Politica

Arriva un nuovo Dpcm, stretta su ristoranti e bar. I sindaci potranno chiudere le piazze

A cinque giorni dall’entrata in vigore dell’ultimo Dpcm che ha disposto l’obbligo generalizzato di mascherine e lo stop alle feste, arrivano nuove restrizioni anti-Covid. E’ stato lo stesso presidente del Consiglio, Giuseppe Conte, ad illustrare il nuovo Dpcm contro la seconda ondata di Coronavirus in Italia. “Non possiamo perdere tempo – ha detto il premier -, dobbiamo mettere in campo misure per scongiurare un lockdown generalizzato, che potrebbe compromettere severamente l’economia”.

E così dopo un confronto con Regioni e Comitato tecnico scientifico, è stato deciso di modificare ancora gli orari di apertura e chiusura per i servizi di bar e ristorazione (comprese pasticcerie e gelaterie). Nel dettaglio, a partire dalle ore 18:00 sarà autorizzato solamente il servizio al tavolo. La chiusura dell’attività dovrà però scattare a mezzanotte (un vero e proprio coprifuoco), con la riapertura che non potrà esserci prima delle 5:00 (viene colmato, quindi, il vuoto normativo del DPCM del 13 ottobre). Le consegne a domicilio, però, non avranno vincolo di orario; per l’asporto, invece, c’è tempo fino a mezzanotte.

Al tavolo di un ristorante potranno sedere al massimo 6 persone; sarà compito del ristoratore, poi, dare indicazione del numero massimo di commensali ammessi nel locale in base alla propria capienza. Inoltre, ai sindaci viene data la possibilità di chiudere strade e piazze dove solitamente si creano assembramenti (sarà possibile transitare solo a chi deve raggiungere un esercizio commerciale o la propria abitazione). Vengono sospese le fiere e le sagre (solamente in ambito locale, con l’eccezione di quelle nazionali e internazionali); questi eventi non si potranno tenere fino a nuovo ordine. Salve attività come parrucchieri e centri estetici, per i quali non scatta la chiusura (come invece era stato anticipato da alcune indiscrezioni poi smentite da Palazzo Chigi). Restano aperte anche sale giochi e bingo, per le quali però viene predisposta la chiusura alle 21:00.

Restano aperte piscine e palestre. Ma Palazzo Chigi ha evidenziato che in merito una decisione definitiva verrà presa tra una settimana. Se tutte le palestre e le piscine non si adegueranno a quanto stabilito dai protocolli verrà predisposta la chiusura anche di queste attività. Respinta la proposta delle Regioni riguardo al ritorno parziale della didattica a distanza alle scuole superiori: il ministro dell’Istruzione, Lucia Azzolina, si è opposta fermamente a questa possibilità, ribadendo che “la scuola resta in presenza perché è fondamentale per tutti, dai più piccoli all’ultimo anno del secondo grado”. Tuttavia, viene prevista una maggiore flessibilità di orario nelle scuole superiori, con ingressi scaglionati anche dalle 09:00 e con la possibilità che le lezioni si possano tenere anche nel pomeriggio.

E ancora: novità sia per il lavoro privato che per il pubblico. Nel comparto pubblico, infatti, il 75% di personale dovrà essere in smart working e tutte le riunioni dovranno tenersi in videoconferenza (eccetto che in casi straordinari). Nel privato, invece, si tratta di una sola raccomandazione, con il datore di lavoro che dovrà incentivare lo smart working qualora le mansioni lo consentano. Novità anche per lo sport: restano vietati quelli di contatto (qui la lista) ma con il nuovo DPCM non sono consentite neppure le competizioni di squadra dilettantistiche.

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