Crans-Montana, arrestati i coniugi Moretti: “Rischio fuga concreto”. Lei in lacrime: “Voglio scusarmi”

In primo piano Jacques Moretti e la moglie Jessica Maric

In primo piano Jacques Moretti e la moglie Jessica Maric

Jacques Moretti, titolare del bar Le Constellation di Crans-Montana teatro dell’incendio che nella notte di Capodanno ha ucciso 40 giovani e ferito 116 persone, è stato messo in custodia cautelare. Per la moglie e co-proprietaria Jessica Moretti, invece, disposti gli arresti domiciliari con braccialetto elettronico. La decisione è arrivata al termine di un interrogatorio di oltre sei ore presso la procura di Sion, il primo da indagati per i coniugi francesi originari della Corsica.

Il provvedimento segna una svolta nelle indagini condotte dalla procuratrice generale del Vallese, Beatrice Pilloud. Nei giorni scorsi le misure restrittive non erano state ritenute necessarie, ma una “nuova analisi dettagliata del rischio di fuga” ha spinto il pubblico ministero a chiedere la detenzione preventiva per Jacques Moretti. “Tenuto conto delle sue dichiarazioni, del suo percorso di vita e della sua situazione in Svizzera e all’estero”, ha spiegato Pilloud, si è ritenuto che ci fosse un “rischio di fuga concreto”. Per Jessica Moretti, invece, “visto il suo percorso e i suoi legami personali” – la donna deve accudire un figlio piccolo – si è optato per misure sostitutive: braccialetto elettronico e obbligo di presentarsi alla polizia ogni tre giorni. I due sono accusati di omicidio colposo, lesioni colpose e incendio colposo.

La moglie in lacrime: “Voglio scusarmi”

All’uscita dalla procura, Jessica Moretti si è mostrata visibilmente scossa. “I miei pensieri sono sempre rivolti alle vittime e alle persone che stanno combattendo oggi”, ha detto tra le lacrime, accompagnata dai suoi legali. “È una tragedia inimmaginabile. Non avremmo mai potuto immaginare una cosa del genere. È successo nel nostro locale e voglio scusarmi”. Parole che non hanno placato la rabbia delle famiglie delle vittime, che attraverso i loro avvocati chiedono giustizia e verità. “Ci aspettiamo che i nostri clienti ottengano risposte, si sentano ascoltati e che tutte le responsabilità, dalla A alla Z, vengano accertate”, ha dichiarato Romain Jordan, uno dei legali delle vittime presente all’udienza.

Il sospetto: video cancellati dai social

Dietro l’inasprimento delle misure cautelari potrebbe esserci anche il timore di inquinamento delle prove. Ieri è emerso che i coniugi Moretti avevano cancellato una serie di video dai profili social relativi a quanto accaduto al Constellation. “Avrebbero dovuto essere arrestati immediatamente in modo che tutte le prove potessero essere raccolte”, ha tuonato Sébastien Fanti, altro avvocato dei familiari delle vittime. “È stato un errore colossale. La prova è che sono riusciti a disattivare parte del loro sito web e a cancellare contenuti che avrebbero potuto essere utili”.

L’interrogatorio di oggi, durato oltre sei ore, si è concentrato sulla situazione personale della coppia e sul loro patrimonio immobiliare. Non erano previste domande sui fatti di Capodanno, ma gli avvocati delle vittime hanno potuto assistere e rivolgere quesiti agli imputati. I coniugi sono arrivati intorno alle otto del mattino da una porta laterale della procura cantonale, mano nella mano, facce tirate e occhi bassi, tra i flash di oltre cinquanta giornalisti. La scorta della polizia è stata necessaria per farli entrare nell’edificio.

La Svizzera in lutto: cinque minuti di campane

La giornata di ieri è stata proclamata lutto nazionale in Svizzera. Alle 14 le campane di tutte le chiese del Paese hanno suonato per cinque minuti in memoria delle 40 vittime, perlopiù giovanissimi. In tutto il territorio elvetico le persone si sono riunite per accendere candele, deporre fiori e seguire la cerimonia commemorativa trasmessa in diretta dalla tv pubblica dal Centro Esposizioni e Congressi di Martigny.

Alla cerimonia hanno partecipato anche il presidente della Repubblica Sergio Mattarella ed Emmanuel Macron. “La Svizzera è diventata una famiglia in lutto per quanto accaduto”, ha detto il presidente svizzero Guy Parmelin. “Il nostro Paese china il capo in segno di rispetto per la memoria di coloro che non sono più con noi e si schiera al fianco di coloro che affrontano un lungo cammino di guarigione”.

Le cause del rogo: candele e materiale irregolare

Secondo gli inquirenti, le fiamme sarebbero partite da candele scintillanti poste sulle bottiglie di champagne, avvicinate troppo al soffitto rivestito di materiale fonoassorbente. Le autorità stanno verificando se quel materiale fosse conforme alle normative e se l’uso delle candele fosse consentito nel locale. Un elemento inquietante: le ispezioni di sicurezza antincendio non venivano effettuate dal 2019. Fra le 40 vittime ci sono 9 cittadini francesi e 6 giovanissimi italiani.

L’Italia apre un’inchiesta autonoma

Giovedì scorso la Procura di Roma ha aperto un fascicolo per omicidio plurimo e incendio colposi, delegando le procure di Milano, Genova e Bologna per coordinare gli esami medico-legali sui corpi dei sei ragazzi italiani. La decisione è arrivata dopo che la procuratrice Pilloud non ha disposto le autopsie prima del rimpatrio delle salme. La prossima settimana si terranno le autopsie sui corpi di Chiara Costanzo e Achille Barosi, 16enni di Milano.

L’autopsia è stata disposta anche per il coetaneo Riccardo Minghetti e potrebbe tenersi già nei prossimi giorni l’esame sul corpo del 17enne genovese Emanuele Galeppini. Anche le procure di Bruxelles e Parigi hanno aperto indagini autonome per la morte di cittadini belgi e francesi. Le famiglie chiedono risposte. “Vogliono sapere perché questa tragedia, che non sarebbe mai dovuta accadere, è potuta avvenire qui in Svizzera, nonostante tutte le misure legali, legislative e di sorveglianza in atto”, ha sottolineato l’avvocato Romain Jordan. Mentre la giustizia svizzera prosegue le indagini, il dolore di un’intera nazione si mescola alla rabbia per una strage che forse si poteva evitare.