Leonardo Maria Del Vecchio ha avviato la due diligence sulla Società Editoriale Il Fatto (Seif) per preparare un’Opa volontaria totalitaria da 7,15 milioni di euro, con l’obiettivo di ritirare la società dalla Borsa. Il progetto di Lmdv Media, società di investimento editoriale riconducibile a Lmdv Capital, si scontra però con il rifiuto preventivo dei soci fondatori, titolari della maggioranza del capitale, che hanno escluso di voler vendere le proprie partecipazioni.

L’eventuale offerta prevede un prezzo di 0,286 euro per azione, pari a un controvalore complessivo di 7.152.860 euro. Il corrispettivo incorpora un premio di circa il 30% rispetto al prezzo ufficiale del 23 ottobre 2026 e del 16,85% rispetto alla media delle quotazioni dei sei mesi precedenti. In Borsa il titolo Seif ha registrato un rialzo teorico del 22,73%, senza riuscire a fare prezzo.
Le condizioni dell’offerta
Il consiglio di amministrazione di Lmdv Media ha autorizzato l’esame delle informazioni relative a Seif per verificare i presupposti dell’operazione. La due diligence è una fase preliminare che consente al potenziale acquirente di analizzare la situazione economica, patrimoniale e societaria dell’impresa prima di procedere con un’offerta.
L’iniziativa non equivale ancora al lancio formale dell’Opa. Lmdv Media dovrà completare le verifiche e valutare i passaggi necessari per arrivare alla proposta definitiva. L’obiettivo dichiarato è acquisire l’intero capitale e ottenere il delisting, cioè l’uscita di Seif dal mercato azionario.
Il progetto industriale punta a integrare nel gruppo le competenze sviluppate dalla società editrice del Fatto, soprattutto nell’innovazione digitale, nei prodotti editoriali e nei contenuti multimediali. Lmdv Media indica inoltre come obiettivi la crescita e il rafforzamento di Seif, con il mantenimento della sua attuale linea editoriale.
Il no dei soci fondatori
La principale incognita riguarda la posizione di chi controlla la società. Antonio Padellaro, Cinzia Monteverdi, Francesco Aliberti, Peter Gomez, Marco Travaglio, Marco Lillo e Luca d’Aprile hanno comunicato a Seif di non essere interessati a cedere le proprie quote e di non voler aderire a un’eventuale offerta promossa da Lmdv Media al termine della due diligence.
La loro partecipazione rappresenta la maggioranza del capitale sociale. Il rifiuto costituisce quindi un ostacolo decisivo per le ambizioni di Del Vecchio, anche se non equivale a una decisione formale sull’eventuale Opa, che deve ancora essere definita.
Il consiglio di amministrazione di Seif esaminerà nei prossimi giorni il comunicato di Lmdv Media e la comunicazione dei soci fondatori. La valutazione del progetto dovrà tenere conto sia delle condizioni economiche proposte sia della posizione della maggioranza azionaria.
La promessa di mantenere l’identità
Del Vecchio ha accompagnato l’iniziativa con una dichiarazione volta a rassicurare giornalisti e proprietà sulla continuità del quotidiano. Il presidente di Lmdv Capital ha riconosciuto il valore dell’identità costruita dal giornale in diciassette anni di attività, sottolineando il ruolo del giornalismo d’inchiesta e dell’indipendenza editoriale.
“Il Fatto ha scritto molto di noi, anche in modo critico. È esattamente il giornalismo che vogliamo proteggere”, ha dichiarato Del Vecchio. Il finanziere ha aggiunto che il gruppo non chiede al giornale di modificare le proprie posizioni, ma vuole presentare ai soci un progetto industriale per garantirne la continuità.
Lmdv Media ha precisato che l’operazione prevede la conferma di Marco Travaglio alla direzione e la tutela dell’autonomia della redazione, della linea editoriale e del formato del quotidiano. La società ha inoltre riconosciuto il lavoro svolto dal management e dai giornalisti.
Del Vecchio si è detto disponibile a incontrare i fondatori, il direttore e il comitato di redazione. La disponibilità al confronto, tuttavia, non ha finora modificato la posizione dei soci, che hanno già escluso la cessione delle loro partecipazioni.
La strategia editoriale di Del Vecchio
L’interesse per Seif si inserisce nel progetto con cui Del Vecchio sta costruendo una presenza crescente nell’editoria italiana. Attraverso Lmdv Capital, il finanziere ha acquisito una partecipazione del 30% nel Giornale e l’80% di Editoriale Nazionale, il gruppo che controlla Il Giorno, La Nazione, Il Resto del Carlino e QN Quotidiano Nazionale.
Il tentativo di acquisire Gedi, avviato nel dicembre precedente, non si è concluso con un accordo. Il gruppo editoriale è stato successivamente ceduto attraverso operazioni separate: la Repubblica al gruppo greco Antenna, riconducibile alla famiglia Kyriakou, e La Stampa al Gruppo Sae dell’imprenditore Alberto Leonardis.
L’eventuale ingresso nel capitale di Seif amplierebbe ulteriormente il perimetro editoriale di Del Vecchio, aggiungendo al portafoglio una testata con una riconoscibile identità politica e giornalistica e una forte vocazione all’inchiesta. Il mantenimento dell’indipendenza dichiarato da Lmdv Media rappresenta uno degli elementi centrali della proposta, in un’operazione che resta però condizionata dalla posizione della proprietà.
Il prossimo passaggio societario
La due diligence dovrà chiarire se e a quali condizioni Lmdv Media intenda procedere con l’Opa. Al momento, il prezzo indicato e il valore complessivo dell’operazione delineano i termini economici preliminari, mentre il no dei fondatori segnala che la trattativa non può essere considerata acquisita.
La partita si sposta quindi sul confronto tra l’investitore e gli azionisti di maggioranza. Da una parte c’è la proposta di integrare Seif in un gruppo editoriale più ampio, garantendo formalmente continuità alla direzione e alla redazione; dall’altra, la scelta dei fondatori di non vendere le proprie quote. Il consiglio di amministrazione dovrà ora esaminare le comunicazioni ricevute mentre Lmdv Media prosegue le verifiche preliminari sull’operazione.

