Matteo Salvini ha chiesto agli alleati di maggioranza di rispettare la priorità della Lega, il fondo per il pensionamento anticipato a 64 anni da attivare dal 2027 con la manovra. Fratelli d’Italia ribatte che gli accordi sono già rispettati.
Il vicepremier è intervenuto a margine dell’Eicma. “Come io rispetto gli altri, conto che tutti rispettino quella che è la priorità della Lega, che è il superamento della legge Fornero, che è quota 64, a partire già dal 2027”, ha dichiarato. Il superamento della riforma previdenziale del 2011 è da anni uno dei temi identitari del partito di via Bellerio.
Salvini ha riconosciuto il peso degli altri interventi in manovra, dal taglio dell’Irpef all’aumento della flat tax per le partite Iva, ma ha delimitato l’uso delle risorse. Il fondo per l’anticipo, ha precisato, è stato disegnato solo per chi vuole lasciare il lavoro a 64 anni dal 2027. “L’uscita anticipata per chi vorrà è una scelta, non è un obbligo”, ha aggiunto, rispondendo alle ipotesi circolate nei giorni scorsi.
Il contrappunto del partito di Meloni
La risposta di Fratelli d’Italia è arrivata a stretto giro per bocca di Marco Osnato, presidente della Commissione Finanze della Camera. Osnato ha citato un’agenzia di stampa in cui Salvini invita a osservare gli accordi. “Noi li rispettiamo, nel farlo non c’era da chiedere più di quello che si ha avuto”, ha ribattuto.
Lo scontro ruota attorno a due voci del capitolo previdenziale. La prima è il fondo per l’anticipo volontario a 64 anni voluto dalla Lega. La seconda è la stretta sulle rivalutazioni degli assegni, che Fratelli d’Italia e Forza Italia vorrebbero attenuare. Non sono ancora stati resi noti la dotazione del fondo né i requisiti per accedervi.
Azzurri al tavolo con i sindacati
Forza Italia si è schierata sul fronte delle rivalutazioni. Maurizio Casasco, deputato e responsabile Economia del partito, ha definito la manovra “seria, responsabile ed equilibrata”. Ha poi assicurato che il partito si è impegnato a valutare con attenzione le richieste sulla perequazione delle pensioni, sensibilizzando il governo e verificando, nel rispetto delle compatibilità finanziarie, quali ulteriori interventi siano realizzabili.
Il confronto con le parti sociali prosegue. Ieri il leader di Forza Italia, Antonio Tajani, ha incontrato la segretaria della Cisl Daniela Fumarola. Domani vedrà una delegazione della Confsal guidata dal segretario generale Angelo Raffaele Margiotta. Il vincolo posto dagli azzurri resta quello delle compatibilità finanziarie.
Scuola, risorse e contributo bancario
La Lega ha aperto altri due fronti. Il primo riguarda i tagli al personale della scuola, su cui Salvini ha garantito: “io non ne sapevo niente”. Nel pomeriggio fonti del Carroccio hanno fatto sapere che tecnici e parlamentari leghisti lavorano per individuare le risorse necessarie a evitare i tagli agli organici. La Lega esprime sia il ministro dell’Economia, Giancarlo Giorgetti, sia il titolare dell’Istruzione, Giuseppe Valditara.
Il secondo fronte è il contributo del settore bancario. Alberto Luigi Gusmeroli, presidente della commissione Attività Produttive della Camera e responsabile Economia della Lega, ha richiamato gli utili di Intesa Sanpaolo. “Un contributo aggiuntivo al Paese non dovrebbe certo essere un problema”, ha sostenuto. Oggi l’amministratore delegato della banca, Carlo Messina, ha affermato che “occorre evitare un approccio populista”. Ha aggiunto che misure contro il settore finanziario possono portare un ritorno in termini elettorali.
Sanatoria del 2003 e abbattimenti
Fratelli d’Italia si prepara a ripresentare nella legge di bilancio l’emendamento ritirato lo scorso anno e trasformato in ordine del giorno, che punta a riaprire il condono del 2003 per la Campania. Secondo quanto si apprende, a firmarlo sarà la deputata campana Imma Vietri.
Il governo Berlusconi varò il condono nel 2003, ma la giunta Bassolino bloccò la sanatoria sul territorio regionale. Secondo i calcoli di Fratelli d’Italia restano quindi in vigore in Campania circa 50mila ordinanze di abbattimento per case non condonate. La norma riaprirebbe i termini di adesione per chi aveva i requisiti alla data del 2003. Dopo l’approvazione della legge di bilancio la Regione avrebbe 60 giorni per recepire la misura e poi deciderebbe se applicarla.

