la pace. Nello speciale televisivo della Rai, il Capo dello Stato ha ribadito l’ottimismo per l’integrazione delle seconde generazioni di immigrati nelle scuole del Paese.
L’offensiva contro le corti d’appello globali
Un passaggio cruciale delle riflessioni presidenziali ha riguardato l’attuale architettura giudiziaria internazionale, nata dalle macerie della Seconda Guerra Mondiale per sancire il principio dell’intangibilità della dignità umana. Mattarella ha rilevato come il sistema delle corti internazionali sia oggi sottoposto a un attacco concentrico che punta alla sua demolizione o rimozione.
L’obiettivo di tali spinte è l’impunità per chi compie atrocità nei conflitti, un ritorno indietro che il Quirinale definisce come un grave danno di civiltà. Nonostante le pressioni esercitate dai contesti di guerra attuali, il Presidente si è detto convinto del fallimento di questo tentativo eversivo, facendo affidamento sulla coscienza dei popoli e, in particolare, su quella delle nuove generazioni, considerate più ricettive di fronte alla tutela dei diritti fondamentali.
I rischi dei monopoli tecnologici
L’analisi del Quirinale si è spostata sui rischi globali connessi allo sviluppo dell’intelligenza artificiale e alla penetrazione commerciale nello spazio profondo. Rispondendo ai tecnici dell’Istituto Italiano di Intelligenza Artificiale, Mattarella ha espresso forte allarme per la concentrazione di questi strumenti in pochissimi potentati economici che rifiutano regole e controlli statali.
La privatizzazione dei poteri pubblici a vantaggio di monopoli finanziari rappresenta, secondo il Presidente, una minaccia diretta alla libertà dei cittadini. Diventa quindi indispensabile una regolamentazione stringente, non solo a livello europeo ma globale. Identica preoccupazione è stata manifestata per le spinte commerciali e militari nell’orbita terrestre. Lo spazio deve rimanere una dimensione di collaborazione internazionale e un bene comune dell’humanità, sottratto agli interessi di profitto dei singoli operatori privati o alle logiche di futuri conflitti armati.
I nodi della partecipazione giovanile
Respinta con fermezza la tesi che attribuisce alle nuove generazioni un’indifferenza strutturale verso la macchina pubblica. Il distacco rilevato dall’astensionismo e dalla scarsa partecipazione è, nell’analisi presidenziale, il sintomo di un malessere profondo dovuto all’attenuarsi delle occasioni di reale confronto ravvicinato tra cittadini e istituzioni.
I giovani rifiutano i canali della propaganda a distanza e richiedono spazi di discussione concreti sui temi del territorio e dello Stato. La carenza di questi flussi informativi bidimensionali genera la disaffezione lamentata dalle analisi sociologiche. L’inversione di questa tendenza e il potenziale aumento del coinvolgimento giovanile vengono indicati dal Capo dello Stato come la principale garanzia di tenuta per il futuro democratico del Paese.
L’impegno per il multilateralismo
Il Capo dello Stato ha denunciato il tentativo in atto di demolire il sistema multilaterale e il diritto internazionale per sostituirvi il criterio dei rapporti di forza. Un arretramento che rischia di riconsegnare alla barbarie le relazioni tra gli Stati. L’Italia, per vincolo costituzionale, difende la necessità di aggiornare le istituzioni sovraniche per adeguarle ai nuovi equilibri economici e sociali del pianeta.
Un passaggio specifico è stato dedicato alla crisi demografica interna: Mattarella ha sollecitato interventi urgenti e modelli inclusivi di sostegno alle famiglie per invertire un andamento demografico negativo definito preoccupante. La giornata si è conclusa in piazza del Quirinale con lo spettacolo “I volti della Repubblica”, trasmesso in mondovisione, durante il quale artisti come Gianni Morandi e Paola Cortellesi hanno reso omaggio alla storia nazionale davanti alle massime cariche istituzionali.
