Cronaca

Giustizia, Palamara: basta utilizzare indagini contro nemico

“Mettere in carcere il nemico politico è un’operazione che è fallita, se lo devono mettere in testa. Ha caratterizzato una parte della vita politica del paese. Pensare di utilizzare sistematicamente la magistratura e un’indagine penale per sbattere in carcere quello che non deve essere eletto, sia sindaco che politico non può più reggere”. E’ quando ha detto l’ex magistrato Luca Palamara nel corso della chiusura della campagna referendaria sui cinque quesiti in materia di giustizia, presso l’Astoria Palace Hotel di Palermo, organizzato dal Comitato “Sì per la libertà, Sì per la giustizia”. All’incontro hanno preso parte oltre a Palamara anche l’avvocato Bartolomeo Romano, ordinario di diritto penale dell’università di Palermo e vicepresidente del Comitato, Simone Alecci, giudice per le indagini preliminari tribunale di Palermo.

“La politica è succube della magistratura quando si tratta di fare le riforme – ha aggiunto Palamara – Una parte della politica aveva necessità che una parte di opposizione politica la facesse la magistratura e in parte l’associazione magistrati. E’ accaduto. Ha fatto comodo che ci fosse quel magistrato della sinistra giudiziaria che si facesse fare la paginata sul quotidiano di riferimento per dire che i magistrati non vogliono la riforma. Si riappropri la politica di fare questo ruolo. Si riappropri l’opposizione politica di svolgere questo ruolo. La magistratura deve fare il suo lavoro. Controllare se si è sperperato il denaro pubblico, se c’è la corruzione, analizzare chiunque. Però non deve essere portato sul terreno della politica. Perché su quel terreno deve esserci la politica. E se la politica deve fare le riforme, non si può dire non si può fare il referendum perché c’è la riforma Cartabia, questa si tratta di un’altra presa in giro. La riforma che si sta discutendo affronta temi diversi rispetto a quelli di cui stiamo discutendo. La partita che si gioca domenica con i referendum è per chiedere alla politica di andare avanti nelle riforme”. Ansa

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