Il Senato ha approvato in via definitiva ColtivaItalia, il piano del ministro Francesco Lollobrigida che stanzia oltre un miliardo di euro, 1.184,3 milioni, per filiere, allevamenti e agricoltura italiana: i voti favorevoli sono stati 76, nessuno contrario.
- Il percorso a Palazzo Madama
- Fondo sovranità e Piano olivicolo
- Vacche nutrici e vitelli
- Credito e terre ai giovani
- Incolti e terreni silenti
- Ricerca e personale CREA
- Xylella, peste suina, moratoria
- Controlli e tutela dell’autenticità
- Stagionali, droni e deflusso
- Burocrazia più snella e enoturismo
- La rivendicazione del ministro
Il provvedimento è un disegno di legge collegato alla manovra, già approvato dalla Camera. Si compone di 30 articoli e le risorse vanno spese tra il 2026 e il 2029. Il ministero lo presenta come il più grande piano strategico per l’agricoltura, con l’obiettivo di ridurre i rischi legati agli approvvigionamenti alimentari e garantire cibo di qualità a costi accessibili.
Il percorso a Palazzo Madama
L’esame in aula, ripreso alle 10 di mercoledì 4 novembre, ha riguardato un testo su cui erano stati presentati 75 emendamenti. Il relatore è stato Luca De Carlo, presidente della commissione Agricoltura del Senato, la nona. Il voto finale ha completato l’iter parlamentare senza ulteriori passaggi tra le due Camere.
Il provvedimento è definito omnibus: prevede regimi di sostegno pubblico per le imprese agricole e della filiera, norme di semplificazione e disposizioni per la regolazione dei mercati e dell’attività agricola. Tra i capitoli indicati figurano la sovranità alimentare, gli allevamenti, la stabilizzazione dei mercati del grano e il contrasto alla Xylella.
Alcuni dei regimi di aiuto sono di nuova istituzione. Per diventare operativi richiedono appositi decreti ministeriali e la notifica a Bruxelles, che dovrà autorizzarli. Non sono stati resi noti i tempi previsti per l’emanazione dei decreti e per l’esame della Commissione europea.
Fondo sovranità e Piano olivicolo
Il Fondo sovranità alimentare riceve 70 milioni di euro per le misure a favore dei produttori di frumento, orzo, legumi, soia e carne bovina di qualità che sottoscrivono contratti di filiera pluriennali. Il testo estende inoltre le funzioni del Fondo con una nuova misura da 300 milioni, destinata a incentivare gli investimenti e a rafforzare i settori strategici e le filiere locali del sistema agroalimentare italiano.
Altri 300 milioni sono assegnati al Piano olivicolo nazionale 2026-2030, per rafforzare la competitività e valorizzare la qualità della filiera olivicola olearia. Le risorse sostengono le imprese nel contrasto alle fitopatie e nel rilancio del settore. La legge vieta anche di espiantare ulivi destinati a produzioni DOP e IGP per realizzare impianti fotovoltaici o eolici, salvo reimpianto nello stesso sito o in aree vicine.
Alla filiera cerealicola vanno 10 milioni per i contratti di filiera del frumento. Per gli accordi da 3 a 5 anni è previsto un credito d’imposta dal 20% al 40%, con l’obiettivo di garantire prezzi certi e redditi più stabili agli agricoltori.
Vacche nutrici e vitelli
Allevamento Italia dispone di 300 milioni di euro per potenziare la produzione nazionale di bovini da carne. Il sostegno riguarda le vacche nutrici, lo svezzamento e l’allevamento dei vitelli, nella logica di ridurre la dipendenza dalle importazioni e rafforzare la linea vacca-vitello. Nel passaggio parlamentare gli interventi sono stati estesi anche alle strutture allevatoriali.
Le regole di funzionamento del regime di aiuto saranno fissate con un successivo decreto ministeriale, che individuerà le spese ammissibili e i beneficiari. Fino all’emanazione del decreto restano quindi indefiniti i criteri di accesso ai 300 milioni.
Credito e terre ai giovani
Per l’imprenditoria agricola giovanile e femminile la legge stanzia 150 milioni di euro attraverso Ismea Investe. Le risorse sono ripartite per il 65% in mutui e per il 35% in contributi a fondo perduto. Contributi e mutui a tasso zero possono coprire, cumulativamente, fino al 95% della spesa del progetto di sviluppo.
Sul fronte della terra, l’ISMEA mette a disposizione i 8.417 ettari presenti nella propria banca dati in comodato d’uso gratuito ai giovani tra i 18 e i 41 anni. I contratti durano almeno dieci anni; alla scadenza le superfici possono essere acquistate al 50% del valore di carico.
