Sergio Mattarella ha richiamato a Firenze il rischio che la disinformazione online condizioni le opinioni pubbliche e le scelte degli elettori, mentre si avvicinano le elezioni politiche del 2027. Al festival delle Regioni, il presidente della Repubblica ha messo in guardia dalla manipolazione dell’informazione, ha sollecitato regole per l’intelligenza artificiale e ha ribadito la necessità di proteggere il Servizio sanitario nazionale. Tre temi legati dalla stessa questione: la responsabilità delle istituzioni nel tutelare i diritti dei cittadini e la qualità della democrazia.
Le notizie false orientano le scelte
“Già oggi è evidente come la manipolazione dell’informazione, anche attraverso la diffusione di notizie false avvalendosi delle potenzialità offerte dalla rete, sia in grado di condizionare le opinioni pubbliche, di indirizzarne gli orientamenti e le scelte non solo a livello commerciale”, ha dichiarato Mattarella.
Il capo dello Stato ha così richiamato l’attenzione su un fenomeno che supera il campo dell’informazione e della comunicazione commerciale. La circolazione di contenuti falsi può incidere sulla formazione delle opinioni, alterare la percezione dei fatti e influenzare le decisioni collettive. Un rischio che assume rilievo anche in vista delle elezioni politiche del 2027, con una campagna elettorale che, di fatto, ha già iniziato a prendere forma.
La capacità della Rete di amplificare i messaggi rende più complesso distinguere le informazioni attendibili dalla manipolazione. Per Mattarella, il problema riguarda quindi anche la tenuta delle istituzioni democratiche e la possibilità per i cittadini di compiere scelte consapevoli.
Le regole per l’intelligenza artificiale
Il presidente della Repubblica ha collegato il tema della disinformazione alla crescita dell’intelligenza artificiale, tecnologia che considera una risorsa da governare, non da demonizzare. L’innovazione, ha sottolineato, non può però essere affidata passivamente alle grandi aziende tecnologiche o alle sole esigenze del mercato.
Mattarella ha chiesto di porre “un freno a una competizione sempre più esasperata tra un numero limitato di soggetti, con esiti che, allo stato, la scienza non è in grado di prevedere”. Il riferimento è alla concentrazione del potere tecnologico nelle mani di pochi operatori e alla velocità con cui si sviluppano capacità di calcolo e applicazioni.
Il rischio, secondo il capo dello Stato, riguarda i principi su cui si fondano le società democratiche. “Se ci limitassimo ad essere spettatori dell’espansione, in ogni direzione, del potere computazionale, potrebbero risultarne pregiudicati i valori fondativi della centralità della vita umana e, al contempo, della nostra democrazia”, ha avvertito.
La questione investe anche il ruolo dell’Europa, chiamata a definire regole in grado di accompagnare lo sviluppo tecnologico senza lasciare che le decisioni siano determinate esclusivamente dagli interessi economici dei grandi operatori. Il richiamo di Mattarella non è a fermare l’innovazione, ma a evitare che la sua espansione proceda senza un quadro di responsabilità e garanzie.
Il diritto alla salute e i conti pubblici
Nel suo intervento a Firenze, Mattarella ha dedicato spazio anche al Servizio sanitario nazionale, in una fase in cui la preparazione della manovra di bilancio riporta al centro il tema delle risorse necessarie a garantire le cure. Il presidente ha ribadito la funzione costituzionale della sanità pubblica, definendola “uno strumento fondamentale per assicurare il diritto alla salute, garantito dalla Costituzione”.
La tutela del sistema, ha precisato, richiede di preservarne il patrimonio e di svilupparne le capacità, valorizzando anche gli investimenti realizzati attraverso il Piano nazionale di ripresa e resilienza. Le risorse già impegnate devono tradursi in servizi più efficaci e in un miglioramento concreto dell’assistenza.
Mattarella ha assegnato alle Regioni una responsabilità diretta nella fase successiva agli investimenti. Spetterà agli enti territoriali consolidare le innovazioni introdotte e verificare che i cambiamenti organizzativi producano risultati effettivi per i cittadini. Il presidente ha richiamato in particolare le amministrazioni che non hanno ancora raggiunto standard adeguati.
“È una responsabilità che le interpella in maniera ineludibile e a cui tutte – particolarmente quelle in ritardo rispetto a standard adeguati – hanno il dovere di corrispondere”, ha affermato il capo dello Stato. Il messaggio riguarda dunque non soltanto il finanziamento della sanità, ma anche la capacità delle amministrazioni di utilizzare le risorse e ridurre le differenze nella qualità dei servizi.
Fedriga chiede una tregua politica
Il tema della collaborazione istituzionale era stato affrontato anche dal presidente della Conferenza delle Regioni, Massimiliano Fedriga, intervenuto prima del capo dello Stato. Fedriga ha messo in guardia dai rischi di una gestione della sanità condizionata dalle scadenze elettorali e da un confronto politico basato sullo scontro e sulla delegittimazione reciproca.
La sanità, ha sostenuto, non può diventare terreno di una competizione che comprometta l’efficienza dei servizi o alimenti la sfiducia dei cittadini. Da qui la richiesta di una “pax sul diritto alla salute”, un’intesa che permetta di affrontare le criticità del sistema senza subordinare le decisioni alle convenienze politiche.
Il richiamo si inserisce nel confronto sulle risorse da destinare alla sanità nella prossima legge di bilancio. La necessità di finanziare le prestazioni e di consolidare gli investimenti si accompagna infatti alla questione delle responsabilità: il Governo e le Regioni devono trovare un equilibrio tra disponibilità economiche, organizzazione dei servizi e garanzia dei livelli di assistenza.
La leale collaborazione tra istituzioni
Mattarella ha collocato questi temi dentro un principio più generale: la collaborazione tra i diversi livelli dello Stato. La capacità di “fare sistema tra gli enti territoriali” e con le istituzioni nazionali, ha sottolineato, è coerente con la Costituzione e rappresenta “una risorsa fondamentale che alimenta la necessaria fiducia dei cittadini nelle istituzioni”.
Il richiamo riguarda il rapporto tra Governo, Regioni e altri enti territoriali, chiamati a coordinare le rispettive competenze. La collaborazione diventa essenziale quando sono in gioco servizi pubblici fondamentali, come la sanità, ma assume rilievo anche nella gestione delle trasformazioni tecnologiche e nella tutela della qualità del dibattito pubblico.
Il messaggio lanciato da Firenze tiene insieme, quindi, la responsabilità delle amministrazioni, la protezione dei diritti e la necessità di regole adeguate alle nuove tecnologie. In una fase segnata dalla preparazione della manovra e dall’avvicinarsi della competizione elettorale, il presidente della Repubblica ha richiamato le istituzioni al dovere di cooperare e di impedire che interessi contingenti o dinamiche di mercato compromettano la tutela dei cittadini.

