Cronaca

Esplosione in metro a San Pietroburgo, almeno dieci morti. Putin guida i soccorsi. Attivisti siriani esultano sui social

Sono almeno dieci i morti in seguito alla doppia deflagrazione alla sotterranea di San Pietroburgo. L’esplosione è avvenuta in un vagone della metro di San Pietroburgo, tra Sennaja Ploshad e Tchnologicheskij institut. I feriti sarebbero “decine” secondo quanto rende noto Ria Novosti. L’ordigno esplosivo alla metro di San Pietroburgo conteneva schegge, lo ha detto la televisione Rossia 24. Secondo varie fonti, ci sono state più di una esplosione. Il presidente russo Vladimir Putin ha preso immediatamente il timone dei soccorsi e ha annunciato che le autorità russe faranno il possibile per i feriti.

Il leader del Cremlino si trovava nella Capitale degli zar per una conferenza sui media russi. Aveva appena finito di parlare di Internet e della necessità di lasciarlo “libero”, pur vietando la circolazione di immagini pornografiche o incitamenti al suicidio, quando proprio sui social sono iniziate a circolare le prime fotografie dalla scena della deflagrazione. Putin è stato immediatamente informato, secondo il suo portavoce Dmitri Peskov, e ha chiamato i servizi di sicurezza interni Fsb. Successivamente il comitato anti terrorismo ha evacuato la metropolitana di San Pietroburgo, che è considerata anche una meta turistica per alcune stazioni considerate tra le più belle al mondo. “Voglio esprimere il mio più sincero rammarico ai parenti delle vittime. Ho già parlato con i capi dei servizi. Con il direttore del FSB. I corpi di polizia e servizi speciali sono al lavoro, faranno di tutto al fine di individuare le cause dell’incidente, per dare una valutazione completa di quello che è successo”, ha detto Putin mentre concludeva un incontro con il presidente bielorusso Alexander Lukashenko. In base ai primi dati almeno dieci persone sono state uccise e 30 i feriti, per lo più per le schegge contenute dagli ordigni artigianiali. Alcune delle vittime devono essere rimosse dal luogo dell’esplosione con l’ausilio di attrezzature speciali.

Gioia e esultanza sui social media arabi tra gli attivisti dell’opposizione siriana per la duplice esplosione avvenuta oggi ad una stazione del metro San Pietroburgo. “Chiunque sia dietro questa esplosione, tutti dobbiamo gioire perché la Russia sta bevendo ora dallo stesso calice di veleno che la nostra gente in Siria beve da due anni”, twitta un attivista siriana sul proprio account @alSai’h (“Il Turista”). Sulla stessa linea anche Khalid, che cinguetta così: “La Russia ha aggredito gli arabi e chi ci aggredisce deve pagare: questa è la legge della Shariya”. Si contano a decine i messaggi di esultanza postati subito dopo le esplosioni, come quello postato sull’account @alKabad: “Putin sarà pure un vincente, ma sappia che il terrorismo è più forte di lui”. Un’altro internauta invita i russi a ribellarsi al presidente Vladimir Putin che proprio oggi si trova nella città colpita: “Dopo queste esplosioni i saggi della Russia devono manifestare contro Putin per fermare i suoi raid aerei in Siria che stanno portando la Russia nell’inferno”, scrive al Sail. AdinbOss, un’altro attivista siriano che condanna la violenza scrive invece “E’ verso che noi condanniamo l’uccisione di civili ovunque questo avvenga, ma quello che vivono i siriani ogni minuto a causa dei bombardamenti di voi russi è troppo: e ora siete stati colpiti come colpite voi”.Di contro una fonte del ministero degli Esteri siriano citato dall’agenzia di stampa ufficiale Sana ha definito gli attacchi “un atto terroristico codardo”.

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