Usa 2020, Trump formalmente ricandidato alla Casa Bianca

24 agosto 2020

Donald Trump è stato ufficialmente nominato candidato del partito repubblicano Usa per un nuovo mandato alla Casa Bianca. Alla Convention repubblicana che si è aperta oggi a Charlotte, in North Carolina, in versione ‘ridotta’ a causa del coronavirus è stata superata la soglia di delegati necessari alla nomination, 1.276. La Convention repubblicana parte fra le manifestazioni di protesta e gli slogan: “Non ci sono poliziotti buoni in un sistema razzista” e “mani in alto, non sparare”, riferimenti chiari alla serie di omicidi di afroamericani commessi dalla polizia negli ultimi mesi. E’ stata la seconda notte di manifestazioni a Charlotte; almeno quattro gli arresti. Indietro nei sondaggi, con Steve Bannon appena incriminato per frode, i pettegolezzi sui dissapori con Melania, le critiche feroci della sorella ex giudice federale e l’ultima tegola dell’abbandono di Kellyanne Conway, inizia oggi per Donald Trump la Convention repubblicana. Una Convention complicata e che tuttavia ha già incoronato Trump alla rielezione per i repubblicani.

Complicata, primo, perché lascia il suo posto Kellyanne Conway, fedelissima consulente del presidente in carica. Se ne andrà alla fine del mese, ma l’annuncio prima della Convention è una doccia fredda. Lei cita ragioni di famiglia: ovvero i dissidi con il marito George T Conway, aperto critico del presidente, che lui pure ha annunciato il ritiro dal Lincoln Project, l’ala dei repubblicani anti Trump. I due hanno 4 figli. Una convention complicata in cui mancheranno alcune voci importanti – ed è il secondo punto -: non ci saranno ad acclamare Trump né l’ex presidente Bush né l’ex candidato Mitt Romney; fra gli oratori soprattutto ultraconservatori e familiari. Ma non la sorella maggiore del presidente, l’ex giudice federale Maryanne Trump Barry. Un audio rivelato dal Washington Post fa sentire la sua voce registrata da una nipote, che spiega come il fratello non abbia “alcun principio”. “Tutto quello che fa è per parlare alla sua base elettorale. Non ha alcun principio. E la sua base! Mio Dio, se sei una persona religiosa dovresti voler aiutare la gente”.

Dietro le quinte del congresso virtuale a causa della pandemia, ci sono due producer di The Apprentice, il reality che trasformò Donald Trump in una star televisiva. Si tratta di Sadoux Kim, a lungo vice di Mark Burnett, il creatore dello show, e di Chuck Labella, che si occupava dei talenti nello stesso spettacolo. entrambi hanno lavorato anche per il concorso di Miss Universo quando era di proprietà del tycoon, il primo anche come giudice delle concorrenti. I due sono consulenti del team organizzatore e sono già stati pagati dal partito repubblicano rispettivamente 54 mila e 81 mila dollari. ‘One man show’ Donald Trump sarà naturalmente il protagonista assoluto dello show che prenderà il via stasera alle 20.30 (le 2.30 in Italia) a Charlotte, in North Carolina. Costretto dalla pandemia a tenere un conclave quasi interamente virtuale, il capo della Casa Bianca non avrà le folle elettrizzanti che ama ma approfitterà di ogni momento per usare tutta l’artiglieria contro il rivale, Joe Biden, appena investito nella convention dei democratici.

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Trump interverrà ogni sera intorno alle 22 (le 4 in Italia), secondo quanto anticipato dal New York Times che ha osservato come si tratti di uno strappo alla tradizione delle convention che vuole il ‘nominato’ intervenire solo per un saluto all’apertura e il discorso di ringraziamento nella giornata finale. Altro momento clou sarà nell’ultima giornata, giovedì, quando pronuncerà il suo discorso di accettazione dal Giardino della Casa Bianca, un ambiente privilegiato che secondo i critici offusca i confini i tradizionalmente rispettati tra i doveri del presidente e la campagna del candidato. Ma Trump ha assicurato che farlo in quel luogo era il più sicuro e il meno costoso per il Paese e che, dopotutto, quella è ancora la “sua” casa: “E’ un posto che mi fa sentire bene, fa stare bene il Paese”, ha detto al New York Post.

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