Maduro non molla, sconfitto golpe. E Guaido’ risuona la carica: avanti rivolta

Maduro non molla, sconfitto golpe. E Guaido’ risuona la carica: avanti rivolta
1 maggio 2019

Il leader dell’opposizione autoproclamatosi capo dello Stato ad interim del Venezuela, Juan Guaido’, esorta la popolazione alla mobilitazione generale per cacciare il presidente Nicolas Maduro ed invita le forze armate a portare a termine ‘l’operazione liberta”. Ma alla fine di una giornata di scontri non vi sono segnali concreti sul fatto che Maduro abbia perso il sostegno dei militari. Un 24enne e’ morto nello stato venezuelano di Aragua, nelle proteste durante il tentativo del leader dell’opposizione di rovesciare il governo Maduro.

Nella rivolta sono rimaste ferite finora 95 persone, 26 ad Aragua e 69 Chacao, nello stato di Miranda, uno dei cinque Comuni del Distretto metropolitano di Caracas. Secondo la Ong Provea, il giovane, ucciso “durante le proteste, si chiamava Samuel Enrique Me’ndez. Un deputato dell’opposizione ha diffuso su Twitter un video che mostra un gruppo di giovani che cammina in strada con il corpo della vittima, intonando l’inno nazionale. L’Ong ha aggiunto che le proteste anti-Maduro si sono diffuse in 28 stati e le vittime sono 271 da quando il presidente e’ salito al potere, nel 2013.

In sostanza, lo scontro continua e Maduro appare tutt’altro che all’angolo. Anzi, parlando in tv alle 21 locali, il capo del governo vemnezuelano, ha definito “sconfitto” il tentato golpe “delle forze imperialiste”, ha accusato i manifestanti di voler provocare disordini per giustificare l’intervento estero degli “yankee” e ha negato di aver pianificato di fuggire a Cuba. Era stato il segretario di Stato americano, Mike Pompeo, in un’intervista alla Cnn, a sostenere che Maduro era pronto a partire per L’Avana ma che e’ stato dissuaso dai russi. Durante il suo intervento alla nazione, andato avanti per quasi un’ora, Maduro e’ apparso con al suo fianco il ministro della Difesa, Vladimir Padrino, il vice presidente del partito socialista Diosdado Cabello e altri uomini in divisa, quasi a voler smentire, con quell’immagine, il consigliere per la sicurezza nazionale della Casa Bianca, John Bolton, secondo il quale figure chiave del regime lo avevano abbandonato.

Guaido’, nel suo appello pubblicato su YouTube poco prima che Maduro prendesse la parola, ha negato che si sia trattato di un colpo di Stato parlando piuttosto di “una pacifica ribellione”. Ha anche avvertito che il “collasso finale” di Maduro e’ iniziato ed ad invitato a scendere in piazza anche oggi. Maduro ha invece accusato lo storico leader dell’opposizione Leopoldo Lopez, tornato in pubblico per la prima volta dopo due anni di arresti domiciliari, di aver istigato la manifestazione e ha assicurato che nessuno restera’ impunito. Lopez, che si era inizialmente rifugiato nell’ambasciata cilena a Caracas si e’ trasferito nella sede diplomatica spagnola con la moglie, “per una scelta personale”, almeno secondo il ministro degli Esteri cileno Roberto Ampuero. In nottata nelle strade della capitale venezuelana e’ inaspettatamente tornata la calma.

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Intanto, l’ong venezuelana per i diritti umani Foro Penal ha riferito che 119 persone, di cui 11 adolescenti, sono state arrestate durante le manifestazioni di protesta che sono state realizzate ieri in differenti stati del Venezuela. Lo stato che ha registrato il maggior numero di arresti e’ quello di Zulia, con 68 persone. Seguono gli stati di Carabobo (10 arresti), Aragua (9 arresti) e Merida (8 arresti). Foro Penal riporta inoltre arresti negli stati di Lara, Monagas e Tachira (5 persone per ogni stato), nell’area di Caracas (4 persone), nello stato di Bolivar (3 persone) e in quelli di Miranda e Trujillo (un arresto per ogni stato).

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