Politica

Qatar rilancia: le controrichieste di Doha all’Arabia Saudita

Nella crisi del Golfo, a sorpresa, Doha rilancia. E dopo aver definito “irrealistiche” le richieste dei Paesi del Golfo per il ripristino dei rapporti diplomatici, il Qatar mette nero su bianco a sua volta una serie di condizioni indirizzate ad Arabia Saudita e ai suoi alleati: se vogliono che le loro richieste vengano esaudite, debbono accettare controrichieste da parte di Doha. Le risposte del Qatar al diktat di Arabia saudita, Emirati Arabi Uniti, Bahrein e Egitto sono state consegnate ieri e oggi molti media arabi pubblicano una bozza della lettera di risposta inviata da Doha attraverso il Kuwait. Dove ad esempio per chiudere la tv Al Jazeera viene chiesta l’interruzione dei programmi di Al Arabiya, con sede centrale ad Abu Dhabi. Ma ecco punto per punto la risposta del Qatar che sarebbe composta da 10 paragrafi.

RELAZIONI CON L’IRAN Stando alla bozza il Qatar si dice di sposto a ridurre le relazioni diplomatiche con l’Iran “ma solo se tutti gli altri Paesi del Golfo faranno lo stesso ed espelleranno i cittadini iraniani”. (Gli iraniani residenti nei Paesi del Golfo, sunniti, sono di prassi oppositori del regime di Theran, ndr.) Doha, rilanciando, chiederebbe addirittura la rottura delle relazioni diplomatiche con Teheran comprese quelle economiche a condizione che anche gli altri Paesi, “in particolare gli Emirati Arabi Uniti procedano nella stessa direzione”. L’Uae, secondo il Qatar, è il principale Paese importatore del Golfo di merci iraniane.

BASE TURCA A DOHA Il Qatar si dice “pronto” a procedere alla chiusura della base militare turca sul proprio territorio “a condizione che tutti i Paesi del Golfo chiudano le basi militari straniere sui propri territori”.

FINANZIAMENTI AL TERRORISMO Riguardo l’accusa di finanziare organizzazioni terroristiche, il Qatar afferma di riconoscere solo quelle inserite nella lista delle Nazioni Unite precisando che “la Fratellanza Musulmana non è classificata tra i gruppi terroristici”. Pertanto respinge l’accusa, ribadendo di “non sentirsi vincolato alla lista dei Paesi boicottanti (Arabia Saudita e alleati) sulle organizzazioni terroristiche e di volersi attenere unicamente alle liste dell’Onu”.

RIMPATRIO ASILIATI Inoltre Doha avrebbe detto no anche alla richiesta di “rimpatrio di rifugiati politici o musulmani sunniti” (oppositori in particolare del governo egiziano) residenti sul proprio territorio, come richiesto dai Paesi del Golfo.

CHIUSURA AL JAZEERA Sulla chiusura della sua emittente satellitare di punta, al Jazeera, il Qatar si mostra, secondo la bozza, irremovibile: no alla chiusura di qualsiasi organo media ufficiale o non ufficiale, sempre che gli altri Paesi non procedano a loro volta alla chiusura delle tv satellitari di proprietà saudita come al Arabiya, Sky News araba, al Hadath e MBC e di altre emittenti di proprietà egiziane. Solo in questo caso procederà con la chiusura di Al Jazeera.

RISARCIMENTI Doha non solo declina la richiesta di risarcimento danni avanzata dai Paesi del Golfo, ma esige a sua volta indennizzi per “mancato guadagno a causa delle ridicole accuse” lanciate dai suoi rivali regionali.

CONTROACCUSA DI TENTATO GOLPE Nella bozza il Qatar lancia accusa gli avversari di tentato golpe e afferma di non avere mai fatto “ingerenze negli affari interni dei Paesi del Golfo a differenza” in particolare degli Emirati, contro cui punta il dito per le trame che riguardano anche Kuwait e il Sultanato di Oman, dove Abu Dhabi “prepara in un golpe”.

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