Coronavirus, lockdown fino al 3 maggio

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9 aprile 2020

Il lockdown durerà fino al 3 maggio. È prevista l’istituzione di un comitato di esperti di industria ed economia e delle parti sociali, che affiancherà quello tecnico-scientifico. Una cabina di regia con il coordinamento di Palazzo Chigi per definire le modalità di una progressiva riapertura delle attività, garantendo le condizioni di sicurezza per i lavoratori. È quanto si apprende al termine dell’incontro in videoconferenza tra governo e parti sociali sulla “fase 2” dell’emergenza sanitaria. Il protocollo siglato da Confindustria e sindacati sulle attività essenziali sarà integrato con nuove misure dentro le imprese. Il premier Giuseppe Conte si riserva una “ponderazione” per integrare eventualmente altre imprese della catena alimentare e farmaceutica.

Intanto, arriva puntuale il bollettino sul Coronavirus della protezione civile. Oggi registriamo 1.615 nuovi contagi, con il totale delle persone positive che diventa 96.877 annuncia il capo della Protezione civile, Angelo Borrelli. Dei 96.877 pazienti attualmente positivi, 28.399 sono ricoverati con sintomi, 3.605 in terapia intensiva (88 in meno rispetto a ieri) e 64.873 si trovano in isolamento domiciliare. “La maggior parte dei pazienti affetti da coronavirus è in isolamento senza sintomi o con sintomi lievi” dice Borrelli. Sono invece 1.979 le persone guarite per un totale di guariti, da inizio emergenza, di 28.470. Ieri i guariti erano stati 2.162. Le vittime nelle ultime 24ore sono state 610. I decessi tornano a salire: erano stati 542 ieri. Da inizio emergenza i casi di coronavirus – che includono anche i guariti e le vittime – sono stati 143.626: 4.204 in più rispetto a ieri.

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I TEST SIEROLOGICI

Ecco come funzioneranno i test sierologici in Italia alla ricerca di chi ha già sviluppato gli anticorpi contro il Covid-19: lo ha spiegato nel consueto briefing della Protezione Civile il professor Franco Locatelli, presidente del Consiglio superiore di Sanità, mentre in Italia sono molti i laboratori che sviluppano i test. Quello prescelto ha detto Locatelli dovrà essere sensibile, specifico, applicabile in tutta Italia con la collaborazione delle Regioni (quindi niente ‘fughe in avanti’ sembra l’implicito invito), e di rapida esecuzione. Locatelli non ha detto a quante persone verrà applicato, ma si tratterà di un campione statistico determinato dall’Istat, diviso in sei fasce di età, selezionando solo alcune professioni.

“Verrà scelto un test sierologico connotato da elevata sensibilità, elevata specificità, larga applicabilità su tutto il territorio nazionale perché sarà uno studio su tutto il territorio con un larghissimo coinvolgimento di tutte le regioni, sul cui contributo molto contiamo; e sulla rapidità di realizzazione dell’esame, per processare un numero di campioni nell’unità di tempo e condurre a termine questa valutazione sul tasso di sieroprevalenza in tempi brevi”. “Il dimensionamento campionario sarà costruito in maniera da tenere in considerazione il genere della popolazione oggetto dell’analisi sieriologica, in sei fasce di età che abbiamo deciso di tenere in considerazione grazie alle indicazioni di Istat; ci sarà una ulteriore consultazione con i colleghi della Società italiana di epidemiologia; e poi per profili lavorativi – ne verranno definiti un numero limitato – e per differenze regionali.”

DATI PER REGIONI

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Il dettaglio regione per regione: i casi attualmente positivi sono 29.074 in Lombardia, 13.258 in Emilia-Romagna, 11.336 in Piemonte, 10.449 in Veneto, 5.703 in Toscana, 3.253 in Liguria, 3.401 nelle Marche, 3.532 nel Lazio, 2.873 in Campania, 1.978 nella Provincia autonoma di Trento, 2.301 in Puglia, 1.390 in Friuli Venezia Giulia, 1.942 in Sicilia, 1.566 in Abruzzo, 1.315 nella Provincia autonoma di Bolzano, 792 in Umbria, 876 in Sardegna, 765 in Calabria, 609 in Valle d’Aosta, 275 in Basilicata e 189 in Molise. Sono 28.470 le persone guarite. I deceduti sono 18.279, ma questo numero potrà essere confermato solo dopo che l’Istituto Superiore di Sanità avrà stabilito la causa effettiva del decesso.

I DATI PER PROVINCIA

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