I costruttori cinesi potrebbero conquistare il 20 per cento del mercato automobilistico europeo entro il 2030, in forte rialzo rispetto alla quota attuale del 12 per cento. La proiezione emerge dall’ultimo studio firmato dalla societa di consulenza AlixPartners sul settore automotive continentale.
La societa stima un incremento delle vendite dei marchi cinesi in Europa pari al 25 per cento nell’anno in corso, raggiungendo quota 2,3 milioni di veicoli consegnati. La traiettoria di crescita prevede di toccare i 3,8 milioni di unita vendute allo scadere del decennio.
Spinta su vendite e quote regionali
La penetrazione commerciale evidenzia un’accelerazione costante nei dati del secondo trimestre del 2026. I marchi cinesi hanno raggiunto una quota del 10,7 per cento nel mercato dell’Europa occidentale, contro una presenza inferiore al 6 per cento registrata un anno prima.
Nel Regno Unito la quota dei produttori d’Oltreoceano ha toccato il 15 per cento delle immatricolazioni complessive. L’avanzata riflette un vantaggio strutturale nei costi di fabbricazione: secondo i dati di settore, produrre un veicolo elettrico di fascia media in Cina richiede circa 20.000 dollari contro i 31.000 dollari necessari negli stabilimenti europei, un divario di costo del 35 per cento difficile da colmare nel breve periodo per i gruppi tradizionali.
Impatto delle misure tariffarie comunitarie
I dazi protettivi deliberati dalle istituzioni europee sui veicoli elettrici cinesi non hanno prodotto l’effetto di blocco sperato sulla progressione delle vendite.
Le barriere doganali, con aliquote aggiuntive sui modelli a batteria, hanno spinto i produttori di Pechino a focalizzare le strategie commerciali anche sui modelli ibridi e a riorganizzare la catena logistica. Secondo la rilevazione di AlixPartners, le misure tariffarie stanno incentivando una rapida riorganizzazione industriale, accelerando l’apertura di stabilimenti e la localizzazione dei processi produttivi direttamente all’interno dei confini europei.
Integrazione industriale e scenari di mercato
La risposta dei gruppi cinesi punta ad azzerare il divario normativo e daziario tramite partnership strategiche e l’acquisizione di impianti nel continente.
L’analisi industriale indica che i marchi asiatici incrementeranno la capacita produttiva locale di centinaia di migliaia di veicoli entro il 2030, mentre i gruppi automobilistici europei affrontano la necessita di convertire o ridimensionare i siti meno efficienti per sostenere la competitivita di prezzo. La capacita dei marchi asiatici di rinnovare la gamma con cicli di sviluppo ridotti a 24-30 mesi rappresenta il fattore determinante nell’espansione sui mercati dell’Occidente.

