La Cina avrà la sua prima legge contro la violenza domestica

La Cina avrà la sua prima legge contro la violenza domestica, che punta a fermare tutti gli abusi fisici, emotivi e psicologici all’interno della coppia, in un paese nel quale le relazioni familiari sono sempre stati piramidali con il padre in cima. Una proposta di legge, scrive l’agenzia di stampa ufficiale Xinhua, è stata presentata in seconda lettura di fronte al Comitato permanente del Congresso nazionale del popolo, il “parlamento” cinese. In essa si vieta “ogni forma di violenza domestica”. La violenza domestica, spiega ancora la Xinhua, è definita come “una ferita fisica o psicologica inferta da parenti, a partire da aggressioni, ingiurie, costrizioni o limiti forzati alla libertà fisica, ma anche ricorrenti minacce verbali e abusi”. La norma dovrebbe coprire anche le coppie che coabitano senza aver contratto matrimonio. In Cina le relazioni domestiche sono considerate qualcosa da mantenere il più possibile dentro le mura di casa. Ma, da qualche anno, la sensibilità rispetto ai casi di violenza domestica sta crescendo.

Particolare choc ha prodotto un caso del 2011, quando Kim Lee, la moglie sino-americana del celebre magnate dei cosrsid’inglese Li Yang, ha pubblicato su Sina Weibo – il “Twitter” cinese – le immagini delle ferite al volto inferte dal marito il quale, in seguito, ha ammesso le violenze. Oggi Kim e Li sono divorziati. La Federazione cinese delle donne sostiene che circa il un quarto delle donne, nella Repubblica popolare, hanno subito violenza domestica. Nell’88,3 per cento dei casi sono i mariti che maltrattano le mogli, nel 7,5 per cento dei casi i genitori i figli e nell’1,3 per cento dei casi sono i figli a maltrattare i genitori. La norma di cui si discute, secondo l’agenzia Xinhua, prevede che, in caso di denuncia e in permanenza di un pericolo immediato, un tribunale debba emettere un ordine di protezione personale entro 72 ore e, in casi particolarmente urgenti, anche in giornata. Nell’eventualità in cui la vittima abbia una limitata capacità di presentareuna denuncia o sia impedita dalla forza fisica o dalle minacce, la denuncia può partire anche dalla polizia, dalle organizzazioni femminili o dai servizi sociali.

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