Gasparri all’attacco: “Ranucci omofobo, intervenga l’Ordine dei giornalisti”
Maurizio Gasparri
Il presidente dei senatori di Forza Italia annuncia un esposto formale contro il conduttore di Report. Nel mirino anche tre consiglieri Rai accusati di difenderlo “come vopos”. Botta e risposta al vetriolo sulla vicenda che coinvolge Tommaso Cerno.
Maurizio Gasparri alza il tiro contro Sigfrido Ranucci e annuncia battaglia. Il presidente dei senatori di Forza Italia ha deciso di rivolgersi direttamente all’Ordine dei giornalisti per denunciare quello che definisce “un comportamento omofobo” del conduttore di Report ai danni di Tommaso Cerno e di altri esponenti del giornalismo. “Ranucci ha parlato di lobby gay e ha usato termini assolutamente incompatibili con un comportamento deontologicamente corretto”, dichiara Gasparri senza mezzi termini.
La vicenda nasce dalle polemiche seguite alla pubblica contestazione di Cerno nei confronti di Ranucci. Il senatore forzista non usa giri di parole: “Credo che l’Ordine dei giornalisti debba valutare la condotta di Ranucci, assolutamente inaccettabile”. E rilancia con una provocazione: “Penso cosa sarebbe successo se di un comportamento simile fosse stato protagonista un giornalista di diverso orientamento politico rispetto a quello di Ranucci”.
La difesa di Cerno e le accuse al conduttore

Gasparri esprime stima per Tommaso Cerno, definendo “composta ma chiaramente polemica” la sua reazione. “Con grande chiarezza ha detto quello che pensa di questo comportamento”, aggiunge il presidente dei senatori azzurri. L’affondo contro Ranucci si fa ancora più duro quando Gasparri ricorda le altre “condotte inaudite” del giornalista, accusandolo di aver manipolato “dichiarazioni di persone sottoposte ad indagini utilizzate per denigrarne altre”. “Ha molte cose di cui giustificarsi”, sentenzia il senatore, convinto che alla sua contestazione formale “seguiranno adeguate iniziative”.
Ma le critiche più aspre Gasparri le riserva ai tre consiglieri di amministrazione della Rai che hanno preso le difese di Ranucci: Alessandro di Majo, Davide Di Pietro e Roberto Natale. “Come dei vopos, la vecchia polizia della Germania est comunista”, tuona il forzista, accusandoli di un intervento “gravissimo” a difesa del conduttore proprio “rispetto alle sortite omofobe di cui Ranucci stesso si è reso responsabile”.
I tre consiglieri Rai nel mirino: “Discriminazione multipla”
L’attacco di Gasparri si fa ancora più pesante. I tre consiglieri, secondo il senatore, non solo difendono Ranucci “in maniera immotivata, rispondendo a una logica di appartenenza e di schieramento ben nota a tutti”, ma si rivolgono “in maniera intimidatoria nei confronti di chi ha fatto delle critiche”. L’accusa più grave riguarda proprio Cerno: “Attaccano Cerno con una discriminazione multipla, omofoba, politica e ideologica”. Per Gasparri questa condotta accomuna ormai di Majo, Di Pietro, Natale e Ranucci in una “vergogna assoluta”. La domanda retorica arriva come una stilettata: “Come fanno a sedere nel consiglio di amministrazione del servizio pubblico radiotelevisivo delle persone che assumono atteggiamenti di questa natura?”.
La nota dei tre consiglieri Rai non si è fatta attendere. Di Majo, Di Pietro e Natale hanno denunciato “l’ormai consueta grandinata di articoli e dichiarazioni contro Sigfrido Ranucci da parte di alcuni giornali ed esponenti politici”. Incapaci di scusarsi dopo la decisione del Tribunale di Roma che ha riconosciuto la correttezza dell’operato di Report nella vicenda Sangiuliano, “rincarano la dose aggiungendo un’accusa grave e offensiva”, sostengono i tre. La loro posizione è netta: “Se Ranucci ha effettivamente fatto affermazioni omofobe, venga sanzionato dalla Rai e dall’Ordine. Ma se le sue frasi sono state manipolate – come Ranucci sostiene – l’Ordine sanzioni i giornalisti che lo hanno calunniato”.
La replica al veleno: “Gasparri impari a leggere”
Dopo le parole di Gasparri sui “vopos”, i tre consiglieri hanno replicato con ironia pungente. “Il senatore Gasparri, che ogni tanto rammenta di essere iscritto da molti anni all’Ordine dei giornalisti, ricorderà che tra i doveri professionali fondamentali c’è quello di leggere per intero e capire le dichiarazioni altrui prima di commentarle”, scrivono nella loro nota. L’invito è esplicito: “Prima di lanciarsi in insulti che suscitano ilarità, il senatore Gasparri si prenda il tempo di una seconda lettura che lo aiuti a comprendere”. I tre respingono “con fermezza l’accostamento a pratiche o linguaggi da regimi autoritari, che riteniamo offensivo e del tutto estraneo al ruolo e al comportamento di chi opera a difesa del servizio pubblico”. Le dichiarazioni di Gasparri risultano “gravemente sproporzionate nei toni e prive di fondamento nel merito”.
Ma il senatore forzista non arretra di un millimetro. “Vedo che i vopos della Rai ribattono alle mie critiche”, incalza Gasparri, confermando l’epiteto. Li accusa di essersi schierati “a fianco di Ranucci, che palesemente ha fatto varie cose più che discutibili”. Il riferimento allo scandalo Bellavia è diretto: “Li ho visti silenti di fronte allo scandalo che investe anche responsabilità di chi amministra la Rai oltre che responsabilità di Report e di Ranucci”.
Nuove segnalazioni in arrivo contro i consiglieri
L’affondo finale è pesantissimo. Gasparri accusa i tre di aver contestato Tommaso Cerno “con toni che appaiono di fatto omofobi”. La minaccia è chiara: “Segnalerò anche le loro inopportune dichiarazioni agli organismi di governo e istituzionali che sono chiamati a combattere le discriminazioni, che loro rischiano di alimentare con le loro parole”. La conclusione ribalta l’accusa iniziale: “Più che vopos appaiono degli omofobi, che dovranno rispondere di quello che hanno detto e fatto”. Secondo Gasparri, il tutto sarebbe motivato “per ragioni evidentemente politiche o perché devono accontentare le esigenze del loro compagno Ranucci”. Lo scontro è ormai aperto su tutti i fronti.
