Dal drive in ai franchi tiratori, il glossario voto per il Quirinale

Dal drive in ai franchi tiratori, il glossario voto per il Quirinale
22 gennaio 2022

L`elezione di un nuovo presidente della Repubblica ha le sue regole, i suoi riti e anche le sue parole. Ecco le principali. 

BIS. Il secondo mandato presidenziale è stato ipotizzato alla fine del settennato di molti presidenti (Pertini, Ciampi e oggi Mattarella) ma solo Giorgio Napolitano nel 2013 è stato eletto per la seconda volta, rimanendo in carica per due ulteriori anni.

CAMPANA MAGGIORE MONTECITORIO. I suoi rintocchi accompagnano il tragitto del nuovo presidente dalla sua residenza fino al suo arrivo alla Camera dei Deputati per il discorso di insediamento.

CATAFALCO. Il Covid manda in pensione i tradizionali “catafalchi” in legno che venivano allestiti in aula per il solenne voto del capo dello Stato, saranno sostituite da moderne cabine, dotate di accorgimenti anti-virus come la luce ultravioletta. I grandi elettori dovranno disinfettarsi le mani prima e dopo il voto e sono previsti sistemi di ventilazione e di disinfezione all’interno.

DISCORSO DI INSEDIAMENTO. E` il `debutto` del nuovo capo dello Stato davanti al Parlamento riunito. Appena aperta la seduta a Montecitorio il presidente si alza in piedi e pronuncia la formula del giuramento: “Giuro di essere fedele alla Repubblica e di osservarne lealmente la Costituzione”. In quel momento vengono sparate 21 salve di cannone, la campana di Montecitorio suona e il presidente della Camera cede il suo posto al centro del banco al nuovo presidente della Repubblica. Poi inizia il discorso che è da sempre un manifesto del settennato.

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DRIVE IN. E’ stata la proposta del presidente Fico per far votare i grandi elettori positivi al Covid: un seggio “speciale” allestito all’esterno di Montecitorio, nell’area del parcheggio.
Molte le incognite.

FRANCHI TIRATORI. Sono coloro che nel segreto dell`urna non votano il candidato indicato dal proprio partito o coalizione impedendogli così di arrivare al Quirinale. Le vittime più illustri dei franchi tiratori sono state: il ministro degli Esteri Carlo Sforza nel 1948, Cesare Merzagora nel 1955, Amintore Fanfani nel 1971, Arnaldo Forlani nel 1992 e Franco Marini e Romano Prodi nel 2013.

GRANDI ELETTORI. Convocati alla Camera per la prima votazione lunedì 24 gennaio, compongono il collegio elettorale che eleggerà il nuovo presidente della Repubblica. Per l`ultima volta saranno 1009: 630 deputati, 321 senatori e 58 delegati regionali (3 per ogni consiglio regionale con l`eccezione della Valle d`Aosta che ne esprime solo 1). Dalla prossima legislatura, come effetto della riforma costituzionale che ha “tagliato” i parlamentari, ci saranno 230 seputati e 115 senatori in meno.

INSALATIERA. E` l`urna in cui vengono depositate le schede dai grandi elettori dopo il voto. E’ realizzata in vimini, con decori dorati e rivestita, nella parte interna, da raso color verde.

KINGMAKER. Il regista, solitamente il segretario o il capocorrente del partito di maggioranza relativa in Parlamento, capace di identificare il candidato Presidente che raccoglie una maggioranza (relativa o assoluta) di consensi tra i grandi elettori. Lo sono stati Ciriaco De Mita per l`elezione di Francesco Cossiga, Walter Veltroni e Massimo D`Alema per l`elezione di Carlo Azeglio Ciampi e Matteo Renzi per l`elezione di Sergio Mattarella.

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QUORUM. Nei primi tre scrutini per l`elezione del Presidente è richiesta la maggioranza qualificata dei due terzi dei grandi elettori, pari a 673 voti, mentre dal quarto scrutinio in poi è necessaria la maggioranza semplice (la metà più uno), cioè 505 voti.

TEORIA DELLA FISARMONICA. Elaborata da Giuliano Amato, si riferisce ai poteri del presidente della Repubblica che, come lo strumento musicale, si estendono al massimo quando egli è forte e il sistema politico-partitico debole mentre si contraggono quando la presidenza è debole e il sistema politico-partitico forte.

VOTO AI TEMPI DEL COVID. Com’era prevedibile, il Covid è uno dei grandi protagonisti nell’elezione del 13esimo capo dello Stato.
Tamponi obbligatori, voto “protetto” per i grandi elettori positivi, ma anche per quelli che nell’aula di Montecitorio sfilano per riporre nell’urna la loro scelta. E, allora, ecco debuttare le “fasce”: si vota 50 per volta. Poi, sanificazioni, tamponi, green pass… tutto ciò con cui ci siamo abituati a convivere in questi anni di pandemia.

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