Von der Leyen sfida Trump e Pechino: “L’Europa deve decidere il proprio destino”
La presidente della Commissione presenta a Strasburgo il programma per il prossimo anno: stretta sulle piattaforme digitali, meno dipendenze dalla Cina, maggiore integrazione con il Canada e nuove strutture per la sicurezza europea.
Ursula von der Leyen
Ursula von der Leyen ha indicato nell’autonomia strategica la priorità della nuova stagione europea. Nel discorso sullo Stato dell’Unione pronunciato il 16 settembre davanti al Parlamento europeo a Strasburgo, la presidente della Commissione ha presentato un programma che attraversa sicurezza, difesa, commercio, energia, materie prime, clima, intelligenza artificiale, immigrazione e allargamento.
La formula scelta per descrivere il momento europeo viene da Charles Dickens: “Era il migliore dei tempi, era il peggiore dei tempi”. Von der Leyen l’ha adattata alla situazione dell’Unione: più forte sul piano delle capacità e delle relazioni internazionali, ma più esposta alle crisi e alle dipendenze esterne.
La presidente ha rivendicato una linea fondata sulla capacità dell’Europa di “decidere il proprio destino”. Ha ricordato la riduzione della dipendenza dai combustibili fossili russi, l’aumento della spesa europea per la difesa, indicato in quasi l’80 per cento negli ultimi cinque anni, e il peso commerciale dell’Unione, che ha concluso accordi con più di 80 Paesi.
Il messaggio politico è quello di una maggiore capacità europea di agire senza dipendere da singoli partner esterni. Il discorso del 2026 è infatti il secondo Stato dell’Unione del secondo mandato di von der Leyen e serve a definire le priorità della Commissione per il periodo 2026-2027.
La stretta europea sui social
Il provvedimento più immediatamente destinato a incidere sulla vita quotidiana riguarda i minori e le piattaforme digitali. Von der Leyen ha annunciato per il giorno successivo la proposta dell’Eu Kids Act, con una disciplina differenziata per fasce d’età.
“Niente social media sotto i 13 anni. Niente account personali sotto i 15 anni”, ha annunciato la presidente. Tra i 13 e i 15 anni sarebbero previsti mini-account creati e supervisionati dai genitori o dai tutori, con funzionalità limitate e un limite di utilizzo indicato in un’ora al giorno. Tra i 15 e i 18 anni le piattaforme dovrebbero invece garantire una progettazione orientata alla sicurezza.
Von der Leyen ha collegato la proposta al tempo trascorso dai giovani davanti agli schermi, indicato tra quattro e sei ore al giorno, e ai rischi associati ai sistemi progettati per mantenere l’attenzione dell’utente.
“Non dobbiamo accettare funzionalità che creano dipendenza”, ha affermato, citando anche la diffusione di contenuti estremi e la possibilità di utilizzare l’intelligenza artificiale per creare immagini sessualizzate di ragazze.
La Commissione vuole inoltre modificare l’impostazione della responsabilità. “Saranno le piattaforme a doverci dimostrare di essere sicure”, ha dichiarato von der Leyen, annunciando per l’autunno anche il Digital Fairness Act, con un campo di applicazione più ampio rispetto alla sola tutela dei minori.
Con Ottawa un nuovo rapporto strategico
Il passaggio dedicato al Canada ha prodotto uno dei momenti più applauditi della seduta. In Aula era presente il primo ministro Mark Carney, che al termine dell’annuncio ha abbracciato von der Leyen.
La proposta è quella di aprire la strada al Canada come primo “membro associato” dell’Unione europea. Non si tratta dell’adesione all’Ue, ma di una nuova forma di integrazione politica ed economica. Il rapporto dovrebbe comprendere industria della difesa, Artico, energia, minerali critici, batterie, intelligenza artificiale, tecnologie quantistiche e cybersicurezza.
La presidente ha ricordato che gli scambi di beni tra Unione e Canada sono cresciuti del 75 per cento in meno di dieci anni grazie al Ceta. Il nuovo progetto dovrebbe affiancare all’accordo commerciale una cooperazione più ampia, ribattezzata “Alliance for the Future”.
“Vogliamo portare il rapporto con il Canada al più alto livello possibile”, ha affermato von der Leyen. La proposta si inserisce nella ricerca di nuove partnership europee in un sistema internazionale nel quale Bruxelles punta a ridurre le proprie vulnerabilità.
