Dubai, drone colpisce consolato americano. Rubio: “Tutto il personale è salvo”
Scoppiato un incendio poi domato: nessuna rivendicazione ufficiale, tensione massima nel Golfo.
Marco Rubio
In serata, a Dubai, un drone ha colpito il parcheggio adiacente al consolato degli Stati Uniti. Lo ha confermato il segretario di Stato Marco Rubio, escludendo vittime tra il personale diplomatico. L’incendio, sviluppatosi nell’area del complesso, è stato domato in tempi rapidi dalle squadre di emergenza emiratine. Nessun gruppo ha rivendicato l’attacco. Le autorità degli Emirati Arabi Uniti parlano di situazione sotto controllo; la tensione nella regione del Golfo resta, tuttavia, ai massimi da settimane.
Rubio conferma: “Tutto il personale è salvo”
La notizia è stata diffusa dalla Cnn, che ha citato fonti governative locali, e confermata poco dopo dallo stesso capo della diplomazia americana. “Purtroppo, un drone ha colpito un parcheggio adiacente all’edificio della cancelleria, provocando un incendio”, ha dichiarato Rubio. “Tutto il personale è sano e salvo.” Il Dubai Media Office ha poi pubblicato una nota ufficiale su X, precisando che “un incendio derivante da un incidente legato a un drone nei pressi del consolato Usa è stato completamente contenuto” e che “non sono stati segnalati feriti”. Le squadre di emergenza sono intervenute immediatamente.
La Cnn ha verificato e geolocalizzato diversi video circolati sui social network nelle ore successive all’impatto. Le immagini mostrano una densa colonna di fumo levarsi sopra l’edificio consolare, visibile a distanza considerevole. Le riprese hanno iniziato a diffondersi poche ore dopo le nuove ondate di attacchi e rappresaglie che coinvolgono la regione del Golfo.
Origine del drone: nessuna certezza ufficiale
Al momento non esiste alcuna rivendicazione. Una fonte regionale citata dalla Cnn ha ipotizzato una matrice iraniana, ma non ci sono conferme definitive sull’origine del velivolo. L’attacco si inserisce in un contesto di escalation militare e diplomatica tra Washington e Teheran, con Tel Aviv parte attiva nelle operazioni in corso.
Rubio ha fornito un dato significativo sul fronte della sicurezza dei civili: circa novemila cittadini americani hanno lasciato il Medio Oriente dall’inizio degli attacchi condotti dagli Stati Uniti e da Israele contro obiettivi iraniani. La cifra testimonia la portata dell’allerta e la concretezza del rischio percepito dalle autorità federali per i propri connazionali nella regione.
Nella stessa serata di oggi, un aereo partito da Abu Dhabi è atterrato in Italia riportando a casa duecento studenti che si trovavano a Dubai. L’operazione di rimpatrio si è svolta in parallelo con le fasi più acute dell’emergenza, a conferma che le misure di allerta negli Emirati erano già operative ben prima dell’attacco al consolato.
