Economia

E-banking, Italia lumaca in Europa

L’utilizzatore medio dell’e-banking e’ uomo, giovane ma non giovanissimo, con titolo di studio alto, residente in citta’ con alta densita’ di popolazione e connessione veloce e usa lo smartphone con disinvoltura. E’ questo che emerge dal Rapporto sull’e-banking 2018 di Bem Research intitolato “Internet banking in Europa: il passo lento dell’Italia”. Se infatti quello descritto in precedenza e’ il quadro generale che emerge in Europa, ci sono importanti differenze che contraddistinguono il nostro paese. L’utilizzo del e-banking ha infatti riguardato appena il 31% degli italiani nel corso del 2017, contro il 52% della media dell’Area euro, il 56% della Germania e il 62% della Francia. In tutti i paesi considerati si rileva una tendenza crescente e sostanzialmente stabile nel tempo nella diffusione dell’e-banking. L’Italia che gia’ dieci anni fa era partita con un divario rilevante rispetto alla media dell’Area euro, pari a 13 punti percentuali, invece di recuperare terreno ha perso ulteriormente contatto con il resto d’Europa.

Il gap italiano e’ legato anche a fattori di genere, di reddito e geografici. Ad esempio, il divario tra uomo e donna nell’uso di questi servizi e’ molto piu’ ampio rispetto alla media europea. In Italia l’e-banking e’ utilizzato dal 36% di uomini (in Europa dal 54%) e dal 26% di donne (50% nel complesso dei paesi europei). Incidono poi altri fattori quali: lavoro, densita’ popolazione, barriere tecnologiche e utilizzo dei device mobile. Considerando ognuno di questi aspetti nel Report si evidenzia come il nostro paese si muova a rilento rispetto al resto d’Europa. Per esempio se nell’Area euro e’ del 61% la media dei fruitori dei servizi e-banking che hanno un lavoro, in Italia la percentuale scende al 40%. Se esiste un forte divario tra Italia e tutti i principali paesi europei, il Mezzogiorno si trova in una situazione ancor piu’ svantaggiata. Nella classifica delle prime 5 regioni per utilizzo dei servizi e-banking si attestano Lombardia, Valle d’Aosta, Emilia Romagna, Piemonte e Veneto. Mentre nella classifica delle ultime 5 regioni si trovano Sicilia, Puglia, Campania, Calabria e Basilicata.

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