La partita con Pechino sulle materie prime
La Cina occupa un altro spazio centrale nel programma. Von der Leyen ha denunciato lo squilibrio commerciale tra Europa e Pechino, indicando il deficit europeo in circa un miliardo di euro al giorno, e ha collegato il problema commerciale alla perdita di capacità industriale provocata dalla concorrenza delle importazioni cinesi a basso costo.
“Parlare va bene, ma è meglio avere fatti”, ha affermato riferendosi al dialogo avviato con Pechino per riequilibrare gli scambi.
La dipendenza riguarda anche le materie prime strategiche. Secondo i dati richiamati dalla presidente, l’Europa dipende dalla Cina per oltre l’80 per cento di molte materie prime critiche e per circa il 90 per cento di alcune terre rare. Sono materiali indispensabili per automobili elettriche, semiconduttori, batterie, tecnologie pulite e parte dell’industria della difesa.
La Commissione proporrà quindi una “European Corporation on Critical Raw Materials”, con il compito di rafforzare gli approvvigionamenti e contribuire alla formazione di riserve strategiche europee. L’obiettivo è ridurre la frammentazione delle iniziative nazionali e aumentare la capacità dell’Unione di controllare le proprie catene di fornitura.
Energia, reti e nuova elettrificazione
L’autonomia strategica passa anche dall’energia. Von der Leyen ha indicato l’obiettivo di raddoppiare entro il 2040 la quota dell’elettricità nel consumo finale di energia.
Il modello delineato comprende rinnovabili, nucleare, biometano e altre fonti europee. Secondo la stima illustrata nel discorso, una maggiore produzione interna di elettricità potrebbe ridurre le importazioni di combustibili fossili per circa 260 miliardi di euro all’anno.
Il problema non riguarda però soltanto la produzione. Una parte della nuova capacità rinnovabile resta in attesa di collegamento alla rete. Per questo la presidente ha chiesto un’accelerazione sugli investimenti in infrastrutture elettriche, connessioni e sistemi di accumulo.
L’elettrificazione viene così presentata come una politica industriale e di sicurezza, oltre che energetica: produrre più energia in Europa e riuscire a distribuirla diventa parte della riduzione delle dipendenze esterne.
Clima, acqua e protezione dalle catastrofi
Il cambiamento climatico è stato un altro capitolo del discorso. Von der Leyen ha richiamato l’estate più calda mai registrata, gli incendi, le ondate di calore, la siccità e i danni all’agricoltura, citando anche un aumento dei decessi di circa 35 mila unità durante le ondate di calore.
La Commissione presenterà il mese prossimo un nuovo quadro europeo per la resilienza climatica. Tra le proposte figura l’individuazione delle 100 aree più vulnerabili dell’Europa, nelle quali valutare i rischi e stabilire il livello istituzionale più adatto alla gestione delle emergenze.
È previsto inoltre un piano europeo sulle ondate di calore, con interventi sui sistemi di allerta, sulla preparazione sanitaria e sull’adattamento delle città.
Von der Leyen ha annunciato anche una “Climate Insurance Alliance”. Oggi, secondo i dati citati nel discorso, solo un quarto delle perdite provocate dalle catastrofi naturali in Europa è coperto da assicurazioni private. L’iniziativa dovrebbe riunire assicuratori, investitori e autorità pubbliche per ridurre il divario di copertura e limitare l’impatto delle calamità sui bilanci pubblici.
La stessa logica viene applicata alla scarsità d’acqua. Quasi un litro ogni quattro viene perso nelle reti idriche europee, soprattutto a causa delle perdite nelle tubature. La Commissione presenterà quindi una “Eu Water Initiative” che punta a considerare l’acqua un’infrastruttura strategica dell’Unione.
L’intelligenza artificiale entra nella strategia
L’intelligenza artificiale viene considerata da von der Leyen contemporaneamente una tecnologia da regolamentare e uno strumento indispensabile alla competitività europea.
La presidente ha richiamato i rischi dei modelli generativi più avanzati e la necessità di rafforzare i meccanismi di sicurezza previsti dall’Ai Act. La Commissione vuole inoltre cooperare con Canada e Regno Unito sulla valutazione dei modelli, sulla verifica, sull’allerta precoce e sulla sicurezza.
