In sessanta giorni Renzi si gioca tutto. Credibilità compresa

In sessanta giorni Renzi si gioca tutto. Credibilità compresa
7 aprile 2015

di Daniele Di Mario

Si comincia con la legge elettorale. Si finisce il 31 maggio con le elezioni regionali. In mezzo la riforma della scuola e quella della Rai e il Def. È un calendario densissimo quello della politica – e del Parlamento in particolare – nei prossimi due mesi. Per il presidente del Consiglio Matteo Renzi si preannuncia così una primavera clandissima: in meno di 60 giorni il premier si giocherà gran parte della propria credibilità. Dopo la breve pausa pasquale, in Parlamento sono in calendario una serie di appuntamenti che, uniti alle elezioni in sette Regioni, potranno determinare giornate particolarmente intense e conseguenze rilevanti nei rapporti tra e negli schieramenti politici. Si parte domani: in commissione Affari costituzionali della Camera comincia l’esame della legge elettorale, arrivata alla terza lettura e in attesa dell’approvazione definitiva. Oltre a tenere a bada la propria minoranza interna, Renzi dovrà verificare lo satato di salute della propria maggioranza. Il rapporto col Nuovo Centrodestra, dopo le dimissioni da ministro di Maurizio Lupi sostituito con Graziano Delrio, Alfano pretende che il premier gli riconosca maggiore dignità. I problemi tra Pd e Ncd potrebbe così abbattersi sulle questioni relative alla giustizia. Il partito di Alfano spinge per modificare la riforma della prescrizione già approvata dalla Camera e ora all’esame del Senato e chiede un intervento sulla disciplina delle intercettazioni, anche se per ora il Guardasigilli Andrea Orlando ha escluso il varo di un provvedimento ad hoc.

Da verificare tempi e modalità di approvazione delle norme anticorruzione, in arrivo a Montecitorio dopo essere state licenziate da palazzo Madama. Ancora in stand-by al Senato invece le riforme istituzionali, dove sono tornate dopo le modifiche apportate al testo alla Camera. Anche qui la minoranza interna del Pd sollecita cambiamenti e il tema in qualche modo potrebbe intrecciarsi con l’iter della legge elettorale. Ma altri due argomenti sono destinati ad accendere il dibattito politico: la riforma della scuola e quella della governance Rai. Due disegni di legge che, oltre al merito, impegneranno le Camere in una vera e propria corsa contro il tempo. Nel primo caso si tratta di rendere operativa la legge in modo da consentire il regolare avvio del prossimo anno scolastico con l’assunzione dei precari; nel secondo di arrivare entro luglio a un sistema che consenta la nomina del nuovo Cda, senza dover ricorrere nuovamente alla legge Gasparri. In entrambi i casi, infatti, Renzi ha escluso il ricorso al decreto legge.

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A questo proposito sono solo due i provvedimenti d’urgenza che attendono il via libera del Parlamento, entrambi al Senato: quello contenente le norme antiterrorismo, già approvato dalla Camera, e quello che fissa l’elction day per Comunali e Regionali. Sempre a palazzo Madama si attende il primo sì per un altro dei provvedimenti fiori all’occhiello del governo, vale a dire la riforma della Pubblica amministrazione, all’esame dellAula. E per tornare all’attività dell’esecutivo, già oggi in Consiglio dei ministri è atteso l’esame del Def, il Documento economico e finanziario, per arrivare poi all’approvazione venerdì 10, in anticipo rispetto alla scadenza prevista del 30 aprile. Il 31 maggio, infine, le elezioni regionali: un test importante per il governo e per il Pd, ma ancora più decisivo per il centrodestra, che potrebbe essere terremotato dall’esito del voto, aprendo la strada a trasformazioni che potrebbero ridisegnare completamente gli assetti di quest’area politica.

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