Argentina, terza morte sospetta per polmonite sconosciuta

Argentina, terza morte sospetta per polmonite sconosciuta
2 settembre 2022

Una malattia che spaventa l’Argentina e a cui guarda il mondo intero con interesse. Una terza persona è morta in una clinica privata di Tucuma, nel nord-ovest dell’Argentina, per una “polmonite di origine sconosciuta”. A riferirlo le autorità sanitarie locali, precisando che nove persone in tutto, di cui 8 membri della clinica, si sono ammalati e tre di questi sono deceduti tra lunedì a oggi. Sono in corso esami per individuare l’origine dell’infezione ma Covid e un’altra serie di patologie sono già state escluse (per un totale complessivo di 25 virus o batteri differenti). I campioni raccolti sono stati inviati all’Argentine Reference Laboratory, l’Istituto Malbran di Buenos Aires: sono al momento in corso ulteriori indagini per cercare di risalire al patogeno che ha originato l’infezione. Inquietanti le somiglianze con i primi casi del virus arrivato dalla Cina nell’inverno tra il 2019 e il 2020.

A metà agosto, un caso di polmonite di origine sconosciuta è stato trovato in un ospedale di Tucuman, con infiammazione a entrambi i polmoni: l’ospedale è stato posto in quarantena e ha smesso di accettare nuovi pazienti mentre si cercano le cause e il possibile veicolo di trasmissione dell’infezione. Il ministero della Salute argentino ha spiegato che due delle sei delle persone che hanno contratto la malattia sono morte. I casi registrati corrispondono a cinque operatori sanitari e un paziente che aveva manifestato sintomi tra il 18 e il 22 agosto. Entrambi i deceduti erano operatori sanitari della clinica privata Luz Médica: si tratta di un’infermiera di 45 anni e un medico di 68 anni. L’istituto ANLIS-Malbrán ha iniziato ad analizzare campioni di casi di polmonite di causa sconosciuta a Tucumán.

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Le autorità sanitarie locali stanno monitorando i contatti dei casi cercando di restringere quello che potrebbe essere un focolaio associato alla clinica privata Luz Médica di San Miguel de Tucumán. “La buona notizia – affermano le autorità – è che non sono stati trovati nuovi pazienti. Se si tratta di un agente contagioso, non esiste uno stretto contatto lavorativo o familiare che abbia sintomi”. Le analisi in corso cercheranno di stabilire se l’epidemia a Tucumán sia dovuta a un’infezione da Legionella come sospettato dai sanitari: i batteri della Legionella crescono e si moltiplicano nel sistema idrico di un edificio e l’acqua che li contiene può disperdersi sotto forma di goccioline abbastanza piccole da essere inalate dalle persone.

Tuttavia per ora non ci sono conferme in questo senso e i primi test sono risultati negativi. L’epidemiologo del Sistema Sanitario Provinciale di Tucumán , il dottor Rogelio Calli , ha spiegato in una conferenza stampa: “Sia i virus che i batteri generano lo stesso quadro clinico – simil-influenzale con dolori muscolari, febbre, mancanza di respiro – È molto simile a COVID-19 così come alle malattie provocate da hantavirus e la terapia è solo quella di supporto. Per coloro i cui segni vitali funzionano bene, aiutando il corpo a risolvere questa situazione”. Le autorità sanitarie di Tucumán hanno raccomandato alla popolazione misure di prevenzione: lavarsi le mani frequentemente, mantenere aggiornate le vaccinazioni in tutte le fasce d’età e rispettare il distanziamento sociale.

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