App, inalatori connessi e sistemi di monitoraggio migliorano la regolarità delle cure per l’asma infantile, aumentando l’aderenza alle terapie del 12-23%. I risultati, emersi dall’analisi di 50 studi presentata al Congresso della Società Italiana per le Malattie Respiratorie Infantili (Simri), indicano anche una possibile riduzione delle riacutizzazioni, degli accessi in pronto soccorso e dei ricoveri. La telemedicina offre ulteriori risultati, soprattutto nei casi più complessi.
Una malattia che richiede continuità
L’asma è una delle patologie croniche più frequenti nell’infanzia e colpisce un bambino su dieci. Il controllo della malattia, tuttavia, non è sempre ottimale: dimenticare una dose, interrompere la terapia quando i sintomi migliorano o utilizzare in modo scorretto l’inalatore può favorire nuove riacutizzazioni.
Le tecnologie digitali intervengono proprio su questi problemi. Possono ricordare ai piccoli pazienti e alle famiglie quando assumere i farmaci, registrare l’utilizzo degli inalatori e fornire ai medici informazioni più precise sull’andamento della malattia. L’obiettivo è affiancare la terapia prescritta con strumenti che rendano più semplice seguirla con regolarità.
Le applicazioni coinvolgono i ragazzi
Tra gli strumenti esaminati figura AIM2ACT, un intervento digitale rivolto agli adolescenti con asma. Il sistema raccoglie informazioni, restituisce riscontri personalizzati e propone strategie pratiche per gestire la patologia. L’approccio punta a coinvolgere direttamente i ragazzi nella cura, favorendo una maggiore consapevolezza e continuità nell’assunzione dei farmaci.
Un’altra soluzione è rappresentata dagli inalatori intelligenti, collegati a dispositivi capaci di registrare le dosi somministrate e quelle dimenticate. Questi dati permettono di distinguere le difficoltà nel seguire la terapia dai casi in cui il trattamento viene assunto regolarmente ma il controllo della malattia rimane insufficiente.
I sensori seguono la respirazione
I dispositivi indossabili consentono di osservare la funzione respiratoria anche fuori dagli ambienti sanitari. Nello studio Wearcon, condotto su bambini tra i 4 e i 14 anni, i sensori hanno raccolto informazioni sulla respirazione durante l’attività fisica e sul recupero dopo lo sforzo.
Il monitoraggio permette di valutare il comportamento della malattia nella vita quotidiana, quando i sintomi possono manifestarsi in condizioni che una visita ambulatoriale non sempre riproduce. Le informazioni raccolte possono quindi contribuire a una valutazione più completa del controllo dell’asma, da integrare con il giudizio clinico.
La telemedicina riduce gli episodi acuti
Tra i risultati più rilevanti della revisione figura quello relativo a un programma di telemedicina dedicato ai pazienti con asma grave. L’intervento ha ridotto le riacutizzazioni del 41% e gli episodi più gravi del 46%.
L’assistenza a distanza consente di seguire l’evoluzione della patologia senza affidarsi esclusivamente ai controlli periodici in presenza. Nei pazienti più complessi, il monitoraggio può facilitare l’individuazione dei segnali di peggioramento e favorire un intervento tempestivo. I risultati disponibili indicano un potenziale beneficio anche sul ricorso alle strutture di emergenza, sebbene la revisione non fornisca un dato numerico specifico per accessi in pronto soccorso e ricoveri.
L’intelligenza artificiale anticipa i rischi
La frontiera più avanzata è l’impiego dell’intelligenza artificiale per sviluppare sistemi di allerta in grado di individuare possibili situazioni di rischio. Integrando i dati raccolti dai dispositivi, questi strumenti potrebbero segnalare cambiamenti compatibili con un peggioramento e aiutare a programmare gli interventi.
La prospettiva è passare da un controllo prevalentemente legato alla comparsa dei sintomi a un monitoraggio più continuo e preventivo. Le tecnologie non sostituiscono la terapia né la valutazione dello specialista, ma possono rafforzare il percorso di cura attraverso informazioni più tempestive e una migliore aderenza alle prescrizioni.

