Morto a Milano don Antonio Mazzi, il fondatore di Exodus aveva 96 anni

Il sacerdote e educatore si è spento ieri alle ore 17 nella comunità che guidava da oltre quarant’anni, lasciando un vuoto profondo nel mondo dell’impegno sociale italiano e della lotta contro le dipendenze.

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Don Mazzi

Don Antonio Mazzi è morto ieri all’età di 96 anni nella sede milanese della Fondazione Exodus, la comunità di recupero da lui fondata nel 1984 e guidata per oltre quattro decenni. Il decesso è avvenuto alle ore 17, circondato fino all’ultimo dall’affetto dei ragazzi e degli educatori che in quarant’anni hanno condiviso il percorso di riscatto per migliaia di giovani fragili e per le loro famiglie.

La conferma ufficiale è arrivata dalla stessa Fondazione Exodus attraverso una nota, che ha ricordato come il sacerdote abbia trasformato la strada in un luogo di rinascita, riscatto e speranza. Nato a Verona nel 1929, don Mazzi ha avviato la sua opera nel 1984 piantando le radici della comunità nel Parco Lambro a Milano, dando vita alla Carovana Exodus e sviluppando nel tempo una rete nazionale di centri diurni, cooperative e poli educativi dedicati agli adolescenti segnati dalle dipendenze e dall’emarginazione.

Il metodo pedagogico e la continuità

La Fondazione Exodus ha confermato la piena continuità di tutte le attività operative e progettuali in corso, impegnandosi a preservare e valorizzare il vasto patrimonio scientifico, educativo e morale lasciato dal suo fondatore. Franco Taverna, vicepresidente della Fondazione, ha ricordato il sacerdote definendolo un prete matto e borderline, capace di riscrivere le linee guida dell’intervento pedagogico in Italia attraverso un approccio metodologico incentrato sull’ascolto e sulla centralità della persona. Lo stesso Taverna ha evidenziato come il sacerdote amasse ripetere di essere stato salvato proprio dai suoi ragazzi difficili.

Le reazioni del mondo politico e istituzionale

Il presidente della Repubblica Sergio Mattarella ha espresso profondo cordoglio, evidenziando il valore di un’esistenza spesa al servizio degli ultimi, dei poveri, dei disabili e dei tossicodipendenti. Sulla stessa linea il ministro della Difesa Guido Crosetto, che ha sottolineato come l’Italia perda un uomo capace di vedere una persona e non un errore dietro ogni storia difficile, offrendo opportunità concrete a migliaia di persone.

Il ricordo delle autorità locali

Il sindaco di Milano Giuseppe Sala ha ricordato sui social il legame personale e la grinta con cui il sacerdote ha portato avanti importanti battaglie sociali, definendolo un vero amico e un’anima fondamentale della città. Anche il presidente della Regione Lombardia Attilio Fontana ha espresso cordoglio, rievocando le iniziative condivise all’insegna del principio secondo cui nessuno deve essere lasciato solo.

I funerali e il lutto cittadino

Il sindaco di Milano Giuseppe Sala ha proclamato il lutto cittadino per lunedì, giorno in cui si terranno le esequie solenni alle ore 15 nella Basilica di Sant’Ambrogio. Nella stessa giornata la bandiera civica sarà esposta a mezz’asta in tutte le sedi comunali, suggellando il riconoscimento di una comunità intera verso un prete di strada che ha segnato la storia civile del Paese.