Esclusa Altaforte dal Salone del libro: “Andremo per vie legali”. Kermesse al via con polemiche

9 maggio 2019

La casa editrice Altaforte non c’e’. Il suo stand è stato completamente smantellato al Salone del Libro . Vicino allo stand del ministero della Difesa e’ rimasta soltanto la sagoma dello stand della casa editrice vicina a Casa Pound al centro delle polemiche. Ma domina ugualmente l’apertura del Salone del libro di Torino con le polemiche che continuano a infuriare e che sono state alimentate anche dalle parole del ministro dell’Interno, Matteo Salvini: “Siamo nel 2019 – ha detto il capo della Lega – e alla censura dei libri in base alle idee: non ha mai portato fortuna in passato il rogo dei libri. Alle idee si risponde, alla faccia dei democratici che decidono chi puo’ andare al Salone e chi invece dev’essere escluso. Alle idee si ribatte con altre idee e se non si hanno idee, con urla, fischi e canti ‘Bella ciao'”.

Fuori dal Salone, il patron di Altaforte, Francesco Polacchi, ha esplicitamente collegato la sua esclusione al libro “Io sono Matteo Salvini” della giornalista Chiara Giannini, da lui appena pubblicato: “La pietra dello scandalo – ha affermato Polacchi – e’ il libro su Salvini, c’e’ un attacco al ministro dell’Interno che io comunque non voglio tirare per il bavero. Ci e’ stato revocato lo stand regolarmente acquistato, un fatto inaccettabile e per questo adiremo a vie legali”. L’editore ha annunciato che il libro di Giannini sara’ comunque presentato a Torino, sabato: non si conosce ancora dove. La 32esima edizione della kermesse ha preso il via con la presenza di Halina Birembaum, una delle ultime sopravvissute ad Auschwitz, intenzionata a disertare l’evento se fosse stata presente Altaforte. “Grazie per la decisione coraggiosa presa, che mi ha dato la possibilita’ di essere qui”, ha detto. Al suo fianco il ministro della Cultura Alberto Bonisoli, la sindaca di Torino Chiara Appendino, il presidente della Regione Piemonte Sergio Chiamparino e il direttore del Salone Nicola Lagioia.

Accolta con una standing ovation nella Sala Oro dell’Oval del Lingotto, Birenbaum ha sottolineato: “Sono riuscita a sopravvivere e vedere un mondo diverso, non sarei qui se non avesse perso l’idea fascista, nazista del nuovo ordine in Europa”. Bonisoli si e’ schierato a favore della decisione di escludere l’editore di estrema destra: “Mi fido della citta’ di Torino. Se questa e’ la scelta sara’ stata la cosa giusta”. Il ministro ha assicurato anche di condividere “al 100 per cento la scelta di Appendino e Chiamparino di denunciare in Procura chi ha fatto apologia di fascismo”. Il caso Altaforte, ha commentato Lagioia, “non vuol dire che il Salone non accolga tutti e tutte le opinioni. C’e’ un limite che e’ quello dell’apologia di fascismo e dell’odio etnico e razziale che si devono mettere fuori”. Bandire Altaforte, ha spiegato Appendino, “non e’ una rivalsa nei confronti di Salvini, e’ una scelta a protezione e tutela del Salone del Libro di Torino e del nostro Paese”, mentre Chiamparino ha parlato di “scelta politica ed etica, che difenderemo in tutte le sedi”.

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