Bettini: la sinistra democratica è stata sempre riformista

Bettini: la sinistra democratica è stata sempre riformista
Goffredo Bettini
18 giugno 2021

Parla Goffredo Bettini, dirigente Dem, intervistato dall’agenzia Dire sugli attacchi di Base Riformista, la competizione in atto tra Pd e M5S di Giuseppe Conte e pure delle elezioni amministrative di Roma.

Bettini, lei da giorni è sotto attacco, si tratta soprattutto di ‘fuoco amico’. Per Base Riformista la sua proposta punta a creare un partito vecchio stampo, quasi comunista; loro vogliono aprirlo a tutti i riformisti, liberarlo dalla sinistra insomma…

“È stata proprio l’idea che semplicemente parlare di sinistra sia un tributo al passato che ha determinato l’attuale vuoto di un pensiero critico e di una voglia di cambiare il mondo. La sinistra democratica- sottolinea Bettini- è stata sempre riformista. Un riformismo democratico, aperto, libertario e capace di migliorare le condizioni dei ceti più deboli e oppressi. Questa è sempre stata la sostanza del mio agire politico. Il senso della militanza di milioni di persone che hanno cambiato in meglio l’Italia. Un generico richiamo all’unità dei riformisti se non spiega il significato che ognuno dà alla parola riformismo, rischia di essere una chiacchiera inutile. Anzi: un varco per chi in realtà vuole migliorare i meccanismi dell’attuale sviluppo che portano alle disuguaglianze e alla distruzione del pianeta”.

Il segretario Letta l’ha difesa?

“Nell’esprimere queste idee non ho alcun bisogno di essere difeso dal gruppo dirigente nazionale. Nel Pd- dice Bettini- c’è un dibattito libero e pluralista. Letta questo dibattito lo difende e lo promuove”.

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L’ex capogruppo Marcucci dice che è un errore criticare Draghi e che il Pd di Letta sta cedendo la sua agenda riformista alla destra.

“Draghi è una presenza indispensabile per la ripresa dell’Italia. Lo resterà per molto tempo – risponde Bettini- in qualsiasi ruolo deciderà di svolgere la sua funzione. Ma pensare che il Pd si identifichi con Draghi non ci prepara a costruire con altri e autonomamente l’alternativa alla destra italiana. E questo è grave: perché alla fine tornerà una dialettica democratica che metterà di fronte il campo progressista con quello sovranista e populista”.

Ci si mette pure Giuseppe Conte, vuol competere anche col Pd e punta a diventare prima forza politica. Anche qui, non sono segnali di un’altra rottura che presto arriverà? Anche a Torino stanno spingendo per ricandidare Appendino, non è un ramoscello d’Ulivo…

“Conte ormai è il leader di un’altra forza politica. Ho sostenuto il suo governo e verso di lui provo stima ed amicizia. Ma è del tutto naturale – replica Bettini- che in questa fase ci sia una competizione civile e dentro una prospettiva unitaria, tra il Pd e il Movimento 5 stelle. Questa competizione non può che allargare il campo delle forze democratiche”.

Oggi il candidato del centrodestra Michetti è venuto alla Dire per una diretta (vedi su www.dire.it), è sicuro di andare al ballottaggio e che stavolta non funzionerà la chiamata alle armi contro il candidato dei fascisti…

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“Prima del voto credo che sia sbagliato per ogni candidato annunciare apparentamenti che creano solo confusion nell’elettorato. Quando si arriverà al ballottaggio – spiega Bettini- tutti chiederanno il voto a tutti. A quel punto la partita sarà totalmente diversa e conterà rivolgersi all’insieme dei cittadini”.

Per lei tra Michetti e Calenda chi è più moderato?

“Francamente non mi interessa il tema. Osservo solo che nessuno dei due mi pare un moderato”, risponde Bettini. (Agenzia Dire)

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