Politica

Commissione Europea avverte: massima priorità a tutela bambini migranti

La Commissione europea ha presentato oggi a Bruxelles una comunicazione rivolta agli Stati membri che mira a dare la massima priorità alla protezione dei bambini nella gestione della crisi migratoria, con particolare attenzione ai minori non accompagnati. Negli ultimi due anni sono arrivati nell’UE sempre più minori migranti, molti dei quali senza le rispettive famiglie. Nel 2015 e nel 2016, erano minori il 30% dei richiedenti asilo nell’Unione europea, uno ogni tre. Essendo esposti a rischi elevati di violenza, tratta o sfruttamento lungo le rotte migratorie, e correndo il pericolo di scomparire o di essere separati dalle loro famiglie, i minori migranti richiedono una protezione specifica, sottolinea la Commissione, ricordando che l’interesse superiore dei minori deve costituire il criterio fondamentale in tutte le azioni o le decisioni che li riguardano. Sebbene le normativa Ue degli Stati membri forniscano già un solido quadro di protezione dei minori, la Commissione ha ritenuto necessario definire una serie di azioni volte a rafforzare questa protezione in ogni fase del processo di gestione dei migranti e richiedenti asilo. I minori migranti, afferma la Commissione, devono essere identificati rapidamente al loro arrivo nell’UE e ricevere un trattamento adeguato, in particolare mettendo a disposizione personale qualificato per assisterli in attesa che sia determinato il loro status, e offrendo loro prospettive sostenibili a lungo termine attraverso un migliore accesso all’istruzione e all’assistenza sanitaria.

Dimitris Avramopoulos, Commissario europeo per l’Immigrazione e gli Affari interni e la cittadinanza, ha dichiarato: “I minori sono i migranti più vulnerabili: la loro protezione fin dal momento in cui lasciano il loro paese deve essere parte integrante della nostra politica migratoria. Oggi proponiamo misure concrete per aiutare gli Stati membri a soddisfare le necessità di tutti i minori in ogni fase del processo migratorio: migliorare l’identificazione dei minori, formare il personale che se ne occupa, accelerare la ricollocazione, ma anche la ricerca delle famiglie nei paesi di origine, e prendere provvedimenti per favorire l’integrazione precoce. La Commissione e le agenzie dell’Ue sono pronte ad agire per realizzare queste azioni”, ha dichiarato Dimitris Avramopoulos, Commissario europeo per l’Immigrazione e gli Affari interni e la cittadinanza, presentando la comunicazione alla stampa oggi a Bruxelles. “I minori migranti, specialmente quelli non accompagnati, devono essere sostenuti da tutori o famiglie adottive non appena possibile. La loro integrazione nelle nostre società dipende dalla rapidità con cui tornano a una vita più stabile”, ha aggiunto la commissaria responsabile per la Giustizia, Vera Jourová. La comunicazione della Commissione chiede innanzitutto che in tutte le procedure connesse al processo migratorio vada sempre data la priorità ai casi in cui sono coinvolti minori, e questo vale anche per la ricollocazione dei migranti non accompagnati dalla Grecia o dall’Italia.

L’Esecutivo Ue chiede che vi sia una rapida identificazione e tutela fin dal momento dell’arrivo e della registrazione dei minori, con la presenza di un responsabile incaricato della loro protezione in ogni punto di crisi (“hotspot”) e in tutte le strutture di accoglienza che li ospitano. Gli Stati membri, inoltre, dovranno predisporre le procedure necessarie per segnalare sistematicamente tutti i casi di minori scomparsi, e scambiarsi informazioni in merito. Le condizioni di accoglienza dovranno essere adeguate per i minori, le loro esigenze dovranno essere valutate appena possibile al momento dell’arrivo e, sottolinea la Commissione, “tutti i minori dovranno avere immediatamente accesso all’assistenza giuridica, all’assistenza sanitaria, al sostegno psicosociale e all’istruzione, a prescindere dal loro status”, ovvero indipendentemente dal fatto che siano stati riconosciuti come rifugiati o no. Ai minori non accompagnati va offerta la possibilità di ricorso all’affidamento o all’assistenza su base familiare, e, aggiunge la Commissione “bisogna fare tutto il possibile per offrire alternative al trattenimento amministrativo (ovvero alla detenzione, ndr) per i minori”. L’Esecutivo comunitario chiede anche di accelerare la determinazione dello status dei minori e di “potenziare il ruolo dei tutori” per quelli non accompagnati. Bruxelles vuole poi che siano accelerate le procedure di ricerca delle famiglie e di ricongiungimento familiare all’interno o all’esterno dell’Ue, per quelli che devono essere rimpatriati. L’Ue, infine, ha già cominciato a intensificare il suo impegno con i paesi partner per integrare la protezione dei minori migranti nel quadro dei partenariati in materia di migrazione.

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