Ma l’obiettivo non è limitare l’uso della tecnologia. Von der Leyen ha indicato cinque settori nei quali l’Europa deve accelerare: sanità, trasporti, agricoltura, manifattura avanzata, difesa e spazio.
Per novembre è stata annunciata una nuova iniziativa sull’intelligenza artificiale, con l’obiettivo dichiarato di ottenere maggiore produttività e servizi migliori attraverso sistemi più responsabili, meno costosi e meno energivori, mantenendo la capacità decisionale umana.
Un nuovo coordinamento sulla sicurezza
Sul fronte della sicurezza la presidente ha proposto la creazione di un “European Security Council”. Il nuovo organismo dovrebbe coordinare più rapidamente le risposte alle minacce che si collocano sotto la soglia della guerra convenzionale: droni, sabotaggi, attacchi informatici e altre forme di pressione.
Il riferimento istituzionale è l’articolo 4 del Trattato Nato, che consente consultazioni quando uno Stato alleato ritiene minacciate la propria integrità territoriale, indipendenza politica o sicurezza.
L’idea di von der Leyen è creare un meccanismo politico europeo di consultazione e risposta. Al tavolo potrebbero partecipare anche partner esterni all’Unione, tra cui Canada, Norvegia, Ucraina e Regno Unito.
Il passaggio sulla sicurezza è stato collegato anche alla guerra in Ucraina. Von der Leyen ha ribadito il sostegno europeo a Kiev e ha presentato la difesa del continente come parte della capacità dell’Unione di proteggere la propria autonomia.
Migrazione, emergenze e nuovi poteri
Sul dossier migratorio la presidente ha confermato il Patto sulla migrazione e l’asilo, entrato nella fase di applicazione, ma ha proposto un ulteriore strumento per affrontare situazioni eccezionali.
L’”European Emergency Response Framework” dovrebbe consentire una maggiore flessibilità delle procedure in presenza di flussi massicci di migranti utilizzati intenzionalmente da soggetti ostili come strumento di pressione.
La possibilità di attivare il meccanismo, ha precisato von der Leyen, dovrà essere legata a criteri rigorosamente definiti e al rispetto dei diritti fondamentali. L’obiettivo è aggiungere uno strumento di emergenza alle regole ordinarie senza sostituire il Patto.
Allargamento e il caso della Serbia
L’allargamento resta tra le priorità dell’Unione. La Commissione preparerà nuove roadmap per i Paesi candidati più avanzati, con il principio del merito come criterio centrale: i progressi effettivamente compiuti determineranno l’avanzamento dei singoli percorsi.
Il rispetto dei valori europei resta una condizione essenziale. Il riferimento alla Serbia è arrivato attraverso il richiamo alle immagini dei funerali di Ratko Mladić a Belgrado.
“Sono rimasta inorridita dalle immagini del funerale”, ha dichiarato von der Leyen, ricordando le condanne per i crimini commessi durante le guerre nell’ex Jugoslavia. “Glorificare i criminali di guerra non trova posto nell’Unione europea”, ha aggiunto.
Il passaggio lega direttamente l’allargamento al rispetto dei principi dell’Unione: non soltanto adeguamento legislativo ed economico, ma anche valori democratici e riconoscimento delle responsabilità legate ai conflitti europei.
Nel 2027 il nuovo Congresso d’Europa
La conclusione del discorso ha guardato al 2027, quando ricorreranno i settant’anni dalla firma dei Trattati di Roma.
Von der Leyen ha annunciato un nuovo “Congresso d’Europa”, richiamando il precedente del 1948, quando le principali personalità europee impegnate nella costruzione della cooperazione continentale si riunirono per discutere il futuro dell’Europa.
L’obiettivo sarà coinvolgere studiosi, esperti e personalità provenienti dagli Stati membri per elaborare una riflessione sul futuro dell’Unione.
“Non dobbiamo mai dimenticare le origini della nostra Unione”, ha concluso la presidente. “Nazioni rimaste a lungo in guerra si sono unite per forgiare un destino comune”.
La relazione sullo Stato dell’Unione è, per sua natura, il momento nel quale la Commissione presenta davanti al Parlamento il bilancio dell’anno precedente e le priorità dell’anno successivo. Nel 2026 von der Leyen ha utilizzato quell’appuntamento per riunire sotto il concetto di autonomia una serie di dossier diversi: sicurezza, commercio, energia, tecnologia, clima, migrazione e allargamento.
