Draghi al G7: politiche espansive e attenzione a coesione sociale

12 giugno 2021

In una fase ancora iniziale di ripresa ci sono “ottimi motivi per avere una politica di bilancio espansiva”, evitando di ripetere l’errore fatto in passato, quando “ci siamo dimenticati della coesione sociale”. È questo il messaggio lanciato ai leader del G7 riuniti a Carbis Bay da Mario Draghi, che ha guidato i lavori della prima sessione dedicata alla ripresa economica. Il presidente del Consiglio, arrivato ieri mattina in Cornovaglia, ha avuto una conversazione con il presidente francese Emmanuel Macron e un incontro bilaterale con il primo ministro inglese Boris Johnson, con il quale ha parlato, tra le altre cose, di Libia, di sicurezza sanitaria e degli obiettivi delle presidenze del G7 e del G20, oltre che della partnership sulla Cop26. Lo stesso Johnson, poi, lo ha introdotto nella prima sessione dei lavori, con una battuta: “Mario, hai salvato l’euro nel mezzo di una crisi con una frase ora dacci la tua prospettiva”.

E la prospettiva messa sul tavolo da Draghi è quella di continuare a sostenere l’economia. In questo momento, per il premier, occorre “rafforzare la crescita e proteggere i lavoratori durante le transizioni che sta attraversando l’economia”. Anche perché “la crescita è oggi il modo migliore per assicurare la sostenibilità dei conti pubblici”. Questo, ha precisato, non vuol dire spendere in modo non oculato. E’ comunque necessario mantenere “un quadro di politica di bilancio prudente” nel lungo periodo, per “rassicurare gli investitori ed evitare politiche restrittive da parte delle banche centrali”. Ma non è questo il momento per tirare il freno. Anzi, c’è il “dovere morale” di agire diversamente rispetto al passato, anche recente, concentrandosi sulle politiche attive del lavoro per aiutare i più deboli, soprattutto le donne e i giovani.

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Sulla “ricetta economica” di Draghi c’è stato un generale consenso da parte degli altri leader. La cancelliera tedesca Angela Merkel, secondo quanto si apprende, ha parlato del “completo cambiamento culturale” avvenuto in Germania, e della necessità di investire in digitalizzazione e per combattere il cambiamento climatico. Condivisione anche dal primo ministro britannico Boris Johnson. “Voglio investire, voglio far partire i progetti”, ha assicurato, dicendosi d’accordo con Draghi sull’importanza di rassicurare i mercati della volontà comune di mantenere il debito sotto controllo. Anche dal presidente americano Joe Biden, in questa prima giornata di lavori, è arrivato un deciso invito a sostenere la crescita, anche con una rinnovata collaborazione tra i 7 grandi.

“Più riusciamo a fare insieme, meglio è”, ha detto, invitando il G7 a “cogliere l’attimo” per “costruire un’economia globale più equa e inclusiva”. Proprio con Biden, oggi pomeriggio, Draghi avrà il primo confronto faccia a faccia. Tra i due c’è un rapporto di stima, cementato dal riaffermato atlantismo di Roma, dopo gli “sbandamenti” degli ultimi anni in direzione di Mosca e Pechino. Insieme ai dossier su vaccini, Libia, Afghanistan, proprio i rapporti con Russia e Cina saranno due dei temi più rilevanti al centro del colloquio. E chissà che effetto ha fatto alla Casa Bianca la notizia dell’incontro di Beppe Grillo (ma non più di Giuseppe Conte) con l’ambasciatore di Pechino in Italia proprio in concomitanza con il Summit. askanews

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