FI vola al 9%: Tajani ringrazia il caos Vannacci e il crollo di Azione

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Antonio Tajani

Roberto Vannacci ha lasciato la Lega, di cui era vicesegretario e europarlamentare, per fondare Futuro Nazionale, nuovo soggetto politico che rischia di rappresentare il primo vero scossone allo scenario italiano da anni. Il clamore è immediato. I primi sondaggi attribuiscono al generale un potenziale 4,2% che non intacca solo il Carroccio, ma colpisce soprattutto Fratelli d’Italia. Il quadro politico, stabile con FdI intorno al 30%, potrebbe entrare in una fase di turbolenza.

La Supermedia dei sondaggi di questa settimana conferma stabilità quasi assoluta. Fratelli d’Italia resta prima forza politica con un consenso appena sotto il 30%, il Partito Democratico segue a circa otto punti. Le variazioni rispetto a due settimane fa sono minime per quasi tutti i partiti. L’unico segnale degno di nota arriva da Forza Italia: +0,3%, ormai prossima al 9% e con un vantaggio sulla Lega (attorno all’8%) che non si vedeva da tre mesi.

Contemporaneamente Azione di Carlo Calenda segna il passo: per la seconda settimana consecutiva sotto il 3%, attuale soglia di sbarramento per i partiti non coalizzati. Molti osservatori leggono nel calo l’effetto di un percepito riavvicinamento tra Forza Italia e l’area centrista di Calenda. Dopo le Europee 2024 Azione non ha mai stabilmente superato il 3,5%. Se la scissione di Vannacci spingesse la maggioranza a innalzare la soglia al 4%, come ipotizzano alcuni, il progetto terzopolista di Calenda subirebbe un colpo durissimo.

La vera provenienza dei voti di Vannacci

Gli effetti più diretti della nascita di Futuro Nazionale riguardano il centrodestra. Tutti puntano sulla Lega come principale serbatoio di voti. La realtà, secondo un sondaggio Youtrend realizzato nei giorni immediatamente precedenti all’annuncio, appare diversa e più articolata.

In uno scenario che includeva una “Lista Vannacci”, il generale raccoglie il 4,2% delle intenzioni di voto. Sorprende la distribuzione delle perdite: Fratelli d’Italia cede l’1,1% in termini assoluti, più della Lega che perde lo 0,9%. Ancora più rilevante: meno della metà dei consensi di Futuro Nazionale proviene dai partiti dell’attuale maggioranza di centrodestra.

Quasi il 40% arriva invece da “altri partiti”, cioè da formazioni minori di destra sovranista che nei sondaggi raramente superano l’1% (Popolo della Famiglia, Democrazia Sovrana e Popolare e analoghe). Inoltre il 13,5% dei voti per Vannacci giunge da elettori che senza questa lista si dichiarerebbero indecisi o astenuti. Non si tratta quindi solo di travaso interno alla coalizione, ma di capacità di mobilitare quote finora inattive o disperse.

Profilo dell’elettore tipo: uomo, over 50, nord-occidentale

Il sondaggio Youtrend delinea un elettorato sociodemografico netto. Futuro Nazionale appare più attrattivo per gli uomini (5%) che per le donne (3,4%). Il picco si registra nella fascia 50-64 anni (7,9%). Risultati modesti tra under 35 (2,7%), over 65 (2%) e soprattutto tra i laureati (2%).

Geograficamente il partito esprime la forza maggiore nel Nord-Ovest (6,5%), mentre fatica nel Nord-Est, al Centro (appena 2,6%) e al Sud. Emerge un elettorato tendenzialmente maschile, di mezza età, non particolarmente alto in termini di istruzione formale e concentrato nelle regioni industriali del Nord-Ovest.

Un’incognita che può cambiare gli equilibri

La nascita di Futuro Nazionale resta per ora una variabile dirompente più annunciata che consolidata. Il 4,2% stimato è un punto di partenza. Molto dipenderà dalla capacità organizzativa, dalla qualità della classe dirigente che saprà attrarre e dalla reazione di Matteo Salvini e Giorgia Meloni.

Per il momento il centrodestra appare più incuriosito che spaventato. La storia però insegna che scissioni di questo tipo, quando intercettano umori diffusi, possono rapidamente trasformarsi in fenomeni destabilizzanti. La quiete apparente dei sondaggi potrebbe preludere a una tempesta di cui ancora non si vedono tutti i fulmini.