Incolti e terreni silenti
Un capitolo nuovo riguarda il recupero dei terreni abbandonati e di quelli silenti. Sono abbandonate le superfici agricole lasciate incolte dai proprietari per oltre cinque anni; sono silenti quelle per cui non è possibile rintracciare i proprietari.
I Comuni avranno la responsabilità di censirli attraverso la banca comunale delle terre. Concluso il censimento, i terreni abbandonati vengono concessi in affitto, quelli silenti gestiti in comodato. Le finalità indicate sono il recupero produttivo, il contrasto allo spopolamento e la prevenzione del dissesto idrogeologico.
Ricerca e personale CREA
Il CREA assumerà 50 nuove unità di personale dedicate alla ricerca. Saranno sostenute le aziende agricole sperimentali del CREA e degli Istituti agrari con investimenti in agromeccanica di precisione, intelligenza artificiale, sensoristica e meccatronica.
Xylella, peste suina, moratoria
La legge istituisce un Commissario straordinario nazionale per la Xylella, in carica fino al 31 dicembre 2028. Coordinerà autorità locali, ricerca scientifica e interventi urgenti contro la diffusione della fitopatia, con il supporto di una struttura di cinque unità e di tre sub-commissari. Lo stanziamento è di 3 milioni di euro. Prevista anche una moratoria dei mutui per le imprese agricole, della pesca e dell’acquacoltura colpite da epizoozie e fitopatie nel corso del 2025.
Per la peste suina africana sono stanziati 1 milione di euro per prevenzione, biosicurezza e sostegno agli allevamenti, e 3 milioni per le imprese della macellazione. Le risorse finanziano recinzioni e strutture temporanee per limitare gli spostamenti dei cinghiali, indicati come principale vettore della malattia. Sono previsti sostegni alla filiera suinicola per il congelamento e lo stoccaggio delle carni provenienti dalle aree soggette a restrizioni.
Controlli e tutela dell’autenticità
Sulle pratiche sleali l’Autorità di controllo potrà emettere una diffida per le violazioni sanabili. L’azienda avrà 60 giorni per regolarizzare la propria posizione e chiudere il procedimento pagando una sanzione pari a un terzo del minimo previsto dalla legge.
Sono stanziati 1,79 milioni di euro per i controlli sulle importazioni di prodotti ittici, cioè per la verifica dei certificati di cattura e per il Nucleo Centrale Pesca Marittima, composto da 20 militari della Guardia Costiera. Altri 0,65 milioni servono a realizzare la banca dati nazionale dei profili analitici di autenticità, destinata a verificare origine geografica, varietale e compositiva dei prodotti agroalimentari.
Il termine “aceto” potrà essere usato solo per prodotti ricavati da materie prime agricole, non di sintesi, e dovrà essere seguito dall’indicazione della materia da cui deriva, nella forma “aceto di…”. Per i tartufi, la raccolta nelle aziende faunistico-venatorie e agrituristico-venatorie viene regolata attribuendo ai gestori la facoltà di fissarne modalità e condizioni, con sanzioni specifiche per chi viola le disposizioni stabilite dalle aziende.
Stagionali, droni e deflusso
Il testo contiene altre norme di semplificazione e regolazione su materie diverse. Disciplina le regole per la formazione dei lavoratori stagionali e l’utilizzo dei droni per l’irrorazione dei prodotti fitosanitari. Proroga inoltre la sperimentazione del deflusso ecologico dei sistemi fluviali.
Burocrazia più snella e enoturismo
Per l’oleoturismo e l’enoturismo sono previsti 9,2 milioni di euro. L’ospitalità entra tra le attività che le aziende agricole possono offrire nell’ambito del turismo del vino e dell’olio nelle aree rurali.
Le istruttorie dei Centri di assistenza agricola diventano immediatamente esecutive per le pratiche prive di valutazioni discrezionali. Per i regimi di sostegno che non richiedono una verifica discrezionale degli organismi pagatori, i richiedenti entreranno direttamente negli elenchi di liquidazione. La norma attribuisce ai CAA compiti finora tipicamente svolti dall’amministrazione.
La rivendicazione del ministro
Lollobrigida ha rivendicato il risultato con una dichiarazione diffusa dopo il voto. Il ministro ha indicato come obiettivo del piano rafforzare il mondo agricolo sul piano strutturale, intervenire sulle criticità e garantire all’Italia le produzioni di alta qualità, da mettere a disposizione dei cittadini e dei mercati esteri.
Sul piano politico, il ministro ha sottolineato l’assenza di voti contrari. “Anche in un clima di forte confronto politico”, ha dichiarato, “è possibile trovare una convergenza su un settore fondamentale per l’economia italiana, la sicurezza alimentare e la tutela del territorio”.

