Cronaca

Gli indiani Waiapi sul piede di guerra: “Stop a minacce”. Il Brasile strizza occhio a compagnie minerarie

I Waiapi, una tribù della foresta amazzonica, affilano le armi. In agosto il governo brasiliano di Michel Temer aveva annunciato che avrebbe autorizzato le compagnie minerarie internazionali a esplorare le loro ricchezze, ma davanti alle critiche aveva poi annullato il decreto. Ma i Waiapi restano terrorizzati, non è la prima volta che la loro riserva e il loro stile di vita vengono messi in pericolo. Bisogna percorrere 100 chilometri dalla città più vicina per arrivare fino ai Waiapi, fino al cartello: terra protetta. Tapayona, 36 anni, residente nel viallggio Waiapi di Pinoty: “Non vogliamo queste aziende minerarie sulla nostra terra, non le vorremo mai. Siamo qui. Questa natura è nostra”. Gli fa eco Patihéu, 33 anni: “Ci stiamo preparando, non siamo tranquilli, lottiamo ancora affinché non ci accada qualcos’altro”.

Archi, frecce e anche telefonini, tutto serve per difendersi. Preoccupati di preservare le loro tradizioni, non esitano a essere connessi con il mondo. La maggior parte dei giovani va a scuola in città e ne approfittano per condividere i loro video sui social network, come quelli delle recenti manifestazioni anti-Temer: Janukular, 24 anni: “Dobbiamo inviare queste immagini su internet perché la gente veda come viviamo. Siamo molti inquieti. Vogliamo preservare la nostra terra indigena a tutti i costi”. Il più anziano, Tzako, capo villaggio, non ha ancora dimenticato il trauma degli anni Settanta, quando il popolo fu decimato dal morbillo al primo contatto con gli uomini bianchi, allora rischiarono l’estinzione. Tzako dice: “Siamo ancora arrabbiati con i bianchi. All’epoca ci portarono via in nostri bambini”. Oggi si contano poco più di 1.200 Waiapi, tutti vaccinati contro il morbillo. Il loro territorio, ricchissimo di minerali, è una delle cose maggiormente desiderate dalle multinazionali.

Segui ilfogliettone.it su facebook
© RIPRODUZIONE RISERVATA
Se avete correzioni, suggerimenti o commenti scrivete a redazione@ilfogliettone.it
Condividi
Pubblicato da