ILFOGLIETTONE.ITILFOGLIETTONE.ITILFOGLIETTONE.IT
Ridimensionatore del carattereAa
  • Home
  • Politica
  • Economia
  • Cronaca
  • Salute e Benessere
  • Scienza e Tecnologia
  • Cultura e Spettacolo
  • Sport
  • Rubriche
    • Ricette
    • Pensieri&Parole
    • L’editoriale del direttore
  • Multimedia
    • VIDEO NOTIZIE
Lettura: Ex Ilva: chiesti i domiciliari per Morselli, Labile e Astorri
Ridimensionatore del carattereAa
ILFOGLIETTONE.ITILFOGLIETTONE.IT
  • Home
  • Politica
  • Economia
  • Cronaca
  • Salute e Benessere
  • Scienza e Tecnologia
  • Cultura e Spettacolo
  • Sport
  • Rubriche
  • Multimedia
Search
  • Home
  • Politica
  • Economia
  • Cronaca
  • Salute e Benessere
  • Scienza e Tecnologia
  • Cultura e Spettacolo
  • Sport
  • Rubriche
    • Ricette
    • Pensieri&Parole
    • L’editoriale del direttore
  • Multimedia
    • VIDEO NOTIZIE
Hai già un account? Accedi
Seguici
Cronaca

Ex Ilva: chiesti i domiciliari per Morselli, Labile e Astorri

Ultimo aggiornamento: 27 Ottobre 2026 0:15
Redazione
Condividi
Condividi

La procura di Taranto ha chiesto gli arresti domiciliari per Lucia Morselli, ex presidente del consiglio di amministrazione di Acciaierie d’Italia, Alessandro Labile, già direttore dello stabilimento siderurgico, e Francesco Astorri, responsabile della sezione Ispra dedicata alla valutazione e ai controlli degli impianti di interesse strategico nazionale. Le richieste rientrano nell’inchiesta sulle emissioni dell’ex Ilva nel periodo compreso tra il 2019 e il 2024, che ipotizza reati ambientali e presunte irregolarità nella gestione dei controlli.

Contents
  • La gestione degli impianti sotto accusa
  • Le emissioni e il quartiere Tamburi
  • I controlli sull’Autorizzazione integrata ambientale
  • Ventotto indagati e cinque società
Lucia Morselli

I pubblici ministeri hanno chiesto inoltre misure interdittive per altre dieci persone tra manager e responsabili. Agli indagati è stato notificato l’avviso di interrogatorio preventivo davanti al giudice per le indagini preliminari Francesco Maccagnano, che dovrà valutare le richieste cautelari formulate dall’accusa.

La gestione degli impianti sotto accusa

Secondo la ricostruzione dei magistrati, la gestione dello stabilimento sarebbe stata orientata a massimizzare la produzione e i profitti, contenendo i costi anche a scapito della tutela ambientale. Da questa condotta sarebbe derivato, secondo l’ipotesi accusatoria, un ingiusto profitto quantificato in 342 milioni di euro ai danni dell’Unione europea.

L’impianto accusatorio riguarda dunque sia gli effetti ambientali dell’attività industriale sia le modalità con cui sarebbero stati gestiti gli obblighi di prevenzione, manutenzione e controllo. Le contestazioni dovranno essere vagliate nelle successive fasi del procedimento: le richieste dei pm non costituiscono una dichiarazione di responsabilità degli indagati.

Le emissioni e il quartiere Tamburi

Tra i principali filoni dell’indagine figura l’ipotesi che le emissioni dello stabilimento abbiano provocato un progressivo aumento dei livelli di benzene nell’aria del quartiere Tamburi, area di Taranto situata in prossimità del polo siderurgico. Per la procura, l’esposizione riconducibile alle emissioni avrebbe contribuito a determinare una situazione qualificabile come disastro ambientale.

L’accusa comprende, a vario titolo, le ipotesi di disastro ambientale e inquinamento. Gli inquirenti stanno ricostruendo le condotte contestate nel periodo esaminato e il loro possibile rapporto con le condizioni ambientali rilevate sul territorio.

I controlli sull’Autorizzazione integrata ambientale

Un altro punto centrale riguarda le manutenzioni ordinarie degli impianti e le verifiche sul rispetto delle prescrizioni ambientali. Secondo l’ipotesi della procura, alcuni dei principali indagati avrebbero orientato a favore dell’azienda i controlli e gli esiti delle ispezioni relative all’Autorizzazione integrata ambientale (Aia), svolte dall’Ispra.

L’indagine investe quindi anche il funzionamento delle procedure di vigilanza su un impianto di interesse strategico nazionale. Gli accertamenti dovranno chiarire se le verifiche siano state condotte in modo conforme agli obblighi previsti o se, come ipotizzato dall’accusa, siano state condizionate per favorire la società.

Ventotto indagati e cinque società

Nel procedimento risultano complessivamente indagate 28 persone e cinque società. Per otto persone la procura contesta l’ipotesi di associazione per delinquere finalizzata alla commissione di reati contro l’ambiente, l’incolumità pubblica e la pubblica amministrazione.

I magistrati Mariano Buccoliero e Francesco Ciardo coordinano l’inchiesta, che riunisce contestazioni relative alla gestione industriale, alle conseguenze ambientali delle emissioni e ai presunti profili di irregolarità nei controlli. Accanto ai reati ambientali, figura anche l’ipotesi di truffa ai danni dello Stato.

Il prossimo passaggio riguarda gli interrogatori preventivi davanti al gip Francesco Maccagnano. Al termine di questa fase, il giudice dovrà decidere sulle misure cautelari richieste dalla procura, valutando le posizioni individuali e gli elementi portati a sostegno delle accuse.

TAGGATO:Acciaierie d’ItaliaAlessandro Labilebenzenedisastro ambientaleEx IlvaFrancesco AstorriinquinamentoispraLucia Morselliprocura di Taranto
Condividi questo articolo
Email Copia link Stampa
Articolo precedente Del Vecchio punta sul Fatto Quotidiano, ma i fondatori respingono l’offerta
Articolo successivo Fake news, Mattarella avverte: “Possono condizionare le scelte degli elettori”
Economia

Gwm annuncia dieci nuovi modelli per il mercato europeo

CronacaUltim'ora

Camera: attacchi informatici quotidiani sotto controllo

Cultura e Spettacolo

Al Biondo di Palermo debutta The Forest, tra ricordi, danza e figure del teatro classico

PoliticaPrimo Piano

Commissione Covid, Speranza rivendica ogni scelta e non concede scuse: FdI parla di autoassoluzione

CronacaUltim'ora

Attacco russo su Kiev, un morto e 10 feriti: maggior parte studenti

0Mi piace
0Segui:
0Segui:
0Segui:
Ad image

Da leggere

ILFOGLIETTONE.IT
Facebook Twitter Instagram Linkedin

Direttore responsabile
Gaetano Mineo

 

Iscrizione registro stampa tribunale di Palermo  22/2013 redazione@ilfogliettone.it

Editore
Il fogliettone società editoriale S.r.l.s.

Iscrizione registro REA di Palermo n.308873
Iscrizione registro comunicazione n.24002
societaeditoriale@ilfogliettone.it

Questo sito è associato alla

badge_FED
 
 
 

 

  • Redazione
  • Scrivi al giornale
  • Pubblicità
  • Condizioni generali
  • Privacy
  • Cookies Policy
Lettura: Ex Ilva: chiesti i domiciliari per Morselli, Labile e Astorri

Copyright © 2026 Il Fogliettone S.R.L.S