Politica

Draghi ha lasciato Israele: “L’Italia lavora per pace”

Mario Draghi ha lasciato il Medio Oriente ed è rientrato a Roma, con lo sguardo già rivolto a Kiev, dove andrà domani insieme al presidente francese Emmanuel Macron, al cancelliere tedesco Olaf Scholz e al primo ministro della Romania Nicolae Ciuca. Il tema della pace, in Ucraina ma anche in Medio Oriente, è stato il principale di quelli al centro dei colloqui di questi due giorni in Israele e Palestina. “L`Italia sostiene e continuerà a sostenere in maniera convinta l`Ucraina, il suo desiderio di far parte dell`Unione Europea”, ha detto Draghi, al termine dell’incontro con il primo ministro Naftali Bennett, che ha ringraziato “per il suo sforzo di mediazione” nella crisi.

L’esecutivo israeliano, infatti, può avere un ruolo rilevante nella mediazione con Mosca, grazie a una linea che, pur di condanna per l’invasione, è stata sin qui meno netta nei confronti della Russia. Draghi ha ribadito che il governo italiano continua a lavorare perché “si giunga quanto prima a un cessate il fuoco e a negoziati di pace, nei termini che l`Ucraina riterrà accettabili”.

Con Bennett Draghi ha affrontato anche la questione dell’emergenza alimentare, che può diventare una “catastrofe” se non verranno aperti in “pochissimo tempo” dei “corridoi sicuri per il trasporto del grano”. Altro tema prioritario sul tavolo è stato quello dell’energia. L’obiettivo è sempre quello di ridurre la dipendenza strategica dalla Russia, anche accelerando sulla transizione energetica e in questo Israele è un partner importante. Israele e Italia lavorano “insieme nell`utilizzo delle risorse di gas del Mediterraneo orientale e per lo sviluppo di energia rinnovabile”, ha assicurato Draghi, trovando il pieno accordo del primo ministro, secondo cui “Israele potrà aiutare l’Europa e l’Italia producendo gas naturale e queste sono ottime notizie per il mondo”. Peraltro, il governo israeliano è interessato a sviluppare ulteriormente gli investimenti comuni, in particolare sul fronte dell’esplorazione del gas. Al centro del colloquio con Bennett, oltre alle relazioni bilaterali, anche la pace in Medio Oriente. Con il primo ministro israeliano, Draghi ha esaminato la possibilità di un “rilancio del processo di pace” con la Palestina, sottolineando la necessità di portare avanti il dialogo.

Una convinzione ribadita, nel pomeriggio di ieri a Ramallah, nell’incontro con il primo ministro palestinese Mohammad Shtayyeh. A margine del colloquio sono state firmati sei accordi di cooperazione, per un valore complessivo di 17 milioni di euro. Draghi ha garantito il “fermo impegno dell’Italia nel processo di pace tra Palestina e Israele. Come ho detto al primo ministro Bennett durante il nostro incontro, il dialogo deve continuare per ripristinare la fiducia. Dobbiamo continuare a lavorare per ridurre le tensioni, a tutti i livelli. E dobbiamo restare uniti nel condannare la violenza e difendere i diritti umani, civili e religiosi”. Un messaggio ai due popoli, ma che ha una valenza più generale, per tutti i conflitti, a partire da quello ucraino. Il “silenzio” dello Yad Vashem, il Memoriale dell’Olocausto, visitato questa mattina, deve “esserci di aiuto per affrontare la violenza dei nostri tempi”.

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