Epifania, boom di viaggi: 5,3 milioni di italiani in partenza. Oltre un milione vola all’estero
Un fiume di viaggiatori è pronto a invadere stazioni, aeroporti e autostrade per il ponte dell’Epifania. Secondo le previsioni di Confcommercio, tra il 4 e il 7 gennaio saranno 5,3 milioni gli italiani in movimento. Di questi, un milione sceglierà una meta estera. Per la maggioranza, però, la destinazione sarà nazionale. Il dato fotografa una voglia di fuga rimasta intatta dopo le festività natalizie, con un’economia del turismo che continua a trainare.
La fotografia scattata dall’associazione di via dell’Astrazione è nitida. Oltre l’80% dei vacanzieri resterà entro i confini italiani. E tra chi resta, più di tre su quattro hanno già organizzato tutto nei dettagli. Il viaggio tipo? Viene fatto in coppia (per oltre il 50% dei casi), con una durata leggermente superiore a quella del Natale: si prevedono soggiorni di tre o quattro notti. Gli alloggi preferiti sono l’albergo e la seconda casa, senza dimenticare l’ospitalità gratuita di amici e parenti.
Dove vanno gli italiani: città d’arte e montagna
La scelta della destinazione si divide principalmente tra cultura e natura. Il 21% dei viaggiatori punterà infatti alla scoperta (o riscoperta) di una città d’arte. Un altro 16% cercherà invece relax e aria buona in montagna. È qui che, tra piste da sci e camminate nella neve, si giocherà una fetta importante del fatturato del periodo. La meta regina per la vacanza sulla neve resta il Trentino-Alto Adige, confermando il suo appeal incontrastato. Sul podio salgono però anche la Toscana, sorpresa geografica ma con il suo appennino attrezzato, e la Sicilia, che richiama per il suo clima mite e gli scenari dell’Etna.
La spesa media che ogni viaggiatore sosterrà – tra trasporto, alloggio, ristorazione e svago – si attesterà intorno ai 360 euro. Una cifra sostanziosa, che moltiplicata per milioni di persone genera un volume d’affari rilevante per il sistema Paese. Un segnale positivo per albergatori, ristoratori e operatori del settore, che dopo le battute d’arresto degli ultimi anni guardano a questo ponte con fiducia.
La spesa media e il ritorno delle vacanze “tradizionali”
Il quadro complessivo disegnato dalle stime suggerisce un ritorno a modelli di vacanza più strutturati e tradizionali rispetto all’improvvisazione post-pandemica. La pianificazione anticipata, la chiara divisione delle destinazioni e la durata di qualche giorno indicano una ritrovata normalità nelle abitudini dei cittadini. L’Epifania si conferma così non solo una festa religiosa, ma un solido ponte turistico, capace di movimentare l’economia in un periodo tradizionalmente “morto”.
Il flusso verso l’estero, seppur consistente, non intacca la preferenza per il Belpaese. L’Italia resta la prima scelta, con le sue mille offerte che spaziano dalle capitali della cultura alle località sciistiche, dai borghi ai soggiorni enogastronomici. Una prova, per gli operatori, che la valorizzazione del patrimonio nazionale paga. E che il ponte della Befana, ormai, è una vera e propria mini-stagione turistica da cui non si può più prescindere.
