Politica

Governo autorevole per mediazione Italia su Siria

“Governo autorevole” a guida centrodestra aperto “a tutet le forze responsabili” in tempi brevi a palazzo Chigi per una mediazione italiana sulla crisi in Siria e in Medio Oriente, con rilancio delle Nazioni Unite a fronte del suo conclamato declino e invio dei caschi blu a Damasco di intesa con la Russia di Vladimir Putin, frutto di una Pratica di mare bis: il disgelo Usa-Russia Bush jr-Putin nell’incontro italiani promosso dall’allora premier Silvio Berlusconi. E’ la mossa-proposta avanzata con una lettera aperta pubblicata dal Corriere della Sera dello stesso leader di Forza Italia, alla vigilia della settimana in cui il presidente della Repubblica Sergio Mattarella ha pre-annunciato lo sblocco della crisi di governo italiana. “Caro direttore, di fronte a una situazione complessa e drammatica come quella che si è determinata in Siria – scrive l’ex Cavaliere- non si tratta di schierarsi da una parte o dall`altra, ma di ragionare e di agire su una possibile soluzione per evitare l`ulteriore aggravarsi della situazione. Per questo l`Italia avrebbe bisogno al più presto di un governo nella pienezza dei suoi poteri: non un governo qualsiasi, con una qualsiasi maggioranza parlamentare, ma un governo autorevole sul piano interno e internazionale, interlocutore riconosciuto e capace di farsi ascoltare delle maggiori potenze”.

“L`Italia – ha sottolineato Berlusconi- è un partner essenziale dell`Europa e dell`Occidente tutto, nell`ambito dell`Alleanza Atlantica. Tale collocazione, che dura da settant`anni e si basa su profondi valori condivisi, comporta naturalmente per noi degli obblighi di solidarietà ai quali non siamo mai venuti meno. Al tempo stesso, proprio la nostra leale e indiscussa amicizia prima di tutti verso gli Stati Uniti porrebbe l`Italia — se non ci trovassimo nell`attuale condizione di paralisi — in grado di esercitare un ruolo e dare dei suggerimenti che i nostri alleati avrebbero il dovere e l`interesse di ascoltare”-. Quanto al merito della crisi siriana, evidenzia il leader Fi, “è del tutto scontato il fatto che l`opzione militare sia la peggiore delle soluzioni possibili ai conflitti politici: ultima ratio in alcuni casi nei quali non ci siano altri mezzi per condurre una politica razionale, pericolosissima quando — come in questo caso — una politica univoca e razionale non c`è e non ci può essere data la complessità della situazione siriana e la quantità di attori e di interessi in gioco che investono non solo i Paesi limitrofi ma l`intero Medio Oriente”. Ed ecco allora la proposta di Berlusconi.

“Quindici anni fa il nostro governo – ha ricordato- ha messo intorno a un tavolo a Pratica di Mare, Russia, Stati Uniti, Europa, in uno storico accordo che avrebbe potuto inaugurare una nuova epoca, di alleanza e non più di contrapposizione. Oggi un governo italiano autorevole potrebbe riprendere a lavorare proprio in quella direzione, perché l`Italia proprio nel Mediterraneo ha grandi interessi in gioco ma ha anche un ruolo strategico imprescindibile. Mi auguro che tutte le forze politiche responsabili se ne rendano conto”. “Oggi – ha sottolineato Berlusconi- non è realistico pensare di sostituire Assad, ma va messo in condizione di non nuocere alla sua stessa popolazione, e di non costituire un focolaio permanente di destabilizzazione e di minacce per i Paesi limitrofi, in primis Israele. Questo si ottiene coinvolgendo proprio la Russia, che è il solo Paese in grado di condizionare le scelte del dittatore di Damasco e che rischia di apparire come il vero destinatario degli attacchi punitivi dei Paesi occidentali nei confronti di Assad”. D’altra parte, “negli anni – evidenzia l’ex premier- si è andato affievolendo fino al punto che molti si chiedono se abbia ancora un senso un`organizzazione internazionale di questo tipo”.

Ma “per chi invece, come noi, crede nel diritto internazionale proprio questa sarebbe un`occasione nella quale le Nazioni Unite potrebbero tornare ad essere un luogo di garanzia della legalità internazionale e al tempo stesso di equilibrio dei diversi interessi in gioco”. E “non è escluso che la soluzione per il nuovo assetto geopolitico della Siria richieda proprio il dispiegamento di una forza multinazionale di caschi blu come si è reso necessario in situazioni che sembravano inestricabili, dal Libano alla ex Yugoslavia”. “Proprio per questo continuo a credere da occidentale che ama l`America e l`Europa – ha affermato ancora Berlusconi- che la Russia di Putin vada vista come un partner strategico e non come un avversario. Questo non significa che non vi possano essere visioni diverse o interessi in contrasto, significa che tali contrasti vanno risolti in accordo e non in conflitto con Mosca, anche proprio per garantire i diritti umani delle popolazioni che hanno già sofferto atrocemente le conseguenze della guerra, come avviene in Siria”.

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