Politica

Diplomazie al lavoro, obiettivo governo unitario in Libia. Gb: intesa “possibile”

La diplomazia internazionale al lavoro con l’obbiettivo di arrivare alla formazione di un governo unitario dopo quasi sei anni di caos che ha lacerato il Paese Nordafricano dalla caduta del regime del defunto colonnello Muammar Gheddafi. Segnali in questa direzioni sono arrivati oggi da ben cinque Paesi: dall’Italia alla Gran Bretagna per bocca dei loro ministri degli Esteri, ma anche da Paesi confinanti con la Libia come Tunisia e Algeri e soprattutto da Mosca dove è arrivato il rappresentante speciale del Segretario generale delle Nazioni Unite per la Libia, Martin Kobler. Stamane, il vice ministro degli Esteri russo Mikhail Bogdanov dopo l’incontro con Kobler ha parlato di “un franco scambio di opinioni sulla situazione attuale in Libia” e della “discussione di vari aspetti dell’attuazione dell’accordo politico” in base ai parametri firmati “con il concorso attivo delle Nazioni Unite nella città marocchina di Skhirat 17 Dicembre 2015”, come si legge sul sito del Ministero degli Esteri russo prima di precisare che “la parte russa ha confermato la necessità di portare avanti il lavoro sulla formazione di un governo unitario in Libia si legge ancora. Nel frattempo, la portavoce del ministro degli Esteri russo Sergey Lavrov, Maria Zakharova (foto) ha annunciato che il primo ministro libico Fayez al Sarraj si recherà in visita a Mosca questo mese.

DIALOGO ITALIA-RUSSI Secondo Zakharova Mosca sta conducendo un lavoro sistematico con i due centri di potere in Libia: Tobruk e Tripoli, cercando di risolvere il conflitto. Zakharova ha poi sottolineato la necessità di stabilire un dialogo tra le parti, discusso negli incontri con il comandante delle forze armate della Libia, il generale Khalifa Belqasim Haftar, che ha visitato la capitale russa alla fine di novembre, e una delegazione da Tobruk di libici a dicembre. Sul futuro del Paese Nordafricano ha parlato oggi con Lavrov, il capo della diplomazia italiana Angelino Alfano: “Sulla Libia è partito il dialogo tra Italia e Russia”, ha detto il titolare della Farnesina aggiungendo ci aver “registrato la volontà di cooperare. Tutti si rendono conto che la Libia, per noi sul versante dell’immigrazione e per altri sulla sicurezza, ha un connotato strategico che non può essere sottovalutato”. “Questo non vuol dire che noi siamo leader di un nuovo processo, ma che la diplomazia riconosce l’esigenza di rivolgere alla questione un’ attenzione molto più ampia rispetto all’accordo italo-libico”, ha spiegato Alfano al quotidiano La Stampa. “Ciascuno – ha quindi sottolineato – deve fare il proprio dovere, per creare sinergie, senza troppo badare ai formati liturgici: così si va nella direzione della pace. Per stabilizzare la Libia serve anche l’impegno americano”.

GB CI CREDE Di intesa “possibile” in Libia ha parlato anche il ministro degli Esteri britannico Boris Johnson durante una riunione con i suoi colleghi Ue a Bruxelles: “Ho fiducia sulla possibilità di sviluppare l’accordo politico (Skhirat, ndr) che era stato raggiunto in precedenza in Libia”, ha detto il ministro britannico per il quale “occorre istituire un partenariato tra l’est e l’ovest della Libia, basato su quell’accordo”. Segnali su una “mediazione” per una possibile transizione politica in Libia sono arrivati nel corso della giornata di ieri anche da due Paesi che hanno frontiere comuni con la Libia. In un intervista rilasciata all’agenzia stampa turca, il leader del movimento islamico tunisino Rachid el Ghannouchi, ha parlato di “possibilità di raggiungere un compromesso” in Libia per “stanchezza degli antagonisti”. El Ghannouchi, tuttavia ha escluso “un ruolo diplomatico” diretto del suo movimento confermando però che “ci sono sforzi per aiutare” il governo di Tunisi sulla questione libica. Oggi, l’agenzia di stampa ufficiale algerina ha riferito che “nel quadro di una mediazione delle autorità algerine per una soluzione politica della crisi in Libia, una delegazione militare del governo d’Accordo nazionale libico riconosciuto dall’Onu è arrivata ieri ad Algeri”.

6 ANNI DI CRISI “L’incontro avviene nel quadro degli sforzi che mirano a consolidare un generale dialogo libico al fine di trovare una soluzione politica di compromesso e per la riconciliazione nazionale”, si legge in un comunicato del ministero algerino per gli Affari Maghrebini e dell’Unione Africana. “Nelle ultime settimane hanno visitato l’Algeria numerose personalità libiche, tra i quali il presidente del Consiglio presidenziale Faez al Sarraj ed il generale Khalifa Haftar”, comandante delle forze libiche che fanno capo al governo di Tobruk rivale a quello dell’Accordo nazionale. La crisi libica si protrae dal 2011: da allora si sono formati tre centri di potere con due parlamenti: l’Assemblea eletta dei deputati di Tobruk (a est); il Congresso generale nazionale a Tripoli (a ovest), nato da una alleanza di milizie islamsite; ed infine il governo d’Accordo nazionale guidato da Fayez al-Sarraj, che grazie al sostegno dell’Onu, ha iniziato la sua attività il 31 marzo 2016 senza tuttavia ottenere la fiducia del parlamento di Tobruk.

 

Segui ilfogliettone.it su facebook
© RIPRODUZIONE RISERVATA
Se avete correzioni, suggerimenti o commenti scrivete a redazione@ilfogliettone.it
Condividi
Pubblicato da