“Gruppi mafiosi dietro brogli. Siano accertate responsabilità”

“Gruppi mafiosi dietro brogli. Siano accertate responsabilità”
8 novembre 2014

“Per la prima volta in Italia e nella storia della citta’ di Palermo non e’ stata garantita la liberta’ e la segretezza del voto. Mi assumo la piena responsabilita’ di affermare che tutto questo e’ stato organizzato da una vera e propria organizzazione criminale di stampo mafioso”. Affermazioni forti, quelle del sindaco di Palermo, Leoluca Orlando, in merito alla sentenza del Tar di Palermo che ha dichiarato illegittime le elezioni amministrative del 2007, vinte dal candidato di Forza Italia Diego Cammarata. “E’ una battaglia di rilievo importante che ho combattuto in solitudine – ha proseguito il sindaco di Palermo -. Qui e’ stata messa in discussione la liberta’ di voto, e questo non e’ possibile. Come non e’ possibile che gruppi politici paramafiosi abbiano chiuso la bocca e le orecchie”.

“Quello che oggi chiedo e’ che siano accertate le responsabilita’ penali di chi ha negato la democrazia a Palermo durante le elezioni del 2007 – ha sottolineato  -. Mi sono stancato di questo atteggiamento omertoso. Chi ha sbagliato deve pagare”. Orlando ha poi annunciato: “Inviero’ la sentenza del Tar alle procure della Repubblica e della Corte dei conti, al presidente del Consiglio, ai presidenti delle Camere, al presidente della Commissione antimafia e alla Corte europea dei diritti dell’uomo, perche’ per la prima volta in Italia sono state negate la liberta’ e la segretezza di voto”. Secondo il primo cittadino di Palermo, eletto poi nel 2012, cinque anni prima della sua nuova elezione alla guida dell’amministrazione comunale del capoluogo siciliano ci fu una “manipolazione” della struttura delle elezioni. “Durante le elezioni – ha spiegato – i plichi con le schede furono consegnati da persone non identificate. Abbiamo la certezza, grazie a dei video di una televisione privata, che questi plichi, sconfezionati, sono stati gettati in piazza Bologni, da soggetti sconosciuti in sella a delle moto. I seggi manipolati sono circa un terzo, 192 su 600”.

Quindi Leoluca Orlando ha anche ricordato come nel 2007, “in alcuni casi la Digos, il giorno prima delle elezioni, trovo’ alcuni presidenti di seggio intenti a firmare in solitudine le schede elettorali”. “Abbiamo pure registrato la mancata responsabilita’ degli uffici comunali preposti. Le elezioni andavano certamente annullate. E’ una sentenza coraggiosa e accerteremo le relative responsabilita’”. (Askanews)

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