Cronaca

Appalti pilotati, ex dg tra arrestati

Erano dentro la stanza dei bottoni di una esclusiva ‘cabina di pilotaggio’. I protagonisti, secondo chi indaga, del ‘tavolino’ attorno al quale si giocava la ricca partita degli appalti dell’aeroporto di Palermo. Tra gli arrestati dell’operazione “The Terminal” della Squadra mobile di Palermo c’e’ l’ex direttore generale della societa’ di gestione dello scalo, la Gesap, Carmelo Scelta, un tecnico della finanza proveniente dal mondo delle banche, da almeno due decenni tra alta burocrazia, sottogoverno e politica. Per lui sono scattati i domiciliari per associazione a delinquere, truffa aggravata ai danni dello Stato, turbata liberta’ di scelta del contraente e corruzione. Stesso provvedimento per l’ex responsabile unico del procedimento di numerosi appalti dell’ente, Giuseppe Liistro, attualmente dirigente dell’Adr, societa’ che gestisce gli aeroporti di Roma. Divieto di dimora per il professore di Ingegneria dell’universita’ di Palermo Giuseppe Giambanco; sospensione per un anno dalle cariche societarie per l’imprenditore romano del settore degli appalti Stefano Flammini. L’indagine ha fatto luce su una organizzazione costituitasi all’interno della societa’ di gestione dell’aeroporto ‘Falcone-Borsellino’, che garantiva a una ristretta cerchia di imprenditori, in modo sistematico, l’attribuzione diretta e fiduciaria di incarichi di progettazione relativi alle opere di ammodernamento e adeguamento dello scalo aeroportuale. Nell’ambito dell’inchiesta coordinata dal procuratore Francesco Lo Voi, sono state disposte numerose perquisizioni anche a carico di altri indagati, con il sequestro preventivo per circa 4 milioni di euro, corrispondenti ai profitti ottenuti.

L’associazione a delinquere risulta contestata a Scelta e Liistro, in qualita’ di ‘capi e promotori’, e a Flammini. Il primo, all’epoca dei fatti direttore generale della Gesap spa, dirigeva e coordinava l’intero meccanismo illecito di distribuzione degli incarichi insieme al Liistro che, nelle qualita’ di responsabile dell’area manutenzione, fungeva da intermediario tra il manager pubblico e gli imprenditori cui venivano abusivamente conferite le consulenze. In sostanza i due avevano costituito un collaudato “sistema affaristico-clientelare, dicono gli investigatori, che garantiva ad una ristretta cerchia di imprenditori, di cui Flammini, amministratore unico di F.G. Tecnopolo con sede a Roma, rappresenta il capofila, l’attribuzione diretta e fiduciaria di incarichi di progettazione conun doppio meccanismo: parcellizzare gli incarichi di progetto affidandoli in via fiduciaria e diretta sempre alla ristretta cerchia di imprenditori (riconducibile principalmente al gruppo Flammini e ad altre imprese); dissimulare sotto false consulenze di ausilio le progettazioni illegittimamente affidate. La complessa indagine, che si e’ avvalsa di intercettazioni e videoriprese, acquisizione ed esame di documentazione amministrativa, escussioni di persone informate sui fatti, servizi dinamici sul territorio, ha scandagliato l’affidamento di numerosissimi incarichi di progettazione o consulenza che hanno provocato, negli anni 2009-2015, rilevantissimi danni alle casse della Gesap, quantificati in 11 milioni di euro. Ricostruito a carico di Liistro e Giambanco anche un episodio corruttivo, in quanto il primo avrebbe accettato dall’altro la progettazione delle opere di ammodernamento da realizzare presso la sua villa di Terrasini, insieme alla direzione dei lavori e al disbrigo delle procedure autorizzative presso gli uffici tecnici competenti. Per tale vicenda risulta indagato un dirigente del Genio civile di Palermo per rivelazione ed utilizzazione di segreto d’ufficio. Giambanco risponde inoltre di truffa aggravata, perche’, nella qualita’ di professore ordinario, ha nascosto il proprio ruolo di amministratore unico della societa’ di progettazione “Xw industrial and civil structures workshop srl”, violando il divieto ai docenti universitari con rapporto a tempo pieno di esercitare attivita’ professionale, nonche’ di assumere cariche in societa’ di capitali.

Nell’inchiesta ci sarebbero altri dieci indagati e perquisizioni sono state disposte anche a Milano, Roma e Napoli. “Quello che e’ stato scoperchiato e’ un sistema di frazionamento di appalti al fine di eludere le normative di settore del codice sugli appalti e, soprattutto, un serie di consulenze realizzate a imprese che poi erano quelle che venivano prevalentemente avvantaggiate nella gestione di questi appalti”, ha spiegato il capo della Squadra mobile di Palermo Rodolfo Ruperti. Nell’ambito delle indagini, e’ stato accertato che tra il 2009 e il 2015 i numerosi incarichi di progettazione hanno provocato rilevantissimi danni alla casse della Gesap per oltre svariati milioni di euro. “E’ stato arrecato un danno notevole alla Gesap -ha proseguito- quantificabile in difetto per circa 11 milioni di euro: al momento stiamo eseguendo numerosi sequestri di carattere patrimoniale che dovrebbero compensare in qualche modo il danno che gli ex amministratori, comunque persone che rivestivano cariche importanti all’interno della Gesap, hanno arrecato a questo ente”. Secondo quanto emerso dalle indagini, “Carmelo Scelta, direttore generale della Gesap fino al 2015, dirigeva e coordinava l’intero meccanismo illecito di distribuzione degli incarichi insieme a Giuseppe Liistro. L’associazione a delinquere operava spacchettando gli appalti di progettazione – nelle intercettazioni si parla di ‘splittare’ – riducendoli sotto una soglia che non avrebbe reso necessario l’affidamento sotto appalto”. Solo per la progettazione della hall dell’aeroporto sono stati prodotti 117 progetti per un costo di 700.000 euro. Di questi, solo quattro sono stati condotti a termine. In alcuni casi questi progetti avevano costi al di fuori di mercato: in un episodio, ad esempio, sono stati spesi 15.000 euro per la stampa di mezza dozzina di copie di un progetto.

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