Allegri: “Paragoni con Messi e Ronaldo dannosi per Dybala”

Allegri: “Paragoni con Messi e Ronaldo dannosi per Dybala”
Leo Messi (s) e Cristiano Ronaldo
29 dicembre 2017

Ultima gara dell’anno per la Juventus, di scena al Bentegodi di Verona, campo dove i bianconeri non vincono dal 2001 con 7 vittorie su 17 partite disputate nella storia. “Per questo – è l’esordio di Massimiliano Allegri – è una partita dove bisogna prendere tre punti altrimenti buttiamo all’aria quello che abbiamo fatto in questo mese”. Il tecnico bianconero conta gli assenti: “Pjanic non c’è, come non c’è Buffon, De Sciglio e Cuadrado che ha di nuovo un problema di infiammazione al pube”. Barzagli risposa, rientrerà Lichtsteiner. Dybala potrebbe tornare titolare al fianco di Mandzukic e Higuain. “Può darsi che giochino tutti e tre insieme, assolutamente, nessuno riposerà. Paulo è sereno e ha fatto una bella settimana di allenamento. I paragoni che sono stati fatti all’inizio, sono stati dannosi per lui perchè non si può paragonare un ragazzo di 24 anni a due mostri sacri del calcio – Messi e Ronaldo ndr – , anzi a tre, che in due hanno vinto 10 Palloni d’Oro, più c’è Neymar che è un altro che ci è vicino”. Poi una certezza su Mandzukic: “E’ talmente competitivo che in questo momento andare in un campionato con poca competizione, difficilmente accetterebbe. Mario rimarrà alla Juventus. Pjaca in prestito? Parleremo con lui”. Ma quello su Dybala è un discorso molto più ampio: “I ragazzi vanno lasciati crescere – continua Allegri – una volta un giocatore per essere bravo e dimostrare doveva fare minimo 100 partite in Serie A, non 100 presenze, 100 partite, ora dopo due giorni a questi ragazzi viene buttato addosso di tutto. Capisco che il mondo è cambiato, ma così è troppo. E dopo è normale che si possano perdere. E quanti di questi ragazzi sono stati persi durante l’arco della carriera. Bisogna fargli fare un percorso di crescita normale, senza affrettare il percorso. L’età giusta per maturare è 25-26 anni. L’importante è che ci sia competizione all’interno del gruppo come c’è ora, infatti ora stanno tutti bene, quelli davanti corrono tutti, ma corrono anche forte, perché la panchina non piace a nessuno, quindi corrono”.

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